Siamo qui con un’intervista realizzata da Rudy Salerno a Stefano Parasiliti in arte IE|Daigo Campione Mondiale 2020 di capitan Tsubasa Dream Team, Il gioco di Holly e Benji sviluppato dalla Klab per mobile.

Presentati ai nostri lettori Stefano:
Innanzitutto grazie per questa intervista, Ovviamente sono un grande amante di videogame, a cui gioco da oltre 30 anni, nonché di manga e anime, anche se nella vita direi che mi divido tra questa passione, il cinema, la famiglia e il lavoro. Ho la fortuna di occuparmi di ambiti molto diversi tra loro: logistica, cinema e start up. Questo rende le giornate e le esperienze molto varie, seppur talvolta un po’ stressanti e senza orari precisi. In tutto questo riesco a ritagliare del tempo anche per CTDT, a cui gioco dall’agosto 2018.

Da dove deriva il tuo l’alias IE|Daigo?
Alcuni pensano che l’abbia preso dal campione di Street Fighter, in realtà è legato ad un anime a cui ero molto affezionato da piccolo, Gordian, il cui protagonista si chiamava appunto Daigo. Mentre IE sono le iniziali del club in cui gioco, gli ITAelite, a cui sicuramente devo molto. Stare in un ambiente competitivo con molti dei migliori giocatori italiani è uno stimolo costante a migliorarsi e a ricercare soluzioni nuove e originali.


Inoltre prima di raccontarci l’esperienza vissuta il 12/12/2020 diventando Campione Mondiale di Capitan Tsubasa 2020, hai partecipato anche all’edizione finale dell’anno 2019 a Tokyo, com’è stata l’esperienza nel paese asiatico? L’organizzazione di un evento Esports Asiatico? Hai qualche ricordo o aneddoto in particolare del Giappone che vuoi raccontarci?
E’ stata un’esperienza unica ed incredibile. Per raccontare quella settimana a Tokyo e trasmettere la quantità di emozioni che mi ha regalato servirebbero pagine e pagine, ma cercherò di limitarmi! Per prima cosa posso dire che si ha la sensazione di essere catapultati in una realtà parallela, le differenze culturali e di costume si percepiscono subito, anche solo guardandosi intorno. Ritrovarsi nel mezzo di una piazza a Shibuya, su cui troneggia una gigantografia illuminata di 10 metri di Hokuto no Ken, lascia basiti. Ricordo di aver pensato: “ma questo posto esiste davvero?!”. Affascinante. Per quanto riguarda le finali non posso che fare i complimenti alla KLAB. Evento al Japanese Football Association Museum di Tokyo. Al suo interno uno stadio per tornei di esports. Un dietro le quinte con oltre 50 persone dell’organizzazione a gestire match e streaming e poi il Dream Championship. Stadium stracolmo di pubblico, musica, effetti di luce… è stato davvero coinvolgente e curato nei minimi dettagli.

Per Cause di pandemia l’edizione 2020 si è disputata online ed hai vinto il titolo, l’avversario più complicato che hai affrontato nel tabellone quale è stato?
Onestamente il tabellone è stato piuttosto ostico per me, ho incontrato: il campione di asia, europa e medioriente, l’ex campione in carica, AU|Benzema che si è poi classificato terzo nel torneo e, in finale, un ragazzo giapponese che ha cambiato team per la nostra sfida, costruendone uno per contrastare al meglio il mio. Davvero dura. Se devo fare un nome, Benzema è stato il più ostico. Ho pensato di perdere, mi sentivo come Rocky all’angolo contro Ivan Drago. Alla fine pero’…

La finale è finita ai calci rigori, come Italia-Germania nel 2006, che emozioni durante la finale?   Emozioni fortissime, specialmente prima dei supplementari. La mia squadra era molto versatile e per gli extra time mi permetteva un cambio di strategia sfruttando a pieno Misaki, uno dei pg più forti del gioco. Purtroppo durante la pausa il mio Ipad ha deciso di freezzarsi… lasciandomi bloccato per quasi un minuto, con due attaccanti posizionati al posto dei difensori… sarebbe stato un disastro, avrei perso certamente. Per fortuna si è sbloccato a 15 secondi dalla ripresa del gioco, così, pur non avendo tempo sufficiente per ultimare cambi e modifiche al modulo, ho potuto almeno usare il tasto annulla per giocare con la formazione iniziale, anche se ormai con poche armi offensive.

Ai rigori è stato pazzesco, è stato il culmine di un viaggio lungo un anno. Dalla sconfitta del 2019, passando per le qualificazioni globali online, per le finali regionali, per la sfida con il campione in carica, fino a quel pallone sul dischetto, a 11 metri dal sogno. Quando ai tiri supplementari il mio avversario ha parato il rigore, ho temuto il peggio. Ho osservato il mio Genzo sulla linea di porta, costretto al miracolo per salvarmi da un risveglio tanto improvviso quanto amaro. Ma Wakabayashi è un eroe e non mi ha tradito. Così, con un po’ di fortuna, ho potuto alzare la coppa e portare a compimento il mio “viaggio dell’eroe”, il mio riscatto.

Ricordiamo ai  nostri lettori possono vedere tutto l’evento di seguito. Per vedere la finale andate al punto 8h.43m.40s

 Stefano la passione videoludica è solo sulla piattaforma mobile o giochi su altre piattaforme? Se si, quali genere di giochi preferisci?
Ho iniziato a giocare con l’atari… poi C64… direi dall’alba dei tempi, prima che internet cambiasse le nostre vite! Oggi gioco ancora su varie piattaforme: al momento playstation e pc, anche se il tempo è limitato. Adoro gli sportivi, i giochi di strategia e gli RPG. Per fare qualche nome The Witcher, Mass effect, Skyrim, Final Fantasy, ma anche MMO come Ultima Online, DAOC o WOW.

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