Con Lies of P, Neowiz aveva già dimostrato di saper interpretare con maestria il genere soulslike, costruendo un’esperienza solida, profonda e visivamente affascinante ispirata a Pinocchio, ma contaminata da influenze letterarie, steampunk e gotiche. Con Lies of P: Overture, primo DLC ufficiale, lo sviluppatore coreano non solo conferma l’altissimo livello qualitativo raggiunto col gioco base, ma riesce a proporre nuovi contenuti perfettamente coerenti e altrettanto raffinati, arricchendo l’esperienza complessiva con nuove sfide, ambientazioni memorabili e interessanti modifiche al gameplay.
Il primo aspetto che colpisce di Overture è la sua coerenza estetica e narrativa. Il DLC si innesta in modo organico nella linea temporale del gioco base, espandendo la mitologia di Lies of P senza forzature o incoerenze. Le nuove ambientazioni sono splendide da vedere e da esplorare, impregnate della stessa cura maniacale per i dettagli che ha reso affascinante il mondo di Krat.
Ogni area introduce nuove meccaniche ambientali e piccoli enigmi, mai invasivi ma capaci di spezzare il ritmo e stimolare l’esplorazione. I nemici, sempre ben disegnati e dotati di comportamenti imprevedibili, contribuiscono a mantenere alto il livello di sfida e di tensione, senza mai scadere nella frustrazione gratuita. L’ispirazione ai grandi maestri del genere – Bloodborne su tutti – è ancora evidente, ma Lies of P: Overture riesce a mantenere una propria identità ben definita.
Nuove armi e talismani: strategia e sperimentazione
Uno degli elementi più graditi del DLC è l’introduzione di nuove armi e talismani, che ampliano in modo significativo le opzioni a disposizione del giocatore. Non si tratta di semplici reskin o potenziamenti cosmetici: ogni arma porta con sé un moveset inedito, animazioni curate e combinazioni strategiche interessanti. La possibilità di modularle come nel gioco base, grazie al sistema di assemblaggio di lame e impugnature, permette ancora una volta di costruire build molto personalizzate.

I nuovi talismani, dal canto loro, offrono bonus e modificatori originali che possono fare la differenza sia in combattimento che nella gestione delle risorse. Alcuni incentivano un approccio più aggressivo, altri premiano la difesa o la gestione dell’energia, permettendo ai giocatori di sperimentare stili diversi con maggiore libertà. Il bilanciamento, pur in presenza di così tanti elementi nuovi, resta sorprendentemente solido, segno dell’attenzione al dettaglio posta dagli sviluppatori.
Boss fight memorabili
Se c’è un elemento che davvero distingue Overture come DLC di qualità è la presenza di nuove boss fight, tutte ben concepite sia sul piano estetico che su quello meccanico. I boss sono spettacolari, impegnativi e dotati di pattern articolati che richiedono attenzione, memoria muscolare e strategia. Alcuni di essi entrano di diritto tra i migliori scontri del gioco intero, non solo del DLC.
La varietà è notevole: si passa da mostri giganteschi a duelli più contenuti ma tecnici, dove ogni errore può costare caro. Come sempre, la direzione artistica è sontuosa, con design grotteschi e affascinanti che sembrano usciti da un incubo teatrale. In un genere dove i boss sono spesso la cartina tornasole della qualità, Overture supera l’esame a pieni voti.

Difficoltà modulare: una scelta che fa discutere
Una novità che potrebbe far discutere i puristi del genere è l’introduzione della possibilità di modificare il livello di difficoltà. Questa scelta rappresenta una deviazione rispetto al dogma tipico dei soulslike, dove la sfida implacabile e fissa è parte integrante dell’esperienza. Tuttavia, in questo caso, la decisione appare sensata e ben implementata.
L’opzione di scegliere una difficoltà più accessibile permette anche ai giocatori meno esperti di godersi i contenuti del DLC senza sentirsi esclusi da un muro di frustrazione. Chi desidera affrontare Overture nella sua forma più impegnativa può comunque farlo, mentre chi vuole esplorare il mondo di gioco e godersi la narrazione con meno pressione ha finalmente uno strumento a disposizione. È un equilibrio difficile da raggiungere, ma Neowiz riesce a trovare una via di mezzo funzionale che amplia il potenziale pubblico del titolo senza snaturarne l’essenza.

Lies of P Overture Recensione – IN CONCLUSIONE
Lies of P: Overture è un DLC eccellente, che riprende tutte le qualità del gioco base – estetica curatissima, level design ispirato, gameplay profondo e boss fight epiche – e le arricchisce con contenuti nuovi, interessanti e perfettamente integrati. Le nuove armi e i nuovi talismani ampliano in modo tangibile le possibilità strategiche a disposizione del giocatore, mentre le ambientazioni e le battaglie contro i boss mantengono altissimo il livello qualitativo dell’esperienza. L’introduzione di livelli di difficoltà regolabili potrà non piacere a una certa frangia di hardcore gamer, ma rappresenta una scelta coraggiosa e intelligente per rendere il gioco più accessibile senza comprometterne il nucleo. Per chi ha amato il titolo base, Overture è un acquisto obbligato: una continuazione naturale e coinvolgente, che promette di lasciare un segno duraturo e che conferma, ancora una volta, Lies of P come uno dei soulslike più sorprendenti degli ultimi anni. Un’espansione di altissima qualità, che riuscirà a soddisfare pienamente tutti coloro che hanno apprezzato Lies of P. Un esempio virtuoso di come si realizza un DLC: coerente, ricco, curato in ogni dettaglio.
Lies of P Overture Recensione – VOTO: 9
