Gli extraction shooter sono ormai diventati una presenza costante nel panorama videoludico. La formula è conosciuta: si entra in una zona pericolosa, si raccolgono risorse, si affrontano nemici umani e controllati dall’intelligenza artificiale e si cerca di uscire vivi con il bottino conquistato. Un meccanismo efficace, ma anche sempre più difficile da rendere realmente originale. È proprio qui che prova a inserirsi Active Matter, lo shooter di Matter Team pubblicato da Gaijin Network. Il gioco non reinventa il genere e, soprattutto dal punto di vista strettamente ludico, rimane piuttosto fedele ai suoi canoni. Eppure riesce a costruirsi una personalità grazie al mondo nel quale decide di inserire la propria formula.
Il punto di partenza è infatti molto più interessante di quanto normalmente ci si aspetterebbe da un extraction shooter.
Un universo nel quale la realtà ha smesso di funzionare
In Active Matter, provato su PC Steam ma disponibile anche su Console, vestiamo i panni di un operatore coinvolto in un misterioso fenomeno legato a una sostanza capace di alterare spazio e tempo. Un esperimento condotto in un’area segreta ha provocato una sorta di frattura della realtà, generando anomalie, creature mostruose e zone nelle quali le normali leggi della fisica possono improvvisamente smettere di funzionare.
A tutto questo si aggiunge un elemento narrativo particolarmente importante: il loop temporale.
La morte non rappresenta semplicemente la conclusione di una partita. Il concetto stesso di ripetizione è inserito nella struttura narrativa, mentre il misterioso Monolith diventa progressivamente uno degli elementi centrali dell’esperienza e della progressione.
Il risultato è un background che riesce a dare ad Active Matter qualcosa che molti shooter multiplayer fanno fatica a trovare: un contesto.
Non è una storia rivoluzionaria e non siamo davanti a una narrazione capace di cambiare le regole del genere, ma l’idea funziona. L’ambientazione sovietica decadente, gli esperimenti scientifici, le anomalie e la presenza di diverse realtà contribuiscono a creare un mondo che viene voglia di conoscere.
La narrazione, inoltre, non viene servita continuamente attraverso lunghe sequenze cinematografiche. Gran parte delle informazioni viene affidata al Codex, all’esplorazione, agli ambienti e ai dettagli disseminati nelle aree di gioco.
È un approccio che richiede una certa attenzione, ma che contribuisce a rendere il mondo più interessante senza interrompere continuamente i raid.
Active Matter – Quando la gravità decide di cambiare le regole
La caratteristica più evidente di Active Matter è rappresentata dalle anomalie.
Durante le nostre spedizioni possiamo imbatterci in zone nelle quali la gravità cambia completamente, permettendo persino di muoversi sulle pareti o sui soffitti. Altre anomalie possono danneggiare il personaggio, alterare l’ambiente o trasformare completamente il modo nel quale affrontiamo una determinata area.
È probabilmente qui che il gioco riesce maggiormente a distinguersi.
Il contrasto tra equipaggiamento militare realistico, armi, corazze e gestione tattica dell’inventario e un mondo nel quale la realtà può improvvisamente deformarsi funziona bene. Active Matter sembra voler costruire un ponte tra extraction shooter, fantascienza e horror senza rinunciare alla struttura tradizionale del genere.
Non tutte le idee hanno però lo stesso livello di efficacia.
Alcune anomalie sono realmente interessanti e possono modificare una situazione di gioco, mentre altre sembrano più che altro elementi pensati per rendere l’esplorazione meno prevedibile. Anche la gestione delle variazioni di gravità può risultare inizialmente poco naturale, soprattutto quando la telecamera e i movimenti diventano particolarmente frenetici.

