Alien Breed 35th Anniversary Collection è uno di quei prodotti che sembrano arrivare direttamente da un’altra epoca. E in effetti è proprio così: stiamo parlando di una raccolta che celebra i 35 anni di una delle serie più rappresentative del Commodore Amiga, riportando sulle piattaforme moderne i sei giochi della prima era del franchise.
Non è però soltanto una semplice raccolta di vecchi videogiochi. Abbiamo tra le mani un vero e proprio viaggio nella storia di Alien Breed, con versioni differenti dei titoli, demo, materiale d’archivio, modalità moderne e soprattutto un museo virtuale che rappresenta probabilmente una delle sorprese più belle dell’intera Collection. L’abbiamo provata su PC ma è disponibile anche su Playstation, Xbox e prossimamente anche su Nintendo Switch.
Alien Breed e il fascino del Commodore Amiga
Partiamo da quello che, inevitabilmente, è il cuore dell’esperienza: i giochi.
Alien Breed, Alien Breed: Special Edition 92, Alien Breed II: The Horror Continues e Alien Breed: Tower Assault rappresentano ancora oggi la parte più interessante della raccolta per chi vuole riscoprire cosa significasse giocare su Commodore Amiga negli anni Novanta.
Naturalmente il tempo è passato e sarebbe inutile fingere il contrario. La grafica, i movimenti, alcune meccaniche e soprattutto certe rigidità appartengono chiaramente alla loro epoca. Eppure, una volta entrati nei corridoi infestati dagli alieni, il fascino rimane.
La visuale dall’alto, l’esplorazione, le porte da aprire, le chiavi da recuperare, le munizioni da gestire e quella costante sensazione di essere circondati riescono ancora a funzionare. Non siamo di fronte a giochi moderni mascherati da produzioni retrò: sono videogiochi del passato, con tutti i loro pregi e i loro difetti. Ma proprio per questo conservano una personalità che oggi non è così facile ritrovare.
In particolare, Alien Breed: Special Edition 92 continua a essere un ottimo punto di partenza per chi vuole capire perché questa serie sia diventata così importante per il Commodore Amiga.
Il tempo si sente, ma il fascino resta
La cosa interessante è che non abbiamo mai avuto la sensazione che la Collection volesse nascondere l’età dei suoi giochi. Al contrario, li presenta per quello che sono e aggiunge una serie di strumenti che permettono di affrontarli con maggiore comodità nel 2026.
I controlli moderni aiutano parecchio, così come i salvataggi e le varie opzioni di visualizzazione. Non trasformano però Alien Breed in un gioco contemporaneo: semplicemente eliminano alcune delle difficoltà tecniche che oggi avrebbero potuto rendere ancora più complicato avvicinarsi a questi titoli.
E qui arriviamo alla vera differenza tra i giochi 2D e quelli 3D presenti nella raccolta.

Alien Breed 3D: importante per la storia, meno per giocarci oggi
Alien Breed 3D e Alien Breed 3D II: The Killing Grounds hanno un’importanza storica indiscutibile. Rappresentano il tentativo di portare la serie nel mondo degli sparatutto in prima persona e testimoniano anche l’evoluzione tecnica che stava attraversando il mondo dei videogiochi nella seconda metà degli anni Novanta.
Il problema è che, giocandoci oggi, il peso degli anni diventa decisamente più evidente.
I due capitoli 3D sono ostici, molto ostici. Anche con i controlli modernizzati, affrontarli richiede una dose di pazienza decisamente superiore rispetto agli episodi 2D. La sensazione è spesso quella di combattere non soltanto contro gli alieni, ma anche contro i limiti tecnologici e progettuali dell’epoca.
Ed è qui che, secondo noi, bisogna interpretare correttamente la loro presenza nella Collection. Sono fondamentali per rendere il pacchetto davvero completo e raccontare l’intera evoluzione della serie, ma non sono necessariamente i giochi ai quali passerete più volentieri le vostre serate.
Se siete interessati alla storia del Commodore Amiga, invece, diventano praticamente imprescindibili.

Il museo è una delle cose più belle della Collection
Se c’è un elemento che eleva davvero Alien Breed 35th Anniversary Collection al di sopra della semplice raccolta di vecchi videogiochi, quello è il Virtual Museum.
Abbiamo apprezzato moltissimo la possibilità di esplorare materiale legato alla storia della serie: immagini, artwork, materiale promozionale, interviste agli sviluppatori e documenti che permettono di capire meglio come Alien Breed sia nato e si sia evoluto nel corso degli anni.
Per chi ama il retro gaming questo tipo di contenuto ha un valore enorme. Non stiamo semplicemente avviando una ROM e premendo Start: stiamo entrando in un piccolo archivio interattivo che racconta un pezzo della storia del videogioco e, soprattutto, della storia del Commodore Amiga.
È probabilmente uno degli aspetti che ci ha convinto maggiormente della Collection e quello che ci ha fatto pensare che questo progetto sia stato realizzato con una reale attenzione alla conservazione storica della serie.
Una Collection davvero esaustiva
Il grande merito di Alien Breed 35th Anniversary Collection è quindi quello di essere estremamente completa. Ci sono i sei giochi della prima era, le diverse versioni storiche, le demo, i contenuti extra, il museo e una serie di funzionalità pensate per rendere l’esperienza più accessibile sulle piattaforme moderne.
Non tutti i giochi hanno lo stesso valore per il giocatore contemporaneo e non tutti sono invecchiati allo stesso modo. Ma probabilmente non era questo l’obiettivo della Collection.
L’obiettivo è raccontare Alien Breed nella sua interezza, permettendoci di vedere come una serie nata sul Commodore Amiga sia passata dalla visuale dall’alto alla prima persona, attraversando una parte importante dell’evoluzione del videogioco degli anni Novanta.
E sotto questo punto di vista il lavoro svolto è davvero convincente.

Alien Breed 35th Anniversary Collection Recensione – IN CONCLUSIONE
Alien Breed 35th Anniversary Collection è una raccolta pensata soprattutto per chi ama il Commodore Amiga, il retro gaming e la storia dei videogiochi. I titoli 2D conservano ancora oggi un fascino notevole, pur mostrando inevitabilmente i segni del tempo, mentre i due episodi 3D sono soprattutto un’importante testimonianza storica e risultano decisamente più difficili da affrontare con gli occhi di un giocatore moderno.
La grande quantità di contenuti, la completezza della raccolta e soprattutto il museo virtuale fanno però la differenza. È una Collection che non si limita a dire “ecco sei vecchi giochi”, ma prova a spiegare perché quei sei giochi siano ancora importanti.
Alien Breed 35th Anniversary Collection merita un 8 su 10. Un voto che nasce soprattutto dalla qualità e dalla completezza dell’operazione: per chi ha amato il Commodore Amiga è un bellissimo viaggio nella memoria, mentre per chi non conosce Alien Breed rappresenta un’interessante occasione per scoprire un pezzo della storia del videogioco. I capitoli 3D mostrano inevitabilmente il peso degli anni, ma nel complesso siamo davanti a una raccolta davvero esaustiva e curata, con un museo che da solo rappresenta uno dei motivi più interessanti per entrare nuovamente nei corridoi di Alien Breed.
Alien Breed 35th Anniversary Collection Recensione – VOTO: 8
Trasparenza editoriale: Questo contenuto potrebbe includere link affiliati dai quali ItaliaTopGames potrebbe ricevere una commissione. Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, Leggi l'informativa completa sulla trasparenza
