Era ora direte voi probabilmente. A differenza degli ultimi anni la recensione di Pro Evolution Soccer 2019 (qui trovate tutti i voti e tutte le recensioni italiane), ampiamente testato su Playstation 4 e PC (tra le due versioni abbiamo avuto davvero difficoltà a trovare variazioni di sorta…) è arrivata con qualche giorno di ritardo rispetto al day one. Per colpe non nostre, visto che abbiamo ricevuto i codici review soltanto il 30 agosto ma ora siamo a pronti a dirvi davvero tutto sulla nuova edizione del calcio di Konami.

E mettiamolo subito in chiaro senza tanti giri di parole: PES 2019 migliora ed evolve quanto di eccellente (il gameplay) già aveva il suo predecessore, presenta ancora tutti i limiti fuori dal campo in fatto di menù, licenze (anzi, la situazione è anche peggiore rispetto all’anno scorso) e modalità mentre non è ancora maturo un nostro giudizio sulle novità di MyClub. La modalità principe degli ultimi anni è stata ampiamente modificata rispetto alle altre edizioni, strizzando decisamente l’occhio ad alcuni aspetti di Fifa Ultimate Team ma ci vorranno molte settimane prima di esprimerci definitivamente in merito. Ne riparleremo sicuramente su queste pagine, state tranquilli!

Partiamo dunque da quello che ci è piaciuto davvero tanto di PES 2019: il gameplay. Sulle solide basi di Pro Evolution Soccer 2018, il PES team ha apportato importanti implementazioni davvero convincenti a cominciare da una fisica della palla straordinariamente migliorata e molto più realistica rispetto al passato. Probabilmente il tasso di imprecazioni nei confronti del gioco aumenterà quando un rimpallo sfavorevole vi porterà nefaste conseguenze, ma in tal modo la dinamicità delle partite ha acquisito un incredibile elemento di realismo davvero encomiabile.

Quando si scende in campo su PES 2019 non si può che rimanere piacevolmente colpiti da ogni aspetto del gioco anche per quanto riguarda la grafica: il nuovo sistema di illuminazione molto più convincente, le animazioni più fluide, il sistema a 360 gradi di tocco del pallone sono i principali miglioramenti di un gameplay che sia offline che online davvero provocano un’enorme piacere videoludico che diventa estasi in caso di vittoria e sconforto quando si perde, esattamente quello che accade nel calcio reale.

Abbiamo trovato gli arbitri meno approssimativi rispetto allo scorso anno se pur con qualche eccezione in alcuni casi mentre l’intelligenza artificiale sembra molto più evoluta, sia da parte dei nostri compagni di squadra che dei nostri avversari ed anche il matchmaking conosce tempi di attesa molto più ridotti rispetto all’anno scorso. Insomma, PES 2019 quando si scende in campo davvero risplende sotto ogni punto di vista.

I problemi di PES 2019 sono esclusivamente fuori. Senza troppo ripeterci su cose dette e ridette in merito all’atmosfera da stadio non propriamente entusiasmante, della telecronaca italiana sempre affidata a Caressa – Marchigiani non particolarmente significativa, del design dei menù aggiornato ma ancora vetusto, Pro Evolution Soccer 2019 soffre di novità davvero limitate nelle modalità di gioco. Diventa un Mito è rimasto sostanzialmente invariato mentre la Master League presenta qualche lieve implementazione ma i giocatori italiani avrebbero sicuramente preferito che fosse rimasta la serie B “tarocca” che è stata incredibilmente eliminata. La ML o una modalità single player dovrebbe essere rivoluzionata o sostituita da una modalità offline che avesse un impatto alla pari di MyClub.

Dicevamo di MyClub. Appena installato il gioco, mi sono subito prodigato nel costruire la squadra dei sogni e come al solito tale modalità ti prende e se si potesse non la lasceresti più anche dopo ore ed ore di gioco. Le tante novità come i giocatori in forma, gli agenti che costano di più ma danno tre giocatori, i doppioni da scambiare sono soltanto alcuni degli aspetti su cui la community tra un po’ si esprimerà e si comprenderà se tutto è filato per il verso giusto oppure se c’è qualcosa da rivedere. Ma per il momento non riscontriamo particolari criticità da segnalare in attesa di vedere l’evoluzion in profondità di questi cambiamenti.

PES 2019 è il primo capitolo della serie dopo tanti anni a non avere più i diritti di Champions ed Europa League. Alcuni sono particolarmente dispiaciuti di questa mancanza, surrogata dall’introduzione di molti nuovi campionati come quello russo e belga ma al di là del fatto che sono già disponibili file options completissimi (soltanto però per la versione Playstation 4), questa mancanza fa chiarezza ancora maggiormente su di un fatto: se la decisione per quale gioco di calcio acquistare si basa su licenze e campionati, davvero la scelta da fare NON è quella di PES ma se invece la si fa basandosi sul gameplay, Pro Evolution Soccer 2019 ha davvero moltissimo da dire sul campo da gioco.

IN CONCLUSIONE
Come e più delle ultime edizioni, PES 2019 rafforza la dicotomia nel giudizio dentro e fuori dal campo. Come spiegato nei tanti caratteri precedenti, il calcio di Konami in questa nuova edizione migliora ulteriormente un gameplay che per chi ama da sempre questa serie rappresenta davvero il picco qualitativo. C’è invece tanto da rivedere fuori dal campo in fatto di broadcasting televisivo, atmosfera da stadio, modalità di gioco offline mentre per un giudizio sulle novità di MyClub bisogna aspettare ancora un po’ ma ne torneremo a parlare prossimamente sempre su queste pagine.

VOTO: 9

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