L’industria del gaming continua a espandersi oltre i tradizionali centri occidentali e giapponesi: sul mercato arriva anche la Turchia con Apartment No 129, un titolo che prova a ritagliarsi uno spazio nella scena horror indipendente. Sviluppato da un team emergente, Deadwitness Game Studio, questo survival horror in prima persona che abbiamo provato su Xbox Serie X, tenta di catturare l’attenzione puntando su atmosfere cupe, una storia ispirata a presunti fatti reali e una messa in scena tecnica sorprendentemente curata. Il risultato finale, tuttavia, restituisce un’esperienza dai contorni contrastanti, capace di affascinare sul piano visivo e narrativo, ma meno convincente quando si entra nel vivo del gameplay.

Una partenza che spiazza: introduzione FMV dal sapore vintage

Uno degli elementi più strani e discussi di Apartment No 129 è senza dubbio la sua introduzione. Prima ancora di prendere il controllo del personaggio, il gioco propone una sequenza in full motion video, con attori reali, che racconta l’antefatto della vicenda. Il protagonista, uno youtuber appassionato di misteri, dialoga con un parente prima di intraprendere l’esplorazione del famigerato appartamento numero 129.

Il problema non è tanto la presenza dell’FMV in sé, quanto il suo forte sapore vintage, che richiama i videogiochi degli anni ’90 e inizio 2000. La recitazione e la messa in scena appaiono volutamente amatoriali e stonano in modo evidente con il tono cupo e serio che il gioco cerca di costruire subito dopo.

Qui nasce il dubbio: scelta kitsch o trovata geniale?

Apartment No 129 Recensione

Da un lato, questa introduzione lascia spaesati e sembra non centrare nulla con l’aspetto grafico e l’atmosfera del gioco vero e proprio. Dall’altro, potrebbe essere interpretata come un esperimento narrativo, una rottura voluta che vuole disorientare il giocatore sin dal primo minuto. La sensazione, però, è che l’effetto sia più confusione che fascino, rendendo l’impatto iniziale meno incisivo di quanto avrebbe potuto essere.

Apartment No 129 – Un background narrativo di grande impatto

Una volta superata l’introduzione, Apartment No 129 inizia a mostrare uno dei suoi punti di forza principali: il background narrativo. L’intera esperienza ruota attorno a un condominio abbandonato di Ankara, teatro di un evento tragico avvenuto nel 2009. Al centro della storia ci sono due ragazze, la cui morte è avvolta da un alone di mistero fatto di rituali, fenomeni paranormali e versioni contrastanti dei fatti.

Questo contesto narrativo risulta molto interessante e indubbiamente d’impatto, anche perché si allontana dai soliti cliché dell’horror occidentale. L’ambientazione turca, poco esplorata nel medium videoludico, dona al racconto una freschezza inaspettata e una certa autenticità. Le note sparse negli ambienti e i dettagli visivi contribuiscono a ricostruire gradualmente la tragedia, invitando il giocatore a riflettere più che a limitarsi a subire passivamente la paura.

Non si tratta di una narrazione particolarmente complessa o stratificata, ma è efficace nel creare curiosità e nel dare un senso all’esplorazione. In questo senso, Apartment No 129 riesce a distinguersi, dimostrando che il team di sviluppo ha idee interessanti sul piano narrativo.

Realizzazione tecnica: luci, ombre e sound design convincenti

Dal punto di vista tecnico, Apartment No 129 sorprende in positivo. Pur essendo una produzione indipendente, il gioco può contare su una realizzazione audiovisiva di livello più che discreto, con alcuni elementi che arrivano persino a stupire.

La gestione delle luci e delle ombre è uno degli aspetti meglio riusciti. L’uso della torcia, gli ambienti bui e claustrofobici, i corridoi stretti e gli appartamenti degradati contribuiscono a creare un’atmosfera costantemente opprimente. Le ombre dinamiche giocano spesso brutti scherzi all’occhio, aumentando la tensione e suggerendo presenze che forse non esistono, ma che il giocatore è portato a immaginare.

