The Walking Dead: Streets of Survival è uno di quei giochi che, prima ancora di essere un videogioco, deve fare i conti con il proprio nome. Perché quando leggiamo “The Walking Dead” e vediamo Rick, Daryl, Michonne e Negan trasformati in protagonisti di un picchiaduro a scorrimento in pixel art, la prima domanda che ci viene in mente è inevitabilmente una: ce n’era davvero bisogno?
La risposta, dopo averlo giocato, è probabilmente “ni”.
Da una parte abbiamo un prodotto che conosce bene il pubblico a cui vuole rivolgersi e che prova a sfruttare il fascino della serie TV AMC attraverso una formula ormai diventata quasi un genere a sé. Dall’altra, però, ci troviamo davanti all’ennesimo beat ‘em up alla Double Dragon comparso negli ultimi anni, un genere che sta vivendo una vera e propria seconda giovinezza e nel quale non è affatto semplice riuscire a lasciare il segno.
Streets of Survival disponibile su PC (la versione da noi testata) e tutte le console attualmente sul mercato, non è un disastro, sia chiaro. Semplicemente, fa quasi tutto quello che ci aspetteremmo da un gioco del genere senza riuscire a fare qualcosa che ci faccia dire: “Ok, questo è diverso dagli altri”.
The Walking Dead in versione beat ‘em up
La scelta di trasformare The Walking Dead in un picchiaduro a scorrimento, in realtà, non è affatto sbagliata. Anzi, durante le nostre partite ci siamo trovati più volte a pensare che l’idea di base funzionasse.
La campagna riprende gli eventi della Guerra Totale, mettendo Rick e compagni contro i Salvatori di Negan. Ci muoviamo attraverso location familiari ai fan della serie, affrontando orde di vaganti e nemici umani in una successione di scontri che ripropone, naturalmente con parecchie libertà, uno degli archi narrativi più conosciuti dell’universo televisivo.
Ed è proprio qui che troviamo il principale motivo per cui Streets of Survival può avere senso.
Se siete appassionati di The Walking Dead, riconoscere personaggi, ambientazioni, armi e situazioni può essere sufficiente per rendere l’esperienza più piacevole. Rick, Daryl, Michonne e Negan non sono semplicemente quattro sprite intercambiabili: ognuno possiede caratteristiche e armi che cercano di richiamarne la personalità.
Non aspettatevi però quattro esperienze di gioco completamente differenti.
Il solito beat ‘em up?
Ed è qui che arriva il problema principale.
Negli ultimi anni abbiamo visto tornare prepotentemente i picchiaduro a scorrimento. Da Streets of Rage 4 a Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge, passando per una lunga serie di produzioni più o meno riuscite, il genere ha trovato una seconda giovinezza.
Il risultato è che oggi non basta più mettere quattro personaggi sullo schermo, qualche decina di nemici, una grafica in pixel art e una serie di livelli a scorrimento per ottenere automaticamente un buon beat ‘em up.
E Streets of Survival purtroppo non prova abbastanza a uscire da questo schema.
Il combattimento è immediato e semplice da imparare, alternando attacchi corpo a corpo, armi da fuoco e qualche abilità speciale. Daryl, per esempio, può contare sulla sua immancabile balestra, mentre Michonne porta con sé la katana. Sono dettagli che faranno sicuramente sorridere il fan della serie, ma dal punto di vista strettamente ludico non bastano a trasformare il sistema di combattimento in qualcosa di realmente originale.
Le combo non sono particolarmente elaborate e, dopo qualche ora, la sensazione è quella di avere già visto praticamente tutto quello che il gioco ha da offrire.
La pixel art è probabilmente il suo elemento migliore
Se c’è un aspetto sul quale Streets of Survival riesce a convincerci maggiormente è quello artistico.
La pixel art si sposa bene con l’idea di un beat ‘em up vecchia scuola e permette ai protagonisti di essere immediatamente riconoscibili. Non abbiamo bisogno di leggere il nome sullo schermo per capire chi stiamo utilizzando: basta un’occhiata a silhouette, animazioni e armi.
Anche le ambientazioni fanno il loro lavoro, riportandoci in luoghi che i fan della serie conoscono bene.
È una scelta stilistica azzeccata e probabilmente quella che riesce maggiormente a dare un’identità al prodotto.
