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Una volta terminato Gears of War 3, nessuno credette veramente che la mitiga saga con protagonisti Marcus Fenix & co. potesse finire lì, come nulla fosse. In effetti, gli interessi (e, soprattutto, i soldi) che un simile marchio è in grado di muovere sono elevatissimi, per cui non stupisce il fatto che siamo oggi qui a recensire Gears of War Judgement.

La cosa che preme sottolineare però è che questa volta dietro il gioco non c’è più direttamente Epic quanto i ragazzi di People Can Fly, che hanno dato vita a titoli del calibro di Painkiller senza dimenticare l’esageratissimo (e divertentissimo) Bulletstorm. Non paghi di fare una sorta di copia/incolla delle caratteristiche dei tre capitoli precedenti, gli sviluppatori hanno pensato di reinterpretare il tutto in base alla propria visione: vediamone insieme gli effetti.

Il protagonista principale sarà Damon Baird affiancato da Augustus Cole: questi due “volti” sono già ben noti ai giocatori, che hanno avuto modo di conoscerli durante la trilogia madre.

La prima grande novità risiede nella gestione delle armi trasportate dai personaggi, adesso switchabili direttamente tramite pressione del tasto Y anziché dover ricorrere alla ben più macchinosa croce direzionale.

Altro cambio di direzione ha subito il design del gioco, adesso decisamente più adrenalinico e meno appoggiato al sistema di coperture, che continua ad esserci e ad essere utile, ma che perde la sua posizione prioritaria. Lo scopo è chiaro: rendere Gears of War il più frenetico e divertente possibile.

La campagna principale è suddivisa in capitoli legati a doppio filo al punto di vista di ogni membro del team Kilo e, sotto questo punto di vista, ci sono altre due novità che sono davvero benvenute: Smart Spawn System e le Declassified Mission.

Nel primo caso, affrontando più volte lo stesso frammento di storia dovremo affrontare tipologie di nemici diverse, andando così a potenziare, e non di poco, la longevità. Nel secondo caso invece abbiamo dei modificatori di missione: una volta attivati alla nostra missione verranno aggiunti elementi penalizzanti di diverso tipo (equi non entriamo nel dettaglio per non rovinarvi la sorpresa di cosa vi attenderà).



Una volta terminata la campagna principale poi avrete la possibilità di giocare la modalità Aftermath, incentrata sugli ultimi momenti di Gears of War 3
dal punto di vista di Baird e Cole. Ma è nel multiplayer che Gears of War Judgement dà il meglio di sé, introducendo tra l’altro una modalità arricchita dalla presenza delle classi. Team Deathmatch, Free For All, Domination, OverRun: le modalità sono davvero tante, diversificate tra loro e ben implementate.

Dal punto di vista tecnico il titolo è a dir poco sontuoso, con un motore solido caratterizzato da un elevatissimo dettaglio e da un frame rate che non cede quasi mai il passo, nonostante la miriade di poligoni, effetti luce e particellari mandati a schermo. Dobbiamo a questo proposito segnalare anche un’IA che ha subito sostanziali potenziamenti rispetto al passato, in grado di dare ai nemici dei comportamenti decisamente più realistici e reattivi. Galvanizzanti le musiche e sempre pronte a sottolineare l’azione di gioco in modo puntuale ed incisivo; ottimo il doppiaggio, in inglese nella copia da noi provata, ma che sarà completamente in italiano nella versione che troverete nei negozi.

IN CONCLUSIONE
People Can Fly ha assunto sulle proprie spalle un’eredità per nulla facile, vista l’importanza e la qualità della saga di Gears of War. La strada intrapresa è stata quella di non limitarsi ad un copia/incolla tanto poco creativo quanto sicuro, ma di apportare le necessarie migliorie in base alla propria esperienza di sviluppatori. E le novità, in Judgement, non mancano, a partire dal cambiamento di gestione delle armi, fino al ridimensionamento delle coperture, adesso meno prioritarie che in passato. Anche il multiplayer ha subito decisi passi in avanti, soprattutto se si considera l’introduzione di una modalità arricchita dalla presenza delle classi. In conclusione, Gears of War Judgement è il meglio che i giocatori si potessero aspettare: viene mantenuta la profondità peculiare della saga arricchita da modifiche in grado di rendere il titolo più longevo, adrenalinico e divertente che mai.

GLAMOUR 9
GRAFICA 10
SONORO 9.5
GAMEPLAY 9
LONGEVITA’ 9.3
TOTALE 9.5

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