art of rally Recensione

Postato Set 26 2020 - 11:19am da ITG

Dal 23 settembre è disponibile in esclusiva su Steam per PC e Mac (prossimamente però arriverà anche su console), art of rally, un interessante titolo indie che mescola stile grafico retrogaming ad un modello di guida molto simulativo. La software house indie canadese che ha realizzato il titolo è Funselektor Labs, già nota per aver realizzato un altro racing sui generis come Absolute Drift.

Di base art of rally può essere considerato un racing con un modello di guida molto simulativo sul fronte della fisica, realizzato con un stile grafico retrò. Ma in realtà è molto di più e ve lo cerchiamo di spiegare nei prossimi paragrafi dopo aver visto il video gameplay che abbiamo realizzato in anteprima prima dell’uscita del gioco stesso.

Pur non potendo contare su alcuna licenza ufficiale, non farete fatica a riconoscere molte delle 50 auto presenti in art of rally che si ispirano ai modelli più iconici nella storia della disciplina e dunque non poteva mancare ad esempio anche l’italiana e mitica Delta Integrale. Oltre alle 4 ruote più classiche troviamo alcune variazioni sul tema come una simil Ape Piaggio ed un mega camion.

Iniziamo dunque a scendere in strada, a cominciare dalla carriera piuttosto longeva e variegata visto che propone 6 categorie d’auto ed una timeline che va dal 1967 al 1996. Completata la carriera e sbloccato tutto lo sbloccabile, potremo anche creare il nostro rally su misura scegliendo tra 60 percorsi (in realtà sono 30 ma sono percorribili anche al contrario) disseminati in 5 location: Norvegia, Italia (Sardegna per l’esattezza), Giappone, Finlandia e Germania. Le corse si affronteranno in momenti differenti della giornata, dal tramonto all’alba per l’esattezza, e possono anche fare capolino sia la nebbia che la pioggia.

Il pacchetto inoltre contiene il tipico time attack con classifiche online ed eventi che si aggiornano quotidianamente. Se poi volete affrontare il gioco da una prospettiva più rilassata, c’è la modalità free roam in cui sarete libero di girare per le mappe create e cercare vari elementi sbloccabili che vanno da personalizzazione estetiche ad audiocassette con cui rimpolpare la soundtrack del gioco. Il quadro infine è completato da un photomode richiamabile sia durante il gioco che nel corso del replay con tante possibilità di personalizzazione disponibile.

Come scritto in apertura, se pur il gioco possa far pensare ad un titolo arcade, in realtà il sistema di controllo di art of rally è molto inerziale costringendoci a prendere le curve con netto anticipo e dunque dosando con il giusto equilibrio i tasti di acceleratore, freno e freno a mano. La proposta non è certo parificabile ai simulatori 3D ma ci siamo davvero divertiti per ore nel giocarci e provare le differenze che si provano alla guida di mezzi differenti.

Ultime considerazioni per la realizzazione tecnica. Giochi come art of rally non mettono a rischio ebollizione le nostre schede grafiche ma senza ombra di dubbio sono dei veri e propri capolavori di stile “low poly” o se preferite retrò. La cura dei dettagli, la vena artistica del gioco è fuori discussione così come una fluidità perfetta. Unica nota di demerito gli spettatori che si spostano dalle piste con eccessivo ritardo. Straordinaria anche la colonna sonora, elettronica ed orientata agli anni ’80 con sintetizzatori a manetta che propongono meravigliose melodie.

IN CONCLUSIONE
art of rally è davvero una perla indie, un racing che non può contare su licenze ufficiali o grafica iperrealistica ma che brilla per un gameplay incredibilmente convincente, una colonna sonora straordinaria ed un’estetica ispiratissima. A meno di 20 euro aggiungete alla vostra softeca una titolo anche straricco di contenuti che merita davvero la vostra attenzione. 

VOTO: 9

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