Chorus Recensione del nuovo titolo di Deep Silver FISHLABS ambientato in uno spazio profondo piuttosto inquietante. Disponibile per console Playstation (la versione da noi testata), Xbox, PC e Google Stadia, Chorus ci mette nei panni di Nara, un tempo la guerriera più letale del “Circle”, ed ora la più ricercata fuggitiva, in costante missione per distruggere il culto oscuro che l’ha creata.

Nara è devastata dai sensi di colpa e sta facendo di tutto per fermare la setta che sta insanguinando l’Universo. In suo aiuto c’è Forsaken, la sua astronave senziente con cui ha un rapporto simbiotico decisamente sovrannaturale. La loro ricerca di redenzione li porterà attraverso la galassia e oltre i confini della realtà, mentre combattono per unire le forze della resistenza contro, il Grande Profeta, l’ideatore del progetto di dominio che tante vittime sta facendo in tutte le galassie.

Detto del background narrativo, da un punto di vista del gameplay indubbiamente Chorus vuole proporre un’esperienza di gioco immediata e decisamente non simulativa. Il sistema di comando è piuttosto “amichevole” nella gestione delle collisioni e sostanzialmente quello che dovremo fare nel corso dei livelli è prendere bene la mira contro gli avversari e schivare i loro colpi. C’è anche una componente RPG destinata al potenziamento nostra nave senziente e a varie possibilità di sferrare incredibili attacchi grazie alla simbiosi tra Nara e la sua nave.

L’impostazione “immediata” non ci è affatto dispiaciuta. L’unico limite oggettivo di Chorus è una eccessiva ripetitività nel level design, sostanzialmente in quella che è proprio l’esperienza interattiva tanto da consigliarvi di giocarlo in piccole dosi per non cadere appunto nel problema della reiterazione. Vero che la struttura è open world anche se in questo caso sarebbe da definirlo open universe ma andando a stringere sull’aspetto ludico in senso stretto, le variazioni sul tema sono davvero al minimo tanto che la struttura è sostanzialmente composta da due step: arrivare ad un punto e cominciare la battaglia contro i nemici.

Da un punto di vista visivo, Chorus può essere definito come un titolo “doppia A”. Non siamo di fronte ad un kolossal milionario ma neppure può essere considerato un indie minimalista. Le scelte estetiche sono gradevoli e coerenti con tante variazioni, qui si, molto ben riuscite, facendoci sentire in tutto e per tutto in un universo immaginifico sci-fi darkeggiante.

Ottimo è anche il comparto sonoro sia per quanto riguarda le musiche di accompagnamento, sia per gli effetti audio che infine per la recitazione dei dialoghi disponibili soltanto in inglese ma con i sottotitoli in italiano.

Chorus Recensione – IN CONCLUSIONE
Chorus è un piacevolissimo shooter con un ottimo background narrativo che si lascia giocare con piacere per molte ore. Il suo unico limite oggettivo è una eccessiva ripetitività nel level design. Preso a giuste dosi però da chi ovviamente ama la fantascienza in stile Battlestar Galactica (una delle tante fonti di ispirazione della produzione di Deep Silver), può davvero regalare momenti di epicità assoluta. Se il buongiorno si vede dal mattino per una nuova IP, Chorus ha ottime potenzialità che in un ipotetico sequel però devono essere strutturate per esprimere fino in fondo quello che hanno da offrire.

VOTO: 7.5