Metal Gear Survive – La Recensione

Postato Feb 27 2018 - 4:21pm da ITG

Metal Gear dai tempi dell’MSX (indimenticabili per il sottoscritto) ha sempre significato KonamiHideo Kojima. Parlare dunque del primo capitolo della serie senza il suo creatore a distanza di 31 anni non è affatto semplice. Oltre tutto l’idea di realizzare uno spin-off survival con degli zombie da parte del publisher sembrava quasi un oltraggio nei confronti del loro ex game designer di punta.

Ed invece, se si superano tutti i legittimi pregiudizi che si sono venuti a creare nel corso dei mesi, si scopre che sotto sotto Metal Gear Survive (qui tutte le recensioni italiane) è un videogame niente male oltretutto proposto ad un prezzo budget proprio per aiutare a superare i preconcetti. Scopriamo subito dunque più da vicino MGS disponibile da qualche giorno su Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC.

MGS, spin-off ufficiale della serie principale, comincia dopo gli eventi di METAL GEAR SOLID V: GROUND ZEROES. I giocatori, dopo aver attraversato un wormhole, si ritroveranno a Dite, un terrificante universo alternativo, caratterizzato dalla presenza di creature e ambienti ostili e dovranno cercare di sopravvivere e di trovare il modo per tornare nel loro mondo.

Con Survive infatti, come suggerisce il titolo, saremo di fronte ad un vero e proprio survival dove dovremo sempre tenere sotto controllo esigenze primarie come fame e sete del nostro alter ego digitale personalizzabile a nostro completo piacimento. Pian piano dalla mera sopravvivenza, riusciremo ad organizzarci e creare una vera e propria mini fattoria con un allevamento, piantagioni e purificatori d’acqua ma soprattutto inizialmente preparatevi a risalire una strada particolarmente impervia. Non mancano neppure missioni simil tower defense per non tralasciare nessuno dei nuovi trend videoludici degli ultimi anni.

Le coordinate del gameplay sono dunque differenti rispetto a quelle tipiche stealth (elemento comunque presente anche qui) della serie ma tanti sono i punti di congiunzione con i precedenti Metal Gear. In primis il sistema di controllo è stato recuperato completamente da MGSV. In realtà sono anche facilmente visibili i tanti asset grafici “riciclati” che a volte stonano un po’ con la differente ambientazione extraterrestre ma per fortuna si tratta di un problema non evidentissimo.

Il team di sviluppo ha pure provato, riuscendoci parzialmente, a dare un tocco cinematografico al titolo, riuscendo a catturare la nostra attenzione soprattutto all’inizio e la fine della nostra avventura. Certo, è innegabile che l’assenza del “tocco magico” di Kojima si faccia sentire ma giudicando la qualità delle cut scene nel modo più oggettivo possibile, siamo di fronte sicuramente a filmati di buonissima qualità.

Per il resto come ogni buon survive che si rispetti, sarà possibile creare armi, potenziamenti, indumenti e medicine utili per ogni imprevisto che vi assicuriamo in quel di Dite saranno frequenti e a volte piuttosto spiacevoli.

Sul fronte del multiplayer, attualmente è disponibile una modalità cooperativa per quattro giocatori in perfetto stile del genere citato dei tower defense. Già prevista però una nuova modalità di missioni per il prossimo mese di marzo, uno dei tanti contenuti post lancio che Konami ha promesso. 

Ultime considerazioni per l’aspetto tecnico. Il motore è ovviamente il Fox Engine e quindi aspettatevi un qualcosa di molto simile a quanto visto in Phantom Pain. Come scritto in apertura qualche asset riciclato c’è ma al contempo è indubbio che si è cercato di dare al videogame una sua anima e sua identità. 

Piacevolissimo anche il sonoro, veramente molto curato. Da segnalare inoltre la presenza del doppiaggio dei protagonisti sia inglese che in giapponese lasciando al giocatore la libertà di scelta ma sempre supportata dai sottotitoli in italiano.

IN CONCLUSIONE
Superare l’ostilità pregiudiziale dei fan sfegatati di Hideo Kojima (tra cui si mette anche chi ha scritto questa recensione) non era facile e pur non essendo un capolavoro, Metal Gear Survive è un prodotto di spessore ben al di sopra di quanto ci si potesse aspettare. Manca sicuramente il tocco del maestro ma in Konami si sono rimboccati le maniche per uno spin off survival davvero ricco di contenuti (e ne sono previsti tantissimi altri post lancio) e gradevole anche sotto il profilo della componente narrativa e ludica. Al prezzo ridotto con cui è stato lanciato sul mercato, è sicuramente un prodotto da premiare per tutti coloro che sapranno andare oltre i legittimi preconcetti che però la prova sul campo indubbiamente ha saputo far evaporare.

VOTO: 8.5

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