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La nuova frontiera del Made in Italy non passa più soltanto da moda, cibo e design, ma anche da scienza, tecnologia e intelligenza artificiale. La robotica italiana sta vivendo una fase di forte crescita e si candida a diventare uno dei settori strategici per il futuro industriale del Paese, con un ecosistema che oggi genera 1,1 miliardi di euro di ricavi complessivi.

A fotografare lo stato della robotica italiana è l’Italian Tech Landscape 2026, lo studio realizzato da La Tech Made in Italy in collaborazione con Altermind, che dal 2024 analizza e valorizza le realtà tecnologiche italiane con l’obiettivo di aumentarne visibilità e competitività internazionale.

Robotica italiana: quasi 3.000 addetti e 22 soluzioni tecnologiche

Secondo il report, il settore della robotica italiana conta oggi 2.954 lavoratori specializzati impegnati nello sviluppo di 22 soluzioni tecnologiche. Numeri che evidenziano un comparto ad alto valore aggiunto: il ricavo medio per singola soluzione raggiunge infatti 21,9 milioni di euro, mentre il rendimento medio per addetto arriva a 356.000 euro.

La crescita della robotica non riguarda più soltanto la componente meccanica, ma coinvolge sempre più intelligenza artificiale, computer vision, edge computing e digital twin, trasformando il settore in un vero ecosistema deep-tech guidato dal software.

Lombardia e Toscana dominano la robotica italiana

La distribuzione geografica dell’innovazione conferma il ruolo centrale di alcune regioni italiane. La Lombardia si conferma il principale polo della robotica nazionale, con 6 soluzioni sviluppate e un giro d’affari di 187 milioni di euro, pari al 26,1% dei ricavi complessivi.

Al secondo posto troviamo la Toscana, protagonista con 5 soluzioni e 132 milioni di euro di ricavi. Sul gradino più basso del podio si posiziona la Puglia, con 3 soluzioni attive e un fatturato di 30 milioni di euro.

Seguono Liguria (23,4 milioni di euro), Piemonte (23,7 milioni), Emilia Romagna (9,4 milioni), Marche (5,7 milioni), Veneto (4,5 milioni) e Campania.

Le regioni italiane della robotica per ricavi

  • Lombardia: 187 milioni di euro
  • Toscana: 132 milioni di euro
  • Puglia: 30 milioni di euro
  • Liguria: 23,7 milioni di euro
  • Piemonte: 23,4 milioni di euro
  • Emilia Romagna: 9,4 milioni di euro
  • Marche: 5,7 milioni di euro
  • Veneto: 4,5 milioni di euro

Le regioni italiane con più soluzioni robotiche sviluppate

  • Lombardia: 6 soluzioni
  • Toscana: 5 soluzioni
  • Puglia: 3 soluzioni
  • Piemonte: 2 soluzioni
  • Liguria: 2 soluzioni
  • Campania: 1 soluzione
  • Emilia Romagna: 1 soluzione
  • Marche: 1 soluzione
  • Veneto: 1 soluzione

La robotica italiana punta su intelligenza artificiale e autonomia

“La robotica non è più soltanto una questione di eccellenza ingegneristica o hardware, ma un ecosistema deep-tech guidato dal software, dalla percezione e dall’autonomia decisionale”, spiega Max Brigida, Founder de La Tech Made in Italy.

Secondo Brigida, il settore sta vivendo una trasformazione profonda: “Le imprese della robotica si stanno evolvendo in vere e proprie software house, capaci di integrare computer vision, edge computing e digital twin”.

La sfida della nuova fase industriale sarà quindi passare da una produzione programmata a una produzione adattiva, dove il dato diventa il centro del processo produttivo e l’intelligenza artificiale assume il ruolo di infrastruttura decisionale.

Comau guida la classifica delle aziende robotiche italiane

Tra i principali protagonisti del settore spicca Comau, prima azienda italiana per ricavi nella robotica con 187 milioni di euro. Seguono:

  • System Logistic SPA: 132 milioni di euro
  • Indeva Group: 30 milioni di euro
  • Oppent: 23,7 milioni di euro
  • Campetella Robotic Center: 23,4 milioni di euro
  • Roboze: 9,4 milioni di euro
  • CRP Technology: 5,7 milioni di euro
  • Oversonic: 4,5 milioni di euro
  • Capio Robotics: 2,8 milioni di euro
  • Euclid Labs Video And Robotic: 2,5 milioni di euro

Il futuro del Made in Italy passa dalla tecnologia

La robotica italiana si trova quindi davanti a una fase decisiva: la convergenza tra intelligenza artificiale, automazione avanzata e software industriale sta ridefinendo il concetto stesso di eccellenza italiana.

L’obiettivo per Italia ed Europa sarà costruire ecosistemi tecnologici interoperabili, capaci di unire innovazione, sicurezza, regolamentazione e centralità dell’uomo. La robotica non rappresenta una rottura con la tradizione industriale italiana, ma una sua naturale evoluzione verso il futuro.

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