Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno – La Recensione

Postato Mar 30 2018 - 3:40pm da ITG

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Da sempre, nel mondo dei videogiochi c’è stato uno spartiacque tra i giochi di ruolo di stampo occidentale e quelli tipicamente orientali. Sebbene ai tempi della prima e seconda Playstation, la bilancia sembrava pendere definitivamente a favore di questi ultimi, sia in termini di vendite che di apprezzamento della critica, dalla PS3 in poi c’era stata una vera e propria inversione di rotta, tanto che i cosiddetti JRPG prodotti in un anno si contavano sulla punta delle dita di una mano.

Ma i giapponesi, si sa, sono duri ad arrendersi e così, anziché rassegnarsi ad una situazione che non è loro per nulla favorevole (dovuta tra l’altro ad una certa mancanza di idee innovatoive) hanno pensato bene di rilanciare e tra i titoli che hanno segnato questa riscossa c’è stato sicuramente Ni no Kuni La minaccia della Strega Cinerea. Oggi, a distanza di 5 anni dall’uscita europea, il secondo capitolo, il Destino di Un regno (qui tutte le recensioni italiane), è finalmente arrivato su Playstation 4 (la versione da noi testata) e PC. Come sono andate le cose? Continuate a leggere i prossimi paragrafi per scoprirlo.

Sviluppato nuovamente dal celebre e amatissimo studio di LEVEL-5 Inc., con la partecipazione dell’ex animatore dello Studio Ghibli (che invece aveva partecipato direttamente al primo capitolo), Yoshiyuki Momose, e le fantastiche musiche di Joe Hisaishi, Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno ci mette nei panni di Evan Pettywhisker Tildrum, il giovane sovrano di Ding Dong Dell  proprio dopo aver perso il proprio trono per un colpo di stato.

Con l’aiuto dei suoi amici Roland, Tani, Batu, Lofty e molti altri che incontrerà lungo la propria avventura, cercherà di dare vita a un nuovo regno privo di conflitti per riunire l’intero mondo di Ni no Kuni ma accadranno tante cose nelle circa 50-60 ore che serviranno a completare l’esperienza di gioco. 


Come già ampiamente scritto Ni no Kuni II: Il Destino di un Regno è un gioco di ruolo di stampo nipponico con tutti i distinguo del caso a cominciare dal fatto che i combattimenti sono in tempo reale e non a turni. Tra le novità del secondo capitolo l’introduzione di creature naturali note come Higgledies.

Gli Higgledies forniranno un supporto molto prezioso durante le battaglie, garantendo vantaggi sia offensivi che difensivi, aumentando il potere dell’attacco speciale di Evan e i suoi amici, e assistendoli nell’attaccare i nemici. In totale è possibile ottenere 100 diversi Higgledies, ognuno dotato di particolari poteri speciali. Non manca neppure tutta una componente gestionale del regno in continua espansione e decisamente congegnata in modo molto convincente.

Passando al comparto tecnico, dobbiamo dire che ci troviamo di fronte a qualcosa di assolutamente strepitoso ed unico: la mano di Studio Ghibli (e del suo ex al lavoro direttamente sul sequel) del primo capitolo si vede ancora tutta, i personaggi sono stupendamente caratterizzati dal punto di vista visivo e i luoghi non sono da meno, con ambienti e dungeon che trasudano magia e poesia da ogni scorcio. Splendide le musiche, che riescono a sottolineare in modo forte le atmosfere di gioco con struggenti momenti orchestrali ma anche motivetti orecchiabili e coinvolgenti. Il tutto, come scritto qualche paragrafo fa, realizzato da Joe Hisaishi, storico collaboratore di Miyazaki il cui spirito creativo aleggia un po’ in tutta questa esperienza di gioco.

Peccato soltanto che, almeno su PS4 “standard”, i 60 fotogrammi al secondo spesso conoscano dei cali, per fortuna non troppo vistosi e mai nelle fasi di combattimento, risultando così un fastidio estetico ma senza ricadute sul gameplay.

IN CONCLUSIONE
Il mondo dei JRPG torna alla riscossa grazie a Ni No Kuni II: Il Destino di un Regno.. La sceneggiatura è ai massimi livelli, riuscendo a coniugare innocenza dei personaggi con un profondo coinvolgimento emotivo, senza mai scadere nel banale. Il gameplay fa tesoro di tutto quanto la scuola dei jrpg ha di buono da offrire riuscendo però a fare al tempo stesso pulizia di tanti elementi ormai superati. Infine, il comparto grafico e sonoro sono di elevatissima qualità, grazie allo stile derivativo da quello di Studio Ghibli e ad una colonna sonora assolutamente ispirata ed orecchiabile. Se amate il genere non potete assolutamente lasciarvelo sfuggire!

VOTO: 9

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