Anche il sound design svolge un ruolo fondamentale. Rumori lontani, scricchiolii, suoni improvvisi e silenzi pesanti accompagnano l’esplorazione, rendendo l’esperienza più immersiva. Pur non essendo particolarmente vario, l’impianto sonoro è ben dosato e contribuisce in modo efficace alla costruzione dell’ansia.

Apartment No 129 Recensione

Nel complesso, sul piano tecnico Apartment No 129 mostra una cura che non sempre si vede in produzioni di questa fascia, e rappresenta uno dei motivi principali per cui il titolo riesce a mantenere vivo l’interesse.

Gameplay e controlli: il vero tallone d’Achille di Apartment No 129

Purtroppo, è sul fronte del gameplay che emergono i limiti più evidenti. Il gioco abbraccia la filosofia del survival horror, puntando su esplorazione lenta, gestione delle risorse e momenti di tensione. L’intenzione è chiara e anche comprensibile, ma l’esecuzione risulta eccessiva.

I movimenti del personaggio sono estremamente lenti, forse troppo anche per gli standard del genere. Se da un lato la lentezza può contribuire a creare vulnerabilità e tensione, dall’altro qui finisce per diventare frustrante. Muoversi negli ambienti dà spesso la sensazione di trascinare il personaggio, spezzando il ritmo e rendendo alcune situazioni inutilmente macchinose.

Il sistema di controllo appare fin troppo legnoso, con una risposta poco reattiva che penalizza sia l’esplorazione sia gli eventuali scontri. Anche le meccaniche di gioco non brillano per originalità: enigmi semplici, interazioni ambientali ripetitive e una struttura che tende a reiterarsi senza introdurre variazioni significative.

Con il passare del tempo, il loop di gioco diventa prevedibile e perde mordente, minando l’efficacia dell’atmosfera costruita così bene sul piano tecnico e narrativo.

Longevità ridotta e ripetitività

Un altro aspetto che pesa sul giudizio finale è la bassa longevità. L’avventura può essere portata a termine in poche ore, e la ripetitività delle dinamiche di gameplay fa sì che il titolo non riesca a lasciare un segno duraturo. Non ci sono vere deviazioni, né scelte che cambiano l’approccio o il ritmo dell’esperienza.

Questo non sarebbe necessariamente un problema, se la varietà delle situazioni fosse maggiore. Invece, Apartment No 129 tende a riproporre spesso le stesse soluzioni, riducendo progressivamente l’impatto emotivo delle sue trovate.

Apartment No 129 Recensione – IN CONCLUSIONE

Tirando le somme, Apartment No 129 è una produzione che merita la sufficienza, ma fatica ad andare oltre. Il voto 6 è giustificato da una serie di elementi positivi e negativi ben bilanciati.

La sufficienza arriva grazie a:

un prezzo contenuto, che rende il titolo accessibile;

una cura notevole del background narrativo, con una storia delle due ragazze che resta impressa;

una realizzazione tecnica audiovisiva sorprendente, soprattutto per quanto riguarda luci, ombre e sound design.

Dall’altra parte, però, la bassa longevità, un sistema di controllo eccessivamente legnoso e meccaniche di gameplay troppo reiterate finiscono per tarpare le ali a una produzione che avrebbe potuto osare di più.

Resta comunque la sensazione che il team di sviluppo turco abbia buone potenzialità. Apartment No 129 mostra idee interessanti e una sensibilità tecnica non comune: se questi elementi verranno sviluppati e rifiniti in futuro, è lecito aspettarsi risultati ben più ambiziosi. Per ora, si tratta di un horror discreto, consigliato agli appassionati del genere più curiosi, ma lontano dall’essere memorabile.

Apartment No 129 Recensione – VOTO: 6