Project Zero Mask of the Lunar Eclipse arriva per la prima volta in occidente a distanza di 15 anni dalla sua uscita nipponica avvenuta nel 2008 in esclusiva su Nintendo Wii.
La produzione fu opera di Gōichi “Suda51” Suda di Grasshopper Manufacture e fu classificato da molti come uno dei titoli più spaventosi di sempre. Vediamo se a distanza di tre lustri il videogame disponibile per console Playstation (la versione da noi testata), Xbox, Nintendo Switch e PC è davvero così pauroso!
Per chi non conoscesse la serie, diciamo sin da subito che il gameplay è basato sull’esplorazione di ambienti in terza persona e su combattimenti in prima tramite l’utilizzo di una macchina fotografica. Quest’ultima è in dotazione sin dall’inizio dell’avventura ed ha il potere di catturare gli spiriti: un escamotage poco accattivante dal punto di vista concettuale ma decisamente funzionale dal punto di vista delle atmosfere visto che il giocatore si troverà appunto ad osservare i fantasmi tramite l’inquadratura dell’obiettivo.
La trama lascia davvero il segno senza dubbio. Un giorno un gruppo di bambine scomparve misteriosamente dall’isola di Rogetsu durante un festival. Quando furono ritrovate si scoprì che avevano perso la memoria. Ora quelle bambine sono adolescenti e sono ritornate sull’isola. Nell’esplorare i luoghi più disparati per scoprire la verità sul loro passato, dovranno contemporaneamente difendersi dall’attacco di fantasmi ben poco amichevoli tra cut scene che sovrappongono passato e presente in un intreccio tutto da comprendere.

Di certo c’è che la paura è sempre al nostro fianco e le ombre seguono ogni nostro passo. Impossibile non citare Ju-On e The Ring (gli originali nipponici) per farvi comprendere quali siano le coordinate delle atmosfere che si respirano nel videogame.
Come ogni survival horror vecchia scuola che si rispetti, i controlli sono macchinosi e lenti per una voluta scelta concettuale che da sempre ha contraddistinto questo genere. Altro aspetto da sottolineare è che purtroppo il titolo non è stato localizzato in alcun modo in italiano, neppure con i sottotitoli.
Ultime considerazioni infine per la realizzazione tecnica. I modelli dei personaggi sono maniacalmente dettagliati strizzando anche un pò l’occhio all’eros grazie ad alcune trovate per mettere in luce le curve dei nostri alter ego digitali. Discrete le ambientazioni sufficientemente solide e piene di particolari e dettagli. L’opera di masterizzazione è adeguata anche se ovviamente il peso degli anni un po’ si fa sentire.
E’ il caso da dirlo, il sonoro è da urlo, con rumori ambientali realizzati in maniera strepitosa e voci dei fantasmi agghiaccianti e disturbanti al punto giusto. Anche in questo caso l’audio è stato rimasterizzato per essere al passo con i tempi.

Project Zero Mask of the Lunar Eclipse Recensione – IN CONCLUSIONE
Project Zero Mask of the Lunar Eclipse è un titolo pensato sostanzialmente per i fan della serie di Koei Tecmo che potranno giocare per la prima volta anche in occidente questo capitolo uscito nel 2008 soltanto in Giappone su Nintendo Wii. Per quanto l’opera di rimasterizzazione grafica abbia ringiovanito visivamente la produzione, è indubbio che 15 anni sul groppone per un videogame non siano pochi e che dunque l’esperienza, decisamente paurosa, potrà essere apprezzata dai veri cultori di questa serie horror nipponica. Rispetto all’originale non c’è nulla di nuovo, purtroppo neppure la localizzazione in italiano, ma l’opera di adeguamento visivo è comunque apprezzabile e nasconde se pur parzialmente il segno del tempo. Un titolo di nicchia dunque ma indubbiamente apprezzabile.
VOTO: 7.5
