No Rest For The Wicked è la nuova produzione di Moon Studios dopo il grandissimo successo ottenuto da Ori and the Blind Forest e Ori and the Will of the Wisps. Nell’attesa del lancio previsto su PC, Playstation 5 ed Xbox Serie X, abbiamo potuto provare il gioco prodotto da Private Division su PC Steam in accesso anticipato (dunque una versione non ancora “completa” e “definitiva” tanto che, tra le altre cose, attualmente non è presente il multiplayer che nella versione definitiva avrà sia PvP che Coop) e qui di seguito vi proponiamo le nostre considerazioni in merito.

Rispetto agli Ori, si cambia sia genere che atmosfera visto che con No Rest fora The Wicked siamo di fronte ad  un action RPG fantasy con elementi soulslike ambientato in un mondo oscuro e brutale, dunque ben lontano dalle atmosfere oniriche delle produzioni precedenti.

Con “No Rest for the Wicked”, Moon Studios ha infatti spinto al massimo un brutale sistema di combattimenti basato sulla precisione. Gli scontri nel gioco sono diretti, tangibili e guidati da animazioni che consentono ai giocatori più abili di combinare colpi viscerali e mosse letali. Questo innovativo sistema di combattimento si traduce in un’esperienza di gioco estremamente appagante, unica nel panorama degli ARPG isometrici: non basta “schiacciare dei tasti”, qui sono richieste abilità e tempismo. 

Se non fosse sufficientemente chiaro adesso ve lo scriviamo esplicitamente. L’ispirazione al genere dei Soulslike è evidente sin dai primi minuti. Il combattimento. se pur inquadrato in una visuale differente, è impegnativo e richiede riflessi rapidi, tempismo preciso e una profonda conoscenza del moveset dei nemici. Schivate, parate, contrattacchi e backstab sono solo alcune delle mosse a vostra disposizione per sconfiggere i nemici infernali che popolano il mondo di gioco con ovviamente gli immancabili boss che non possono mai mancare quando si parla di eredi più o meno diretti di Dark Souls. Oltre ai combattimenti ovviamente non mancano grinding e crafting come ogni gioco di ruolo “moderno” oramai richiede e su questi elementi forse Moon Studios dovrà lavorare per rendere il tutto più “equilibrato” visto che alcuni elementi non ci hanno convinto fino in fondo.

La grafica in stile dipinto e i combattimenti brutali di “No Rest for the Wicked” sono affiancati da una trama cupa e matura ambientata in un universo immaginifico fantasy. Nell’anno 841, un regno segnato dalla scomparsa del suo re, Harol Bolein, si trova di fronte a un momento di svolta. Quella che avrebbe dovuto essere una pacifica transizione di potere si tramuta in una situazione di caos, dando inizio a un conflitto devastante. Oltre ai tumulti politici, una piaga mortale è tornata a colpire la remota isola di Sacra, stravolgendo la regione e i suoi abitanti.

I giocatori dovranno sfoderare le armi per sedare sia le bestie grottesche sia l’esercito invasore del regno, in un’atmosfera turbolenta che li trascinerà nelle direzioni più disparate con un alter ego fantasy decisamente su generis e che scoprirà molti segreti nascosti sulla sua storia e su quella della setta di salvatori a cui è legato indissubilmente.

Non si possono ancora trarre conclusioni definitive su No Rest for the Wicked visto che abbiamo potuto giocare solo il primo capitolo del titolo e siamo ancora in una fase di sviluppo (lo si nota anche da alcuni errori nella localizzazione in italiano la cui presenza però è decisamente una buona notizia) ma al di là di qualche limatura su alcuni aspetti da limare anche dell’esperienza in game, tutto fa presagire ad un nuovo successo per i Moon Studios, capaci di mantenere il loro tocco magico pur passando ad un altro genere e ad atmosfere completamente differenti rispetto ai loro titoli più di successo.

Attendiamo di provare la versione completa del gioco per verificare miglioramenti ed il proseguo della vicenda che ci ha lasciato con tanta voglia di scoprire gli avvenimenti successivi.