Peccato che questa identità visiva non venga accompagnata da altrettanta personalità nel gameplay.

Quando arrivano troppi nemici
Il problema della ripetitività diventa evidente soprattutto andando avanti nella campagna.
Gli avversari aumentano e gli scontri diventano più affollati, ma non sempre questo significa che diventano anche più divertenti. Anzi, in alcuni momenti la difficoltà sembra essere ottenuta più aumentando la pressione dei nemici che introducendo situazioni realmente nuove.
Alcuni attacchi possono arrivare da fuori campo e capita di essere colpiti o sbalzati senza avere sempre una grande possibilità di reagire. È una soluzione che può creare tensione, ma che in un gioco basato proprio sulla soddisfazione del combattimento rischia di trasformarsi rapidamente in frustrazione.
Anche gli scontri con i boss non rappresentano quel salto di qualità che avremmo voluto.
Insomma, più andiamo avanti e più ci rendiamo conto che il gioco avrebbe avuto bisogno di qualche idea in più per variare il ritmo.
Breve, forse fin troppo
La campagna principale si completa in circa due o tre ore, distribuite su undici livelli. Per un beat ‘em up arcade non sarebbe necessariamente un difetto: il genere ha sempre fatto della brevità e della rigiocabilità due dei propri punti di forza.
Il problema è che qui la voglia di ricominciare non è sempre abbastanza forte.
Possiamo potenziare i nostri personaggi, sbloccare nuovi contenuti e affrontare nuovamente la campagna, ma il sistema di combattimento non offre abbastanza variazioni per trasformare automaticamente una seconda partita in un’esperienza completamente diversa.
L’assenza della cooperativa, inoltre, si fa sentire. In un titolo di questo tipo giocare insieme a un amico avrebbe potuto aumentare parecchio il divertimento e soprattutto la voglia di tornare sui livelli già completati.
Un gioco per i fan di The Walking Dead
Ed eccoci quindi al punto centrale della nostra recensione.
The Walking Dead: Streets of Survival è probabilmente più interessante per chi ama The Walking Dead che per chi cerca semplicemente un nuovo beat ‘em up.
Se conoscete bene la serie, riconoscere Rick, Daryl, Michonne e Negan, attraversare Alexandria o affrontare i Salvatori può avere un valore che va oltre il semplice gameplay. Alcune caratterizzazioni dei protagonisti funzionano proprio perché riescono a trasmettere qualcosa dell’universo originale.
Se invece non siete particolarmente legati alla serie TV, diventa molto più difficile trovare un motivo per preferire questo gioco a uno dei tanti altri beat ‘em up usciti negli ultimi anni.
E questo è forse il limite più evidente di Streets of Survival: non eccelle davvero in nulla.
Non è il più profondo del genere, non è il più originale, non è quello con la campagna più memorabile e nemmeno quello che offre la maggiore varietà. Fa il suo compito, lo fa con una buona veste grafica e con un’ambientazione sicuramente affascinante, ma raramente riesce a sorprendere.

The Walking Dead Streets of Survival Recensione – IN CONCLUSIONE
The Walking Dead: Streets of Survival è un prodotto che ci sentiamo di consigliare soprattutto agli appassionati della serie TV che vogliono vivere un’altra avventura nei panni dei propri personaggi preferiti.
Per tutti gli altri, invece, il discorso cambia. Il mercato dei beat ‘em up è ormai pieno di produzioni che utilizzano la stessa formula e, per emergere, serve qualcosa in più della semplice presenza di un marchio famoso.
Streets of Survival è divertente a tratti, visivamente piacevole e sicuramente riconoscibile, ma non riesce a trasformare l’universo di The Walking Dead in un’esperienza davvero originale. In compagnia avrebbe probabilmente avuto una marcia in più, mentre in solitaria la ripetitività del gameplay emerge abbastanza presto.
Alla fine ci rimane la sensazione di un gioco che avrebbe potuto osare maggiormente. Non è da buttare, soprattutto se siete fan di Rick, Daryl, Michonne e Negan, ma neppure quel beat ‘em up capace di diventare un nuovo punto di riferimento del genere.
Un beat ‘em up piacevole per gli appassionati di The Walking Dead, ma troppo poco originale per distinguersi dalla folla di picchiaduro a scorrimento degli ultimi anni.
The Walking Dead Streets of Survival Recensione – VOTO: 6.5
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