Rennsport è il nome che risuona ultimamente nella comunità degli appassionati di simulazione di guida, un titolo che si è presentato con promesse altisonanti e l’obiettivo di competere con i colossi del genere. Dopo averlo provato a fondo su PlayStation 5 (pur essendo disponibile anche su PC e Xbox Series X|S), è chiaro che ci troviamo di fronte a un progetto dal potenziale enorme, ma che, al momento della nostra recensione, manifesta ancora una serie di criticità che ne limitano la piena fruibilità. Il risultato è un’esperienza che oscilla tra lampi di genio simulativo e frustrazioni dovute a un’evidente incompletezza tecnica.
Il Cuore di Rennsport: Modelli e Fisica
Partiamo subito dal cuore pulsante di ogni simulatore di guida: la riproduzione delle vetture e il loro comportamento dinamico in pista. Sotto questo aspetto, Rennsport eccelle. I modelli delle auto sono realizzati con una cura maniacale per i dettagli, sia esterni che, cruciale per un sim-racer, negli interni. L’attenzione riposta nella modellazione delle singole componenti, delle texture e degli abitacoli rende ogni vettura non solo esteticamente pregevole, ma anche credibile. Non siamo di fronte a semplici asset poligonali, ma a vere e proprie riproduzioni virtuali che fanno la loro figura sui nostri schermi 4K.
Ma l’aspetto in cui Rennsport dimostra la sua serietà è senza dubbio la fisica di guida. Fin dai primi giri, si percepisce immediatamente la complessità e la profondità del feedback veicolato dal force feedback del volante (o, nel nostro caso su PS5, anche il feedback del DualSense, sebbene un volante sia altamente consigliato per godere appieno dell’esperienza). La simulazione del trasferimento di carico, del grip in curva, della resistenza aerodinamica e dell’usura degli pneumatici è di altissimo livello. Ogni input impartito dal pilota ha un impatto preciso e realistico sul comportamento dell’auto. Per domare una GT3 o una Formula, è necessario un approccio metodico e una profonda comprensione dei limiti della vettura, proprio come nella realtà. Questo aspetto è la colonna portante di Rennsport e la sua maggiore promessa: un gameplay duro, puro e gratificante per gli amanti della simulazione più spinta. La sensazione di trovare il punto di corda perfetto, gestendo l’acceleratore in uscita per evitare un sovrasterzo, è estremamente appagante e pone Rennsport tra i sim più credibili sul mercato.
L’Anima Competitiva: Il Multiplayer e il Calendario
Il vero fulcro dell’esperienza di Rennsport è, senza dubbio, il multiplayer online. Il gioco è costruito per la competizione e le gare tra piloti umani. L’architettura online è pensata per offrire un’esperienza di sim-racing strutturata e professionale. L’introduzione di un calendario ben definito è un elemento interessante e necessario. Questo sistema non si limita a proporre gare casuali, ma organizza eventi, campionati e challenge su base regolare, dando ai giocatori un senso di progressione e un obiettivo a lungo termine.
L’idea è quella di emulare il mondo degli Esports automobilistici, e in questo Rennsport sembra avere le carte in regola per riuscirci. Le lobby sono generalmente stabili, il netcode si è dimostrato all’altezza nelle nostre sessioni e la qualità media dei piloti incontrati nelle fasce di rating più alte è incoraggiante. Il matchmaking basato sulle performance è vitale per la salute del multiplayer, e il sistema implementato sembra funzionare nel separare i piloti veloci e puliti dagli indisciplinati. Se siete alla ricerca di un simulatore in cui potervi misurare con altri appassionati in un ambiente competitivo e organizzato, il multiplayer di Rennsport è il motivo principale per considerarlo.

Le Ombre di un Lancio Prematuro: Bug e Contenuti
Arriviamo ora ai tasti dolenti, che purtroppo sono numerosi e pesano come macigni sull’esperienza complessiva. Rennsport, nella sua incarnazione attuale, è ancora acerbo. L’impressione è che sia stato rilasciato in una fase che in altri tempi sarebbe stata definita di Early Access.

Il numero di bug e glitch riscontrati durante il test è francamente eccessivo. Si va dai problemi minori, come texture che appaiono e scompaiono o menu di navigazione poco reattivi, a difetti ben più gravi che impattano direttamente sulla gara. Abbiamo assistito a crash inaspettati in lobby piene, problemi con il salvataggio dei setup delle vetture e, in alcune occasioni, interazioni inspiegabili tra la vettura e la pista (un comportamento anomalo del sistema di sospensioni o della fisica di collisione). Questa instabilità tecnica mina la fiducia del giocatore, specialmente in sessioni lunghe o eventi competitivi, dove un crash improvviso può significare la perdita di tempo e progressi. L’aspettativa è che le future patch risolvano rapidamente queste criticità, ma al momento rappresentano un ostacolo non indifferente.
Un altro elemento critico è lo sviluppo insufficiente del singleplayer. Per chi cerca un’esperienza solitaria, magari per imparare i tracciati o semplicemente per divertirsi con l’IA, Rennsport offre ben poco. Le opzioni si riducono a semplici sessioni di pratica o gare singole, senza una vera e propria carriera, una progressione o challenge stimolanti. L’Intelligenza Artificiale, pur non essendo disastrosa, non è all’altezza dei benchmark del genere, spesso mostrando comportamenti robotici o poco realistici in fase di duello o sorpasso. La mancanza di un singleplayer robusto restringe il target del gioco ai soli hardcore sim-racer del multiplayer.
Le Livree e il Modello di Business
Un punto su cui avremmo preferito che gli sviluppatori facessero marcia indietro riguarda il modello di monetizzazione, specificatamente le livree a pagamento. In un simulatore premium (che, sebbene con un prezzo spesso giustificato dal core simulativo, è pur sempre un costo), l’introduzione di un sistema che richiede un esborso aggiuntivo per personalizzare l’aspetto estetico della propria auto lascia l’amaro in bocca. Le livree sono una parte fondamentale dell’identità di un sim-racer e vederle bloccate dietro un paywall sembra una scelta controproducente, che può allontanare una parte della community. Avremmo di gran lunga preferito un sistema di sblocco basato sulla progressione o sul raggiungimento di obiettivi in-game, mantenendo le microtransazioni (se proprio necessarie) limitate a elementi puramente cosmetici e non essenziali.

Rennsport Recensione – IN CONCLUSIONE
Rennsport è un titolo che, come un giovane pilota di talento, mostra lampi di pura eccellenza ma cade vittima della propria inesperienza.
La fisica e i modelli delle auto sono di primo livello e lo piazzano immediatamente tra i simulatori più seri in circolazione, il multiplayer online strutturato con il suo sistema a calendario è il motivo principale per cui molti lo prenderanno in considerazione. Tuttavia, le troppe criticità tecniche e i bug, insieme alla quasi totale assenza di un’esperienza singleplayer significativa e alla scelta discutibile delle livree a pagamento, non permettono di promuoverlo a pieni voti.
Rennsport è indubbiamente un titolo promettente che può crescere con l’adeguato supporto e patch in grado di sistemare alcune criticità tecniche. È un’ottima scelta per il multiplayer, ma molto meno per il singolo.
Se siete alla ricerca di un simulatore di guida, prendetelo in considerazione soltanto se avete già vissuto ampiamente i masterpiece del genere e cercate una nuova sfida competitiva online, armandovi di pazienza nell’attesa delle patch correttive.
