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Journey to Foundation Recensione del videogame per Playstation VR 2 (la versione da noi testata), Pico e Meta Quest ispirato dal maesto Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov.

La produzione del team canadese di Archiact (già autori di Doom 3 VR) ci vede nei panni dell’agente Ward, una spia infiltrata Della Commissione per la Sicurezza Pubblica dell’Impero. Quella che inizia come una missione sui disertori della Periferia si trasforma rapidamente in una battaglia per il controllo dell’intera umanità. E il futuro su come andranno le cose è ancora tutto da scrivere con le nostre scelte nel corso dell’avventura che avranno ripercussioni importanti, davvero importanti…

Journey to Foundation è a tutti gli effetti un’avventura grafica in prima persona resa ancora più immersiva dalla realtà virtuale. La trama, ovviamente anche grazie all’opera originale, è incredibilmente avvolgente e intricata al punto giusto tanto da mantenere la tensione altissima nel corso delle otto ore di gioco che sono richieste per arrivare alla conclusione. Ed anche se non conosce l’opera di Asimov, potrete comunque giocare a JTF e apprezzarne i suoi contenuti anche perchè, per fortuna, i testi sono stati localizzati in italiano.

Per rendere meno statica l’esperienza, JTF è stato arricchito da sequenze stealth, shooter e dalle classiche arrampicate, un evergreen della realtà virtuale. Senza ombra di dubbio questi elementi sono i meno convincenti dell’intera produzione. Non tutte rilasciano sensazioni negative, sia chiaro, ma la sensazione che si sia voluto dare a tutti costi un’anima action al gioco per renderlo più avvincente per un pubblico più numero si palesa spesso.

Per quanto riguarda infine la realizzazione visiva, JTF non riesce ad arrivare ai picchi visti da alcuni titoli su Playstation VR2 ma nell’insieme si mantiene su livelli più che discreti, con alcuni scorci spaziali davvero degni di fascino. Non si registrano problemi di frame rate o altre magagne tecniche e le scelte estetiche sono decisamente coerenti alla narrazione.

Lo stesso può dirsi per il sonoro, in perfetta empatia con le sequenze giocate e con tutta l’atmosfera proposta nel corso dell’avventura. Assolutamente promosse anche le interpretazioni dei dialoghi rimasti in inglese ma come scritto in precedenza con sottotitolati in italiano.

Journey to Foundation Recensione – IN CONCLUSIONE
Journey to Fondation arriva sulle principali piattaforme di realtà virtuale attuali con il vento in poppa grazie al successo della quasi omonima serie di Apple TV entrambi ispirate dalla mastondotica opera di Asimov. Nell’insieme l’adattamento convince riuscendo a rimanere coerente all’opera originale con una eccellente trama caratterizzata da ottimi dialoghi. Le parti più ludiche non sempre risultano essere scevre da difetti ma nell’arco delle 8 ore comunque le sensazioni positive sono sicuramente maggioritarie rispetto a quelle negative.

VOTO: 7.5

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