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Ashes of the Damned: The Forgotten Ward è un horror psicologico in prima persona sviluppato da Crimson Cloud Games, un progetto realizzato da un singolo sviluppatore. Un dettaglio tutt’altro che secondario quando ci si avvicina a questa produzione, perché molti dei suoi pregi e dei suoi difetti sono direttamente legati alla dimensione estremamente contenuta del progetto.

Il gioco disponibile su PC Steam punta tutto sull’atmosfera, sull’esplorazione e sulla tensione, rinunciando completamente al combattimento e lasciando il giocatore praticamente indifeso di fronte alle minacce che popolano il reparto psichiatrico abbandonato.

L’idea di partenza è ormai familiare per gli appassionati del genere: ci svegliamo all’interno di una struttura apparentemente abbandonata, senza sapere come ci siamo arrivati e soprattutto perché quel luogo sembri avere un legame con il nostro passato. Le porte chiuse, le luci che si spengono improvvisamente e le presenze che iniziano a manifestarsi costruiscono progressivamente il mistero che accompagna tutta l’avventura.

Il risultato è un titolo che riesce a regalare alcuni momenti decisamente riusciti, ma che allo stesso tempo mostra in maniera piuttosto evidente i limiti di una produzione indipendente realizzata da una sola persona.

Ashes of the Damned – Un horror che punta tutto sull’impotenza

La scelta più importante di Ashes of the Damned: The Forgotten Ward è probabilmente quella di eliminare completamente il combattimento. Non abbiamo armi, non possiamo affrontare direttamente le creature e, quando qualcosa ci dà la caccia, l’unica possibilità è scappare.

È una soluzione che funziona soprattutto nelle prime fasi dell’avventura. L’assenza di qualsiasi forma di difesa rende l’esplorazione più tesa e trasforma anche un semplice corridoio in qualcosa di potenzialmente pericoloso. Il gioco cerca infatti di convincerci che nessun ambiente sia veramente sicuro e alcuni incontri soprannaturali riescono effettivamente a creare una discreta tensione.

Il problema è che, una volta compreso il funzionamento delle minacce e delle situazioni preparate dagli sviluppatori, parte dell’effetto sorpresa tende inevitabilmente a diminuire. Gli eventi sono infatti fortemente scriptati e questo limita anche la rigiocabilità dell’esperienza.

Esplorazione, enigmi e Spirit Vision

Gran parte dell’esperienza è costruita intorno all’esplorazione dell’ospedale psichiatrico. Ci muoviamo tra stanze, corridoi, uffici e aree abbandonate alla ricerca di documenti, fotografie e oggetti capaci di ricostruire la storia della struttura e dei suoi pazienti.

L’esplorazione viene accompagnata da una serie di piccoli enigmi, tra cui quello legato alla ricostruzione di una fotografia e all’apertura di una cassaforte. Interessante anche la meccanica della Spirit Vision, che permette di individuare elementi nascosti all’interno degli ambienti e dà un piccolo motivo in più per osservare con attenzione ciò che ci circonda.

Non aspettatevi però puzzle particolarmente elaborati. Gli enigmi sono soprattutto funzionali alla progressione e raramente rappresentano un vero ostacolo. Il loro compito è dare una struttura all’esplorazione e impedire che l’esperienza si trasformi in una semplice passeggiata attraverso un ospedale abbandonato.

Ashes of the Damned – L’atmosfera è il vero punto di forza

È soprattutto sul piano atmosferico che Ashes of the Damned: The Forgotten Ward riesce a convincere.

L’ambientazione dell’ospedale psichiatrico è sfruttata abbastanza bene e il gioco prova a costruire il proprio horror attraverso luci, suoni, ambienti degradati e improvvisi cambiamenti nella percezione degli spazi. Non siamo davanti a una produzione capace di competere dal punto di vista tecnico con le grandi produzioni del genere, ma l’atmosfera riesce comunque a sostenere buona parte dell’esperienza.

Anche la narrazione ambientale svolge un ruolo importante. I documenti e gli oggetti disseminati nelle varie aree permettono di ricostruire progressivamente ciò che è accaduto all’interno della struttura, mentre in determinate stanze il protagonista commenta ciò che vede, fornendo ulteriori elementi per comprendere il suo rapporto con quel luogo.

È una soluzione semplice, ma funzionale, e contribuisce a mantenere vivo il mistero senza sommergere continuamente il giocatore di spiegazioni.

Ashes of the Damned: The Forgotten Ward Recensione

Una produzione che mostra chiaramente i suoi limiti

Ed è proprio qui che bisogna fare i conti con l’altra faccia della medaglia.

