NBA 2K19 – La Recensione

Postato Set 12 2018 - 2:59pm da ITG

Da anni (quest’anno si festeggia il ventennale giusto per la precisione…) i programmatori di Visual Concepts hanno sbagliato la concorrenza nel campo dei videogiochi di basket. Il loro NBA 2K ha così tramortito EA Sports che NBA Live si è preso una lunga pausa prima di tornare sul mercato, con critica e pubblico che hanno decretato e confermato la schiacciante vittoria della produzione firmata da 2K Sports.

Si poteva quindi legittimamente giustificare il fatto che questa nuova edizione (la ventesima della serie), quasi senza concorrenza e con un livello qualitativo già stratosferico, non avrebbe compiuto rivoluzionari passi in avanti ma Visual Concepts ha comunque svolto un lavoro di perfezionamento tutt’altro che marginale come andremo a scoprire nei prossimi paragrafi.

Cominciamo da La Mia Carriera di NBA 2K19 (qui trovate tutte le recensioni italiane con relativo voto) che propone una storia decisamente più interessante rispetto al passato. Il nostro alter ego, personalizzabile con un editor decisamente più performante rispetto al passato, si vede costretto ad emigrare nel campionato cinese dopo che per una serie di ragioni (non vogliamo esagerare con gli spoiler…) trova le porte dell’NBA sbarrate. Ovviamente il suo sogno è di tornare negli USA, nel suo paese e riuscire ad arrivare nelle più importanti franchigie del paese ed ovviamente per farlo avrà bisogno del vostro aiuto.

Un aspetto non di secondaria importanza è un equilibrio maggiore in merito alle microtransazioni. Anche quest’anno sono presenti ma rispetto alla precedente edizione si può migliorare il proprio personaggio più rapidamente senza spendere un euro aggiuntivo e soltanto chi vuole correre davvero veloce vorrà utilizzarle ad ogni costo.

Confermata la presenza del “Quartiere”, un vero e proprio hub quasi definibile sand box nel senso che c’è una totale libertà su quello che andremo a fare con l’obiettivo finale di far arrivare il nostro alter ego virtuale ad una valutazione di 99. Tanti piccoli aspetti sono stati inoltre migliorati anche in questo caso.

Oltre alle modalità più classiche poi abbiamo MyGM, vera e propria modalità manageriale quest’anno rinnovata con una dimensione narrativa se pur ridotta rispetto al 2018 e poi tutto il comparto on line tra cui spicca il rinnovato ed ancor più convincente MyTeam che può considerarsi una versione cestistica dell’Ultimate Team di Fifa con pacchetti ed aste con cui allestire il nostro quintetto delle meraviglie. A tal riguardo segnaliamo la presenza delle leggende per costruire un dream team in cui inserire ad esempio Kareem Abdul-Jabbar, Nate “Tiny” Archibald e Michael Jordan.

Sul fronte del gameplay, le novità non sono tantissime ma importanti a cominciare dall’impeto, una sorta di potenziamento che si sblocca a seconda delle caratteristiche del giocatore. Si tratta di un potenziamento comunque realistico, lasciando invariata del tutto la natura simulativa del gioco. Siamo come sempre di fronte al miglior gioco di basket e probabilmente il miglior titolo sportivo di sempre (anche se i confronti con altre discipline non sono certo facili) per quanto la risposta dei comandi sia incredibilmente soddisfacente, l’intelligenza artificiale di avversari e compagni di squadra sia strepitosa e le possibilità date dalle dinamiche di gioco siano così verosimili.

Se ancora non fossero sufficienti le lodi fino ad ora fatte alla produzione di 2K Games, possiamo tranquillamente continuare esaltando l’aspetto tecnico dopo averlo provato su Playstation 4 (il gioco è anche disponibile su Xbox One, PC e Nintendo Switch). Texture in altissima risoluzione, frame rate fluidissimo, palasport clamorosamente “vivi” con un pubblico poligonale e con comportamenti “individuali” credibili senza dimenticarci dei giocatori, delle loro animazioni, dei loro dettagli (il sudore, i tatuaggi, le barbe, i segni caratteristici tutti riprodotti fedelmente) per quella che è sicuramente la migliore realizzazione tecnica di sempre per un titolo sportivo.

A questo si aggiunge una spettacolarità clamorosa di replay, intermezzi televisivi da cui tutti ma veramente tutti dovrebbero prendere letteralmente esempio: ci sembra di essere in una VERA partita di basket, anzi meglio visto che qui la regia TV uccide qualsiasi tempo morto.

Il clima di pathos è anche frutto di una telecronaca eccellente ed una soundtrack a tema praticamente perfetta.

IN CONCLUSIONE
NBA 2K19 come e più dei suoi predecessori, è il titolo sportivo che dovrebbe essere usato come termine di paragone per chiunque abbia in mente di simulare qualsiasi disciplina sportiva su PC e console. La maestria dei programmatori di 2K Sports, capaci anche di rendere meno invasive le microtransazioni rispetto al predecessore, è straordinaria sotto ogni punto di vista: la realizzazione grafica superlativa, la spettacolarità di qualsiasi elemento di gioco, il gameplay esaltante, le modalità di gioco che rendono il titolo praticamente infinito. Siamo di fronte ad un masterpiece da consigliare in termini assoluti a tutti ad eccezione ovviamente di chi è allergico a schiacciate, parquet e tiri da tre. 

VOTO: 9.5

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