Uno shooter tattico che non vuole essere arcade
Sul fronte del gameplay, Active Matter sceglie una strada abbastanza precisa.
Il gunplay è più ragionato rispetto a quello di uno sparatutto arcade tradizionale. Le armi hanno un certo peso, la gestione delle ferite è importante e alcune azioni richiedono tempo. Anche curarsi non è una semplice pressione di un tasto: bisogna completare l’animazione e trovare un momento sufficientemente sicuro per farlo.
Il corpo è inoltre suddiviso in diverse zone e le ferite possono influenzare movimento, mira e condizioni del personaggio.
Questo porta il giocatore a pensarci due volte prima di iniziare uno scontro. Entrare in una stanza sparando all’impazzata non è sempre la soluzione migliore e anche un combattimento apparentemente semplice può trasformarsi rapidamente in un problema.
Il sistema funziona soprattutto quando Active Matter riesce a creare quella sensazione di rischio che dovrebbe essere alla base di un extraction shooter: quanto possiamo ancora permetterci di restare?
Continuare a esplorare significa trovare altro materiale e ottenere maggiori ricompense, ma allo stesso tempo aumenta la possibilità di perdere tutto.
È una dinamica conosciuta, ma ancora efficace.
Il problema è che non tutto è allo stesso livello
Se il background è probabilmente uno degli aspetti più interessanti di Active Matter, il gameplay non riesce sempre a mantenere lo stesso livello di personalità.
Le basi sono solide e per gli appassionati del genere ci sono parecchi elementi interessanti, dalla gestione dell’equipaggiamento alla progressione della base, passando per il Monolith e per la possibilità di personalizzare le proprie armi.
La progressione è inoltre abbastanza ben collegata al ciclo delle spedizioni. Quello che recuperiamo durante un raid serve a migliorare le possibilità future e questo crea una buona motivazione per continuare a giocare.
Ma, una volta tolto il particolare contesto fantascientifico, rimane comunque un extraction shooter che deve confrontarsi con meccaniche già viste molte volte.
E questo si avverte.
Active Matter non riesce sempre a trasformare le proprie idee più interessanti in meccaniche altrettanto memorabili. In alcuni momenti si ha la sensazione di giocare a un buon rappresentante del genere più che a un titolo realmente capace di ridefinirlo.
È una differenza importante.
Active Matter – PvE e PvP tra tensione e frustrazione
La componente PvE beneficia parecchio dell’ambientazione.
Le creature sono numerose e piuttosto particolari: soldati trasformati, creature invisibili, cani infernali, entità volanti e altri nemici contribuiscono a rendere le spedizioni meno prevedibili rispetto a un normale shooter militare.
Anche l’intelligenza artificiale reagisce agli spari, aumentando il rischio di trasformare uno scontro in una situazione molto più complessa.
Il PvP, invece, è inevitabilmente legato alla natura stessa del genere. L’equipaggiamento che portiamo con noi ha un valore e perderlo dopo essere stati eliminati rende ogni incontro potenzialmente importante.
Il problema è che alcune situazioni possono risultare particolarmente punitive, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di esperienza. Il divario tra giocatori più esperti e nuovi arrivati può farsi sentire e non tutte le morti sembrano necessariamente derivare da un errore evidente del giocatore.
Anche il sistema audio avrebbe meritato maggiore attenzione. In un gioco nel quale capire la posizione di un avversario attraverso i rumori può fare la differenza tra vita e morte, alcune incertezze nella gestione dei passi rappresentano un limite concreto.

Una bella atmosfera
Sul piano tecnico e artistico Active Matter riesce comunque a costruire un’identità riconoscibile.
L’ambientazione fatta di edifici brutalisti, strutture industriali abbandonate, cemento, ruggine, oscurità e nebbia si sposa molto bene con la componente fantascientifica.
È soprattutto il contrasto tra il mondo militare e le anomalie a funzionare.
Un corridoio può sembrare perfettamente normale fino a quando la realtà decide di comportarsi diversamente. È un espediente che contribuisce a creare una buona atmosfera e che rende alcune esplorazioni decisamente più interessanti del semplice andare da un punto all’altro della mappa.
Anche creature e anomalie hanno una discreta caratterizzazione visiva, mentre le armi e l’equipaggiamento cercano un approccio più realistico.
Non mancano però alcune animazioni poco convincenti e una certa ruvidità generale. Active Matter dà spesso l’impressione di essere un progetto con idee più ambiziose della rifinitura tecnica che le sostiene.
Un buon shooter, ma non il nuovo riferimento del genere
Ed è probabilmente questo il punto centrale della nostra esperienza con Active Matter.
Il gioco riesce a emergere dalla massa degli extraction shooter soprattutto grazie al suo background.
Il loop temporale, le anomalie, il collasso della realtà, l’ambientazione sovietica e le creature riescono a dare un contesto a una formula che, altrimenti, rischierebbe di apparire fin troppo familiare.
Non si tratta però di innovazioni assolute.
Molti degli elementi che compongono il gameplay sono già conosciuti e, una volta superato l’impatto iniziale con l’universo di gioco, emerge maggiormente la struttura classica dell’extraction shooter.
Per questo motivo Active Matter è un titolo difficile da definire come realmente rivoluzionario, ma anche ingeneroso liquidarlo come l’ennesimo clone.
La sua forza sta proprio nel compromesso: prende una formula consolidata e la inserisce all’interno di un universo abbastanza particolare da renderla nuovamente interessante.
Per gli appassionati del genere può quindi rappresentare una buona aggiunta alla propria libreria, soprattutto per chi cerca qualcosa che non sia esclusivamente basato sulla componente competitiva e sull’eterna caccia al loot.
Chi invece si aspetta un gioco capace di cambiare radicalmente il modo di intendere gli extraction shooter potrebbe rimanere meno impressionato.

Active Matter La Recensione – IN CONCLUSIONE
Active Matter è uno shooter interessante soprattutto quando racconta il proprio mondo.
Il suo background è probabilmente il vero elemento che gli permette di uscire dalla massa: non è necessariamente innovativo, ma è abbastanza articolato e particolare da dare un senso alla ripetizione dei raid e alla struttura del gioco.
Sul piano strettamente ludico, invece, il titolo rimane più convenzionale. Il gunplay tattico funziona, la gestione delle ferite aggiunge tensione, le anomalie introducono situazioni imprevedibili e la progressione offre motivazioni sufficienti per continuare a giocare.
Restano però alcune asperità tecniche, un’interfaccia non sempre intuitiva, animazioni migliorabili, qualche problema audio e una difficoltà che potrebbe scoraggiare chi non conosce già il genere.
Active Matter non è quindi lo shooter che rivoluziona gli extraction game, ma è un titolo con una propria personalità e con abbastanza idee da meritare l’attenzione degli appassionati.
Un buon gioco, soprattutto per chi ama questo genere, che avrebbe potuto fare un ulteriore passo avanti con una maggiore rifinitura e una componente ludica capace di essere innovativa quanto il suo affascinante universo.
Active Matter La Recensione – VOTO: 7.5
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