Empyreal di Silent Games si presenta come un’esperienza videoludica ambiziosa, che tenta di fondere l’atmosfera cupa e la sfida punitiva dei soulslike come Dark Souls, Bloodborne e Elden Ring con un’ambientazione sci-fi intrigante e ricca di mistero. Sin dai primi istanti, il giocatore viene catapultato in un universo ostile e desolato, dove rovine di antiche civiltà spaziali e minacciose entità aliene la fanno da padrone. L’estetica del gioco è indubbiamente uno dei suoi punti di forza: le ambientazioni desolate e decadenti, illuminate da una luce spettrale e costellate di dettagli inquietanti, creano un’atmosfera di oppressione e pericolo costante. Il design delle creature nemiche, spesso grottesche e minacciose, contribuisce ulteriormente a questo senso di disagio e sfida.
Noi lo abbiamo testato nella sua versione PC, stabile e ben ottimizzata, ma Empyreal è disponibile anche su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, a dimostrazione della volontà degli sviluppatori di rivolgersi a un pubblico ampio. L’esperienza che ne risulta è affascinante sotto molti aspetti, pur non riuscendo sempre a scrollarsi di dosso la sensazione di déjà vu.
Un’anima oscura nello spazio
Il cuore pulsante di “Empyreal” risiede nel suo gameplay, che riprende in maniera piuttosto fedele le meccaniche che hanno reso celebri i soulslike. Preparatevi dunque a combattimenti ragionati e punitivi, dove ogni errore può costare caro. L’apprendimento dei pattern d’attacco nemici, la gestione oculata della stamina e la scelta del momento giusto per attaccare o schivare sono elementi cruciali per la sopravvivenza. La progressione del personaggio, basata sull’accumulo di una valuta di gioco ottenuta sconfiggendo i nemici e sulla sua successiva spesa per migliorare le statistiche e l’equipaggiamento, è un elemento centrale che spinge il giocatore a perseverare nonostante le frequenti sconfitte. La sensazione di superare un boss particolarmente ostico dopo numerosi tentativi regala una soddisfazione intensa, tipica del genere.
Tuttavia, “Empyreal” non si limita a replicare pedissequamente la formula dei soulslike, ma tenta di introdurre alcune variazioni sul tema. L’ambientazione spaziale si traduce in alcune meccaniche di movimento e combattimento uniche, sebbene queste non stravolgano completamente l’esperienza di base. L’esplorazione assume un ruolo importante, con la scoperta di segreti, scorciatoie e frammenti di lore che contribuiscono a svelare il mistero che avvolge questo universo in rovina. La narrazione, frammentata e affidata spesso alla descrizione degli ambienti e degli oggetti trovati, è un altro elemento distintivo, che invita il giocatore a ricostruire attivamente la storia e il contesto in cui si muove.
Gameplay: collaudato, ma poco audace
Nonostante le premesse interessanti, “Empyreal” non è esente da alcune imperfezioni. La difficoltà elevata, pur essendo un tratto distintivo del genere, potrebbe risultare frustrante per i neofiti o per coloro che cercano un’esperienza meno punitiva. In alcuni frangenti, la curva di difficoltà sembra impennarsi in maniera poco organica, con picchi improvvisi che possono scoraggiare la progressione. Inoltre, il level design, pur presentando momenti ispirati, in alcune sezioni appare un po’ labirintico e poco chiaro, rendendo l’esplorazione a volte più frustrante che gratificante. Anche il sistema di combattimento, pur solido nelle sue meccaniche fondamentali, in alcuni frangenti potrebbe beneficiare di una maggiore rifinitura e di una maggiore varietà nelle animazioni e nelle opzioni a disposizione del giocatore.

Tecnicamente, “Empyreal” presenta alti e bassi. L’art direction, come accennato, è indubbiamente riuscita nel creare un’atmosfera cupa e suggestiva. Tuttavia, dal punto di vista puramente tecnico, si notano alcune imperfezioni, come cali di frame rate in situazioni concitate o texture non sempre dettagliatissime. Anche il comparto sonoro, pur svolgendo un buon lavoro nel sottolineare l’atmosfera di desolazione e pericolo, non spicca particolarmente per originalità o impatto.

Non si tratta di un brutto gioco, anzi: Empyreal è tecnicamente solido, artisticamente coerente e con alcuni momenti ispirati. Ma è anche un titolo che non osa abbastanza, rimanendo schiacciato dal peso delle sue stesse influenze. Chi conosce bene il genere riconoscerà fin troppi elementi presi in prestito da titoli ben più blasonati, senza che ci sia sempre un’elaborazione personale dietro.
Empyreal Recensione – IN CONCLUSIONE
Tirando le somme, “Empyreal” si configura come un tentativo interessante di portare le dinamiche soulslike in un contesto sci-fi oscuro e affascinante. L’atmosfera opprimente, il gameplay punitivo e l’esplorazione misteriosa rappresentano i suoi punti di forza principali. Tuttavia, una difficoltà a volte poco bilanciata, un level design non sempre impeccabile e alcune incertezze tecniche impediscono al gioco di raggiungere pienamente il suo potenziale. Nonostante ciò, per gli amanti del genere soulslike desiderosi di affrontare una nuova sfida in un’ambientazione inedita e suggestiva, “Empyreal” può rappresentare un’esperienza intrigante e potenzialmente gratificante, pur con la consapevolezza di dover affrontare qualche asperità lungo il cammino. Considerando l’ambizione del progetto, l’atmosfera riuscita e il solido nucleo di gameplay soulslike, pur con le sue imperfezioni tecniche e di bilanciamento, “Empyreal” merita un voto di 7 su 10.
