Il 21 Febbraio 2013 a Milano si è tenuto un incontro con Hideo Kojima, che per chi non lo conoscesse è il padre di Metal Gear (già iscritti alla nostra pagina Facebook Metal Gear Italia?). Si è trattato della celebrazione dei 25 anni dalla creazione di Metal Gear e dell’imminente uscita nel nuovo capitolo della saga Metal Gear Rising: Revangence. Kojima, uno dei più grandi creatori di videogiochi al mondo ha incontrato i suoi fan per parlare delle influenze, delle commistioni e dei punti di contatto tra cinema e l’arte videoludica. 
L’incontro si è aperto con la presentazione del trailer di Metal Gear Rising. Il video parla chiaro, il gioco è incentrato su un’esperienza di gioco tutta nuova basata su elementi action, differentemente  dai capitoli precedenti. Il protagonista del titolo è Raiden che ha fatto il suo debutto nella saga in Metal Gear Solid 2: Sons Of Libery come personaggio giocabile ed è apparso anche come cyborg non giocabile in Metal Gear 4: Guns Of The Patriots; un bambino/soldato trasformato in Cyborg ninja. Raiden utilizzerà una katana per sconfiggere i nemici, la spada giapponese è l’arma principale del gioco, ma si utilizzeranno anche altri equipaggiamenti come granate e lancia razzi.  
Kojima ha abituato i suoi fans a punti di contatto con il mondo del cinema e in questo capitolo vedremo Raiden utilizzare la katana come nel film di Kill Bill: infatti i giocatori potranno far a fette qualunque cosa che si trova nella grafica, veramente spettacolare, in una azione frenetica. Il sistema di comando L1+r3 (su ps3) stupirà molti, visto che si ha la sensazione di tenere in mano la spada e controllarla con r3.  L’avventura di Metal Gear Rising inizia nel 2009 e viene sviluppato da Kojima Productions e PlatiumGames.
Tornando all’incontro, Enrico Ghezzi (critico cinematografo e creatore di Blob) domanda a Kojima il peso che ha e avrà il 3D nei videogiochi: il nipponico pensa che sia importante perché renderà attraente tutti gli oggetti interattivi. Il padre di Metal gear non si ferma qui: infatti ispirandosi molto spesso al cinema, è convinto che nei film si sta cercando di provare a far percepire tutti e 5 i sensi. Kojima continua con un esempio molto esplicito prendendo il senso dell’olfatto:  infatti se immaginiamo due detective che arrivano in una scena di un crimine, li vedremo storcere il naso dalla decomposizione dei cadaveri, anche se i cadaveri non si vedono nell’immagine. Purtroppo questa tecnologia nei videogiochi non c’è ancora ma trasmettere la sensazioni dei 5 sensi darebbe una immersione incredibile nell’esperienza videoludica. Kojima è convinto che dando questa impronta dei 5 sensi, sia nei film che nei videogiocatori, si arriverebbe ad un livello di qualità molto alto, soprattutto nel videogioco.
Purtroppo non si sono potute faredomande dirette a Kojima: sarebbe stato bello sapere cosa pensa di Joakim dei Moby Dick Studios che stanno realizzando Phantom Pain… Oltre a provare a recepire informazioni sul suo Fox Engine, sull’impatto che avrà sul prossimo capitolo di Pes…  e scovare informazioni su  Metal Gear Ground Zeroes.
Rudy Salerno