Il fatto che Ashes of the Damned: The Forgotten Ward sia stato sviluppato da una sola persona merita sicuramente di essere considerato. Realizzare un’esperienza horror completa, con ambientazioni 3D, illuminazione, audio, animazioni, enigmi e una struttura narrativa di questo tipo è tutt’altro che semplice.

Allo stesso tempo, però, questo non può diventare una giustificazione automatica per ogni limite del prodotto.

Durante la nostra prova abbiamo riscontrato, per esempio, un problema piuttosto fastidioso con il mouse. In alcuni momenti, soprattutto nei menu e nelle schermate interattive, era necessario spostare il cursore leggermente verso il basso e a sinistra rispetto alla zona effettivamente selezionabile. Non possiamo escludere che il comportamento sia legato alla risoluzione 4K del nostro monitor o a una particolare configurazione del sistema, ma durante la nostra esperienza il problema era abbastanza evidente da risultare poco gradevole.

È un dettaglio che può sembrare secondario, ma in un gioco basato quasi completamente sull’esplorazione e sull’interazione con gli elementi dello scenario anche piccole imperfezioni di questo tipo finiscono per farsi notare.

Non siamo inoltre davanti a un prodotto particolarmente raffinato sotto ogni punto di vista. Alcune animazioni, alcune interazioni e determinate soluzioni visive tradiscono chiaramente la natura estremamente contenuta della produzione.

Quanto dura Ashes of the Damned: The Forgotten Ward?

La durata contenuta è un altro elemento da mettere sul piatto della bilancia.

Ashes of the Damned: The Forgotten Ward non vuole essere un’esperienza horror enorme e probabilmente è una scelta corretta, considerando le risorse a disposizione dello sviluppatore. La struttura compatta permette infatti di mantenere l’avventura concentrata sul mistero dell’ospedale senza diluire eccessivamente le idee messe in campo.

Di conseguenza, però, chi cerca un’esperienza particolarmente lunga potrebbe rimanere deluso.

Il prezzo estremamente contenuto aiuta a compensare questo limite e rappresenta senza dubbio uno degli argomenti più convincenti a favore del gioco. Il costo ridotto rende infatti più semplice accettare una produzione che non può offrire la varietà e la quantità di contenuti di un horror sviluppato da un team più grande.

Ashes of the Damned: The Forgotten Ward Recensione

Ashes of the Damned Recensione – IN CONCLUSIONE

Ashes of the Damned: The Forgotten Ward è un progetto interessante soprattutto per ciò che riesce a fare con risorse evidentemente limitate.

L’atmosfera funziona, l’idea dell’assenza totale di combattimento è coerente con la volontà di rendere il giocatore vulnerabile e l’esplorazione dell’ospedale riesce a mantenere una discreta curiosità per buona parte dell’avventura. Anche la narrazione ambientale e la Spirit Vision rappresentano elementi utili a dare una struttura all’esperienza.

Dall’altra parte, però, i limiti sono evidenti. Gli enigmi sono piuttosto semplici, gli eventi horror sono prevalentemente scriptati, la durata è contenuta e il comparto tecnico mostra inevitabilmente qualche imperfezione. Nel nostro caso, il problema del mouse ha inoltre reso meno piacevole l’interazione con alcuni elementi dell’interfaccia.

Il voto di 6,5 nasce quindi proprio dall’equilibrio tra questi due aspetti.

Non sarebbe corretto giudicare Ashes of the Damned: The Forgotten Ward ignorando il fatto che sia stato realizzato da una sola persona e proposto a un prezzo molto basso. Al tempo stesso, però, una recensione deve valutare il gioco per quello che offre realmente e non soltanto per le difficoltà affrontate dal suo sviluppatore.

Ashes of the Damned: The Forgotten Ward è un horror indipendente dignitoso, capace di creare una buona atmosfera e di offrire alcuni momenti interessanti, ma ancora troppo acerbo per essere considerato un titolo imprescindibile per gli appassionati del genere.

Un progetto che merita attenzione soprattutto per il potenziale mostrato e che, con una maggiore rifinitura tecnica e un ulteriore salto di qualità nella costruzione delle situazioni horror, potrebbe rappresentare un ottimo biglietto da visita per i prossimi lavori di Crimson Cloud Games.

Ashes of the Damned Recensione – VOTO: 6,5

Pro: buona atmosfera, ambientazione riuscita, interessante l’assenza del combattimento, prezzo contenuto, realizzato da un singolo sviluppatore.

Contro: enigmi semplici, durata contenuta, eventi horror molto scriptati, alcuni limiti tecnici, problemi riscontrati con la precisione del mouse nell’interfaccia.

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