Uno zombie innamorato, mostri da divorare, dungeon da esplorare e un’avventura che punta tutto su uno stile punk rock fuori dagli schemi. Stupid Never Dies è arrivato sotto i riflettori con le prime recensioni italiane e il nuovo progetto di Hiroyuki Kobayashi, veterano che ha contribuito a rendere grandi serie come Resident Evil e Devil May Cry, sembra avere una personalità decisamente riconoscibile. Ma i primi giudizi della stampa sono positivi senza riserve? Ecco che cosa emerge dalle recensioni di Multiplayer.it, SpazioGames e IGN Italia.

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Stupid Never Dies: i voti delle prime recensioni italiane

Le prime analisi pubblicate in Italia restituiscono l’immagine di un action roguelite capace di distinguersi per stile, ironia e meccaniche di combattimento, ma non del tutto immune dai problemi tipici delle esperienze che rischiano di diventare ripetitive dopo molte ore.

Multiplayer.it – Voto: 7/10

La recensione di Multiplayer.it riconosce al gioco una personalità punk rock irresistibile, un sistema di combattimento ricco di possibilità e una progressione del protagonista capace di offrire soddisfazioni continue. Tra gli elementi più interessanti c’è la possibilità per Davy di divorare i nemici e assumerne le sembianze, ottenendo nuove abilità e stili di combattimento.

Le principali riserve riguardano invece l’assenza del sistema di aggancio dei bersagli, alcuni problemi di bilanciamento tra le trasformazioni e una struttura che obbliga a ripetere numerose discese nei dungeon per esigenze legate alla progressione narrativa. Il risultato è un gioco divertente e pieno di carattere, che rischia però di perdere parte del suo fascino sul lungo periodo.

SpazioGames – Voto: 7,5/10

Anche SpazioGames promuove il progetto, sottolineando soprattutto l’originalità del sistema di trasformazioni e la direzione artistica colorata, con una forte identità punk. Le possibilità di sperimentare abilità e combinazioni differenti contribuiscono a rendere interessanti le prime ore, mentre la varietà di nemici e boss aiuta a mantenere viva l’attenzione.

Le criticità emergono quando si passa alla struttura dei dungeon: ambienti lineari, situazioni che tendono a ripetersi e un bilanciamento non sempre convincente impediscono all’esperienza di mantenere lo stesso livello di freschezza dall’inizio alla fine. Un giudizio complessivamente positivo, quindi, ma accompagnato da una precisa avvertenza per chi teme la ripetitività tipica di alcuni roguelite.

IGN Italia – Voto: 8 Leggi la recensione completa

Anche IGN Italia ha pubblicato una recensione dedicata a Stupid Never Dies. Per consultare direttamente l’analisi della testata, è possibile leggere l’articolo originale al link indicato. Le conclusioni sono: “Un action-roguelite folle, longevo e dal ritmo arcade travolgente che, pur al netto di qualche imprecisione nei controlli e dell’assenza di lock-on, conquista grazie a un gameplay assuefacente e a un’irresistibile estetica punk.”

Hiroyuki Kobayashi: da Resident Evil e Devil May Cry a uno zombie innamorato

Uno degli aspetti più interessanti di Stupid Never Dies è proprio il nome che si trova dietro al progetto. Hiroyuki Kobayashi è un veterano dell’industria videoludica giapponese che ha lavorato a produzioni legate a Resident Evil, Devil May Cry e Dino Crisis. Dopo aver lasciato Capcom, nel 2022 ha fondato GPTRACK50, studio sostenuto da NetEase Games.

Con Stupid Never Dies, Kobayashi si allontana dalle atmosfere più tradizionali dell’horror per abbracciare una visione decisamente più colorata, ironica e sopra le righe. Il protagonista è Davy, uno zombie innamorato di una ragazza congelata, disposto ad affrontare un mondo popolato da creature mostruose pur di trovare un modo per riportarla in vita.

Il gioco non si prende troppo sul serio: per raggiungere i dungeon, Davy deve addirittura utilizzare un water, mentre nel corso dell’avventura può divorare i nemici per acquisirne le abilità e trasformarsi in creature differenti. Un’impostazione che mescola combattimenti frenetici, progressione del personaggio e umorismo assurdo.

Un action roguelite originale, ma la ripetitività preoccupa

Il sistema di trasformazioni è uno dei punti di forza più evidenti. Divorando i nemici, Davy può ottenere nuove forme, cambiare il proprio stile di combattimento e sperimentare combinazioni differenti. A questo si aggiungono potenziamenti, abilità e una progressione che permette di diventare gradualmente più potente.

La direzione artistica punta su colori accesi, atmosfere punk rock e personaggi decisamente bizzarri. È una scelta che contribuisce a distinguere Stupid Never Dies da molti altri action RPG e roguelite, soprattutto in un periodo nel quale non è semplice emergere in mezzo a tante nuove uscite.

Il problema è che la struttura delle incursioni rischia di diventare ripetitiva. Tornare più volte negli stessi dungeon fa parte della formula roguelite, ma quando la progressione narrativa obbliga a ripetere determinate attività, il rischio è che la longevità finisca per trasformarsi in una fonte di frustrazione.

Anche il sistema di combattimento presenta qualche compromesso, in particolare per quanto riguarda la gestione dei bersagli e il bilanciamento delle trasformazioni. Sono limiti che non cancellano i meriti del progetto, ma che potrebbero pesare sul giudizio di chi cerca un’esperienza d’azione particolarmente rifinita.

Stupid Never Dies merita attenzione?

Le prime recensioni italiane delineano un quadro abbastanza chiaro: Stupid Never Dies è un gioco che punta sulla propria identità, con un protagonista insolito, un immaginario fuori di testa e meccaniche che invitano a sperimentare. I voti di Multiplayer.it e SpazioGames, rispettivamente 7 e 7,5, indicano un’esperienza complessivamente valida, ma con margini di miglioramento soprattutto sul fronte della varietà e della progressione. IGN Italia arriva fino ad 8.

Per chi ama gli action roguelite e cerca qualcosa di diverso dal solito, il progetto di Hiroyuki Kobayashi potrebbe rappresentare una proposta interessante. Chi invece considera fondamentali la varietà degli ambienti e un sistema di combattimento estremamente preciso farebbe bene a leggere con attenzione le recensioni prima di decidere se acquistarlo.

Il richiamo ai nomi di Resident Evil e Devil May Cry rende inevitabilmente curioso questo nuovo progetto, ma Stupid Never Dies cerca una strada tutta sua. Resta da capire se la sua folle miscela di zombie, trasformazioni e punk rock riuscirà a conquistare i giocatori anche dopo le prime ore di entusiasmo.




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