Serious Sam: Shatterverse prende una delle formule più riconoscibili degli FPS old school e prova a portarla in una direzione completamente diversa. Il risultato è uno sparatutto roguelite che punta tutto su orde di nemici, armi, potenziamenti e una struttura pensata per essere affrontata più volte, da soli oppure in compagnia.
Una scelta interessante, soprattutto considerando quanto la serie di Serious Sam abbia sempre fatto del caos e dell’azione senza troppi fronzoli uno dei suoi marchi di fabbrica. Ma il problema è proprio questo: quanto può funzionare il caos quando viene inserito dentro una struttura roguelite?
Dopo aver passato diverse ore in compagnia di Sam e delle sue controparti dimensionali, la risposta è abbastanza semplice: Serious Sam: Shatterverse è divertente, immediato e a tratti esaltante, ma non riesce sempre a mantenere alta la qualità delle sue partite.
Serious Sam incontra il roguelite
La premessa è semplice quanto folle. Le macchinazioni di Mental hanno provocato una frattura tra diversi universi e il nostro Sam si ritrova a collaborare con versioni alternative di sé stesso per cercare di sistemare il disastro.
È soprattutto un pretesto per mettere in scena quello che interessa davvero a Shatterverse: sparare a qualsiasi cosa si muova.
Le partite ci portano infatti attraverso arene e ambientazioni che cambiano durante le varie run, con orde di nemici da affrontare, ricompense da raccogliere e potenziamenti capaci di modificare progressivamente il nostro arsenale e le caratteristiche del personaggio.
La struttura funziona. Anzi, sulla carta sembra quasi perfetta per Serious Sam. La serie ha sempre vissuto di grandi arene, enormi quantità di nemici e combattimenti nei quali la mobilità è fondamentale.
Il problema è che la formula roguelite non riesce sempre a valorizzare quello che rendeva speciale il Serious Sam tradizionale.
Quando parte il massacro, Serious Sam dà il meglio
Il cuore di Shatterverse rimane comunque il suo gunplay.
Sam è veloce, le armi hanno un buon feeling e quando il gioco decide di alzare davvero il livello dello scontro ci si ritrova esattamente dentro a quel tipo di follia che ci aspetteremmo da Serious Sam.
Nemici ovunque, proiettili da evitare, movimento continuo e la necessità di capire rapidamente dove andare per non ritrovarsi completamente circondati.
È in questi momenti che Shatterverse funziona davvero.
Quando sullo schermo iniziano ad arrivare orde sempre più numerose e siamo costretti a correre, saltare, sparare e cambiare arma praticamente senza fermarci, il gioco riesce a regalare alcune delle sue soddisfazioni migliori.
Il problema è che non sempre ci arriva.
Il vero nemico è la ripetitività
Il principale limite di Serious Sam: Shatterverse è infatti la varietà.
La struttura roguelite dovrebbe spingere a ricominciare continuamente una nuova run, sperimentando combinazioni differenti e cercando di arrivare sempre un po’ più avanti. Ma nelle prime ore questa progressione può risultare piuttosto lenta e soprattutto le situazioni tendono a somigliarsi troppo tra loro.
Ci si ritrova spesso ad affrontare un’altra arena, un’altra ondata, un’altra serie di nemici e un altro combattimento che, pur funzionando, non riesce necessariamente a lasciare il segno.
Ed è un peccato, perché il concetto alla base del gioco avrebbe potuto essere sfruttato molto meglio.
La casualità delle run dovrebbe creare situazioni sempre nuove, mentre in diversi momenti finisce semplicemente per trasformarsi in una successione di scontri abbastanza simili. Il rischio è quello di percepire più il grind necessario per arrivare ai potenziamenti che la soddisfazione della scoperta.

La progressione migliora andando avanti
Fortunatamente, la situazione migliora con il tempo.
Continuando a giocare si sbloccano nuove possibilità, armi e potenziamenti che permettono di costruire run più interessanti. È proprio quando iniziamo ad avere qualche strumento in più a disposizione che Shatterverse comincia a mostrare il suo potenziale.
Non aspettatevi però un sistema di progressione particolarmente profondo o complesso. Il gioco vuole essere soprattutto immediato e non pretende di trasformarsi in un roguelite estremamente elaborato.
Ed è probabilmente una scelta corretta, almeno in parte. Serious Sam: Shatterverse non vuole essere un gioco da studiare per decine di ore: vuole essere un FPS nel quale entrare, sparare a tutto quello che compare sullo schermo e divertirsi.
In cooperativa è tutta un’altra storia
Se c’è una modalità nella quale Shatterverse riesce a esprimersi particolarmente bene, quella è la cooperativa.
Il gioco permette di affrontare le sue battaglie insieme ad altri giocatori e, quando sullo schermo cominciano ad accumularsi nemici, proiettili ed esplosioni, la natura semplice e caciarona dell’esperienza diventa quasi un pregio.
Non servono grandi strategie o elaborate combinazioni tra i giocatori. Il bello è semplicemente essere in gruppo e sopravvivere al delirio.
È quel tipo di esperienza che dà il meglio quando si è in compagnia, magari con gli amici, ridendo davanti a una situazione completamente fuori controllo.
Il single player rimane comunque completamente giocabile e permette di affrontare l’intera esperienza anche offline, ma personalmente riteniamo che sia in cooperativa che Shatterverse trovi la sua dimensione migliore.
Tecnica e atmosfera: il giusto per quello che vuole fare
Dal punto di vista tecnico Serious Sam: Shatterverse non cerca di impressionare con una produzione fuori scala. L’obiettivo è un altro: mettere a schermo quanta più azione possibile e mantenere il ritmo degli scontri.
Ed è proprio questo che conta.
Il design dei nemici pesca a piene mani dalla storia della serie e il ritorno di diversi avversari storici contribuisce a creare quella sensazione di familiarità che i fan apprezzeranno.
Anche l’umorismo e le diverse versioni di Sam aiutano a mantenere quella componente scanzonata che da sempre accompagna la serie.

Serious Sam Shatterverse Recensione – IN CONCLUSIONE
Serious Sam: Shatterverse è un gioco difficile da bocciare, ma anche difficile da consigliare senza qualche riserva.
Il gunplay è divertente, le orde di nemici regalano momenti di autentico caos e la cooperativa può diventare davvero spassosa. Il prezzo di lancio contenuto, inoltre, rende l’esperimento decisamente più interessante.
Dall’altra parte, la struttura roguelite non riesce sempre a dare alla serie quella varietà che sarebbe necessaria per sostenere tante run consecutive. La progressione iniziale può essere lenta e alcuni scontri finiscono per assomigliarsi troppo.
In definitiva, Serious Sam: Shatterverse non è il nuovo punto di riferimento della serie, ma è un esperimento riuscito abbastanza da meritare attenzione, soprattutto se avete amici con cui affrontarlo.
È un gioco che non chiede di essere preso troppo sul serio: entrate, prendete un’arma, correte e sparate. Quando tutto funziona, è esattamente quello che vorreste da Serious Sam. Peccato che non succeda sempre.
Serious Sam Shatterverse Recensione – VOTO: 7
Serious Sam: Shatterverse è disponibile su PC, PlayStation 5 (la versione da noi testata) e Xbox Series X|S.
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