PES 2018 – La Recensione 1a Parte

Postato Set 11 2017 - 8:59am da ITG

La lunga attesa è finita. Finalmente abbiamo potuto provare la versione completa di Pro Evolution Soccer 2018 sia su Playstation 4 che su Xbox One (presto dedicheremo un articolo specifico sulle differenze fra le due versioni). Prima di entrare nel merito della recensione due importanti premesse. La prima è che l’aggiornamento delle rose sarà disponibile soltanto al day one (14 Settembre) e quindi tutti i filmati che vedrete hanno soltanto qualche trasferimento manuale abbozzato e niente più. La seconda è che abbiamo potuto testare PES 2018 soltanto nella componente offline (esibizioni varie, master league, diventa un mito, co-op con e contro com ma niente myclub e multiplayer on line). Ecco dunque spiegato quel 1a parte. Anche per questa ragione ci riserviamo di assegnare un voto a PES 2018 soltanto dopo averlo provato in toto.

Se seguite ITG, saprete bene che sia dopo aver provato la beta che la demo, il sottoscritto aveva dichiarato il proprio sviscerato amore nei confronti della nuova edizione del calcio targato Konami. La versione completa del gioco non fa che ulteriormente aumentare l’attrazione sviscerata nei suoi confronti anche se nel corso dei paragrafi vi farò menzione anche degli aspetti meno convincenti o comunque discutibili.

PES 2018 in questa forma definitiva (se così si può dire visto che arriveranno patch e DLC a profusione nel corso dei mesi con un primo update già disponibile al download sia su PS4 che su Xbox One ma con pesi molto differenti) è un gioiello dentro al campo. Quanto già di stupendo visto in questi mesi estivi è stato ulteriormente migliorato con animazioni ancora più fluide (un colpo di testa di Cavani ed un tiro al volo di Iniesta entrambi su calcio d’angolo ci hanno realmente eccitato per quanto credibili, veloci e realistici!), una intelligenza artificiale ancora più affinata (non so voi ma non avevo mai visto prima in PES, la CPU adottare la simulazione ad esempio…) ed un gioco di squadra incredibilmente convincente oltre ad alcune piccole trovate che migliorano di molto il gameplay come il cursore trasparente che mostra in anticipo il giocatore che sarà richiamato in caso di pressione del tasto L1

Sia chiaro per tutti: se avete amato PES 2017, sarete estasiati da PES 2018 visto che questa nuova edizione è un deciso affinamento di un prodotto che comunque aveva già un’impronta ed un’anima ben precisa che questa nuova edizione non snatura affatto ma la fa evolvere in qualcosa di ancora più sublime anche per quanto riguarda la Master, molto più appassionante e ricca di opzioni rispetto allo scorso anno con l’introduzione delle clausole rescissorie per i giocatori e molti altri aspetti per un’esperienza di gioco molto più “frizzante”.

Anche l’introduzione del co-op, se pur provata soltanto offline, ci ha convinti in pieno. Pensate a ritrovarvi con due amici e fare il vostro team pronto a sfidare il mondo, con la possibilità di recriminare nei loro confronti se la tabella riepilogativa a fine match mostrerà che le vostre performance sono state migliori delle loro. L’approccio di gioco al co-op richiede una mentalità differente rispetto al classico match in cui controllerete tutti i vostri giocatori e sicuramente apre ad importantissimi risvolti per l’Esports tutti da scoprire nelle prossime settimane.

Detto di quanto ci è mostruosamente piaciuto in Pro Evolution Soccer 2018, veniamo a qualche aspetto più controverso e discutibile. Il primo elemento è l’arbitraggio. Abbiamo potuto provare il gioco soltanto per qualche giorno ma la sensazione avuta è di un comportamento più lassista da parte dell’arbitro rispetto alla scorsa edizione. La potete pensare come volete in merito ma guardando le prime giornate del campionato e le prime partite di coppa di calcio reale, la sensazione è che PES 2018 si sia voluto uniformare alla classe arbitrale reale che sta fischiando molto meno rispetto alla scorsa stagione. E’ ovvio che se fate una entrataccia con cerchio riceverete fallo e forse ammonizione ma in tutte le situazioni meno nette, sembra che ci sia una maggiore volontà di far proseguire il gioco.

In attesa di provare Fifa 18, PES 2018 conferma poi comunque la dicotomia oramai storica tra i due titoli. Difficilmente ci potrebbe essere qualcosa di più vicino al rapporto Atene – Sparta che tra i due videogiochi di calcio con la produzione Konami che gioca il ruolo degli spartani. Se dentro al campo infatti Pro Evolution Soccer 2018 anche da un punto di vista grafico (la stragrande maggioranza dei volti dei giocatori è straordinariamente somigliante alla controparte reale) ha poco da invidiare se non nulla alla concorrenza, le cose vanno diversamente al di fuori del rettangolo di gioco.

Il “broadcasting televisivo” se pur con qualche elemento in più (le foto dei calciatori ad esempio) è ben lontano dalla concorrenza in fatto di spettacolarità e appeal e lo stesso si può dire per l’atmosfera da stadio: qualche coro c’è così come il vociare dei tifosi è molto in sintonia con l’azione su schermo ma da questo punto di vista si poteva sperare in un maggiore gap rispetto alla scorsa edizione.

Lo stesso si può dire per la telecronaca del corroborato duo Caressa – Marchegiani. La loro terza edizione di PES 2018 non si discosta quasi di nulla dalla precedente telecronaca. Se non vado errato dopo una ventina di partite, avrò ascoltato forse al massimo tre frasi non ascoltate in PES 2017 e non è detto che si tratti di frase inedite ma di problemi di memoria del sottoscritto!

Sulla questione licenze, sarei tentato di non scrivere nulla. La situazione è nota da tempo. Confermate le presenze (Championse League, Europa League, AFC) e le assenze ovvero molte squadre sono senza nome reale e logo ufficiali tra cui Juventus e Real Madrid. L’unica squadra assente del tutto di un certo peso è il Bayern Monaco ma i suoi giocatori sono presenti in larga misura grazie alle squadre nazionali e quindi facilmente ricostruibile nell’editor. Su Playstation 4 e PC, le community proporanno molto presto File Options molto performanti e convincenti ma anche manualmente, scrivere i nomi corretti e correggere i simboli delle squadre non sarà questa morte d’uomo, anzi, ha pure un discreto fascino l’editing, sia per le squadre che ovviamente per i giocatori. Il numero di stadi presente è adeguato se pur ammetto confessare che quando gioco non presto particolare attenzione all’impianto, tutt’altro!

IN CONCLUSIONE
Dunque in attesa di provare dal day one, tutta la parte online (MyClub in primis), penso che sia assolutamente chiaro il mio punto di vista di PES 2018 offline: un videogioco di calcio STRATOSFERICO dentro al rettangolo di gioco, pronto ad appassionarmi per i mesi a venire grazie ad un gameplay straordinario che invece ha ancora MOLTO da rincorrere la concorrenza su tutti gli aspetti fuori dal campo. Un gioco con tantissima sostanza che ammalierà tutti i veri apPESsionati e continuerà ad essere criticato a chi guarda ad elementi importanti ma comunque accessori rispetto a quelli che sono i due aspetti per me fondamentali in un videogame: appassionare (scusate il gioco di parole…) e divertire.

Vi ricordiamo che in questo post trovate un sunto completo di tutte le versioni fisiche e digitali di PES 2018 disponibili per ogni formato.

In questa pagina troverete la raccolta completa informazioni ufficiali, indiscrezioni, immagini, video su Pro Evolution Soccer 2018.

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