Con l’uscita di Tales of Berseria Remastered, Bandai Namco riporta sotto i riflettori uno dei capitoli più amati della storica saga JRPG.

Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC tramite Steam e Nintendo Switch, questa nuova edizione consente di riscoprire un’avventura che, al momento del debutto europeo nel 2017, seppe distinguersi per maturità narrativa e personalità.

La prova è stata effettuata su PlayStation 5, ma al netto delle differenze tecniche tra le piattaforme, ciò che conta davvero è il cuore dell’esperienza: un racconto intenso, un sistema di combattimento stratificato e un’identità che ancora oggi riesce a emergere con forza nel panorama dei giochi di ruolo giapponesi.

Una storia di rabbia e umanità

Al centro della narrazione troviamo Velvet Crowe, protagonista atipica per il genere. Non un’eroina luminosa né una figura mossa da ideali puri, bensì una giovane donna spezzata dal dolore, trasformata dalla perdita del fratello minore e consumata da un desiderio di vendetta che la conduce lungo un percorso oscuro e tormentato.

Il viaggio di Velvet è un continuo conflitto interiore. Da una parte la persona che era, dall’altra la furia che la divora.

Il tema della perdita, della rabbia e della possibilità di conservare la propria umanità attraversa tutta la campagna narrativa, offrendo momenti di riflessione che ancora oggi risultano sorprendentemente maturi. Pur trattandosi di un titolo che sfiora ormai i dieci anni, la scrittura regge con grande solidità.

I dialoghi sono ben costruiti, il cast secondario è sfaccettato e il gruppo che accompagna Velvet nel suo viaggio riesce a creare dinamiche credibili, alternando leggerezza e tensione con equilibrio. È proprio questa miscela a rendere Tales of Berseria ancora attuale: non solo un JRPG d’azione, ma un racconto di formazione rovesciato, dove la crescita passa attraverso il dolore.

Un combat system ancora brillante

Se la narrazione rappresenta il cuore dell’esperienza, il sistema di combattimento ne è il motore pulsante.

Tales of Berseria Remastered Recensione

Il battle system si basa su un’impostazione action dinamica, con combo personalizzabili e una gestione strategica delle “anime”, elemento centrale per prolungare le sequenze offensive e potenziare gli attacchi.

Sottrarre anime ai nemici permette di estendere le combo, ma espone anche a rischi maggiori, creando un equilibrio costante tra aggressività e prudenza.

La profondità del sistema emerge soprattutto con l’avanzare delle ore. La personalizzazione delle arti, la costruzione delle combo e la gestione del party offrono margini di sperimentazione significativi, rendendo ogni scontro potenzialmente diverso dal precedente. È un impianto che, nonostante l’età, funziona ancora molto bene.

La risposta ai comandi su PlayStation 5 è solida, fluida, e contribuisce a rendere gli scontri frenetici e appaganti. Certo, alcune rigidità strutturali tradiscono l’origine del progetto, ma nel complesso il combat system resta uno dei punti di forza assoluti del titolo.

Una remastered che migliora senza stravolgere

Questa edizione rimasterizzata introduce diversi miglioramenti generali che rendono l’esperienza più accessibile e moderna. Tra le novità troviamo icone delle destinazioni più chiare, la possibilità di attivare o disattivare gli scontri casuali e l’accesso anticipato al Grade Shop.

Si tratta di aggiunte che non rivoluzionano il gioco, ma ne migliorano sensibilmente la qualità della vita. Inoltre, la presenza di tutti i DLC originali – costumi alternativi, oggetti bonus e contenuti extra – arricchisce il pacchetto complessivo, offrendo fin da subito un’esperienza completa.

Tales of Berseria Remastered Recensione

Sul piano tecnico il lavoro di rimasterizzazione è evidente. La risoluzione più alta e la maggiore stabilità del frame rate rendono il tutto più piacevole su schermi moderni, ma è altrettanto chiaro che non si possono cancellare del tutto i segni del tempo. Alcune texture, certe animazioni e determinate scelte di level design mostrano inevitabilmente l’età del progetto.

Nonostante ciò, il colpo d’occhio generale rimane gradevole, grazie a uno stile artistico che ha sempre fatto della direzione anime uno dei suoi punti di forza.

Un JRPG con carattere, non per tutti

Tales of Berseria Remastered non è un titolo universale. La sua struttura, il ritmo narrativo e la forte componente dialogica potrebbero non incontrare i gusti di chi cerca un’esperienza più immediata o meno verbosa.

Allo stesso tempo, proprio questa identità così marcata rappresenta il suo valore più grande. Siamo di fronte a un JRPG che non teme di osare nei toni, che costruisce una protagonista controversa e che propone un sistema di combattimento profondo e soddisfacente.

Tales of Berseria Remastered Recensione

La presenza dei sottotitoli in italiano è un elemento tutt’altro che secondario, specialmente in un genere dove la componente narrativa riveste un ruolo centrale. Permette a un pubblico più ampio di apprezzare appieno le sfumature della storia e dei dialoghi, valorizzando ulteriormente questa edizione.

Tales of Berseria Remastered Recensione – IN CONCLUSIONE

A quasi dieci anni dall’uscita originale, Tales of Berseria dimostra di essere invecchiato meglio di quanto si potesse immaginare.

La storia regge con forza, il sistema di combattimento rimane divertente e stratificato, e la remastered riesce a migliorare l’esperienza senza tradirne l’essenza.

Non si tratta di un rifacimento totale, e alcune imperfezioni strutturali restano visibili.

Tuttavia, per chi ama i JRPG e desidera un’avventura con grande personalità, tematiche mature e un combat system ancora appagante, questa è un’esperienza da non perdere.

Un titolo che non cerca di piacere a tutti, ma che sa parlare con decisione al suo pubblico di riferimento.

Il voto finale è 8: un riconoscimento a un’opera che, pur con i suoi limiti anagrafici, continua a dimostrare carattere, intensità e un’identità ben definita nel panorama dei giochi di ruolo giapponesi.

Tales of Berseria Remastered Recensione – VOTO: 8