Alan Wake Remastered Recensione del debutto della serie su console Playstation oltre che del suo ritorno su Xbox e PC. Avete letto bene: sono dovuti passare oltre 10 anni dalla sua uscita originale su Xbox 360 perché il personaggio creato dalla fervida immaginazione di Remedy Entertainment arrivasse anche sulle macchine da gioco di casa. Lo fa con questa remastered disponibile anche per console Xbox e PC. Il nostro test è stato effettuato sulla versione PS5 del gioco.

Questa remastered oltre al gioco baso è arricchita dai due DLC successivi ovvero “Il Segnale” e “Lo Scrittore”, regalandoci dunque ore di gioco supplementari utili a scoprire di più su questo universo immaginifico ricco di fascino per gli amanti delle emozioni forti.

A suo tempo, chi vi sta scrivendo questa recensione, definì Alan Wake la migliore contaminazione fra cinema, videogiochi e letteratura. Alan Wake cita (senza nasconderlo) e “gioca” con King, Lynch, Lost, Resident Evil, Shining e molto altro per un videogame diviso in 6 capitoli-episodi capaci di emozionare incredibilmente e in vario modo.

Perchè se l’eccellente gameplay può essere accostato a quello del survival horror di Capcom con spruzzate di sezioni di guida, è il contorno narrativo ed estetico a fare la differenza e ad averci fatto innamorare di questa esperienza interattiva. Abbiamo già citato le influenze maggiori di Alan Wake: dobbiamo solo aggiungere che il tutto è stato shakerato in modo straordinario grazie ad un level design capace di alternare momenti di azione pura a situazioni più “quiete” (con sezioni in cui non dovremo fare altro che muovere il pad verso una direzione e “goderci lo spettacolo”) ad altre di pura paura e delirio (non a Las Vegas ma a Bright Falls, il paesino di montagna dove è ambientata quasi tutta la nostra avventura).

Questa remastered gira a meraviglia alla risoluzione di 60 fotogrammi al secondo e alla risoluzione di 4K, con un miglioramento importante dei modelli poligonali originali anche se ovviamente 10 e più anni sul groppone un po’ si notano. Il sistema di illuminazione è invece ancora incredibilmente contemporaneo regalandoci sensazioni che ben pochi altri titoli sono capaci di fare nel giocare tra il chiaro e lo scuro.

Sfruttate anche le caratteristiche esclusive del DualSense ovvero il feedback aptico e i grilletti adattivi ma in entrambi i casi le implementazioni non fanno certo gridare al miracolo. Apprezzabile comunque l’impegno di prenderli in considerazione per una remastered.

Ultimo elemento da celebrare è la splendida colonna sonora di una suggestività clamorosa. Le composizioni presenti sono in totale e perfetta empatia con le situazioni che incontreremo nel corso della nostra avventura ed anche la scelta delle tracce per le conclusioni degli episodi sono ancora oggi memorabili.

Vogliamo anche parlare un pò male di Alan Wake? Lo si può fare ma solo relativamente per una localizzazione in italiano più che discreta ma non all’altezza del resto dell’opera e per una durata (8-10 ore al massimo) sufficiente per il genere di appartenenza ma non di certo agli apici anche se con i due DLC, le cose migliorano notevolmente.

Alan Wake Remastered Recensione – IN CONCLUSIONE
A distanza di oltre 10 anni dalla sua uscita originale su Xbox 360, Alan Wake Remastered conferma l’eleganza e la raffinatezza di Remedy, che a suo tempo sfornò il miglior esempio di contaminazione fra cinema, videogiochi, letteratura con una spruzzata di elementi metareferenziali, un grandissimo gameplay ed un level design semplicemente perfetto. Ancora oggi Alan Wake rimane un’esperienza da consigliare senza esitazioni vista anche la qualità della rimasterizzazione, per essere alla sua prima volta su console Playstation, per il prezzo budget e l’inclusioni di entrambi i DLC usciti successivamente al gioco base.

VOTO: 9