Tomb Raider Recensione Playstation 3 Xbox 360 PC

Postato Mar 6 2013 - 12:00am da ITG

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Tra le icone della storia dei videogiochi non possiamo non annoverare quell’intrepida e attraente archeologa che risponde al nome di Lara Croft. Dalla sua comparsa ne è passata di acqua sotto i ponti e, come per tante altre serie che hanno intrapreso la stessa strada ultimamente (basti pensare al riuscitissimo Devil May Cry), anche per la nostra eroina è arrivato tempo di reboot, di ricominciare da capo cercando di cavalcare i dettami del tempo presente.

In Tomb Raider troveremo una Lara ancora ventunenne, in mare per un viaggio nel pacifico, che si ritrova naufraga su un’isola antica ed ostile, sulla quale dovrà cercare di salvare gli altri superstiti ed affrontare le insidie mortali che incombono su tutti loro. L’unica via d’uscita sarà evolvere da fragile ragazzina a tenace sopravvissuta, per annientare le forze ostili che popolano la leggendaria Yamatai.

I cambiamenti col passato saltano subito agli occhi, Lara ha molti anni in meno (e anche qualche taglia, dobbiamo dirlo), i suoi lineamenti sono decisamente più realistici e, soprattutto, dovrà imparare a sopravvivere potendo contare solo su sé stessa.

Per questi motivi, l’inizio del gioco ha dinamiche decisamente survival, in cui la nostra Lara dovrà lottare con le unghie e con i denti per restare in vita: la vedremo ferita e sanguinante, costretta anche a procacciarsi il cibo cacciando.

Superate però le prime ore di gioco il titolo entra su binari più “standard”, e si fa anche evidente la fonte di ispirazione, vale a dire Uncharted. In effetti, quasi fosse una versione femminile di Nathan, Lara vedrà alternarsi fasi di sparatorie con altre più ginnico-esplorative (ed in questo secondo caso dobbiamo sottolineare come le doti atletiche della nostra eroina sia superiori a quelle del protagonista di Uncharted, rendendo il titolo più divertente da giocare).

Non mancheranno poi fasi stealth ed enigmi vari, alcuni davvero difficili da poter essere portati a termine. I punti deboli risiedono sostanzialmente nella scarsa reattività e competitività dei nemici, che trasformeranno le sparatorie in carneficine ed in un comparto multiplayer poco convincente, che sembra più “appiccicato” per senso del dovere che per forte convinzione.

Dal punto di vista tecnico Tomb Raider fa bella mostra di sé, grazie soprattutto alla realizzazione dell’isola (dimenticavamo, tutto il gioco è ambientato in una splendida ed enorme isola) ricca di paesaggi mozzafiato e di scenari piuttosto diversificati tra loro. Più che buone le animazioni, mentre i modelli poligonali soffrono di qualche problemino col ragdoll e di compenetrazione, ma sono difetti veniali. Buono il sonoro, con musiche d’atmosfera ed un doppiaggio italiano ben recitato.

IN CONCLUSIONE
Se i risultati dei vari reboot sono quelli che ci offrono titoli come Devil May Cry e Tomb Raider, non possiamo che sperare che simile politica prenda piede sempre più. Nel caso di Lara Croft, i Crystal Dynamics hanno compiuto un’operazione intelligente, che ha ringiovanito la celebre archeologa non solo dal punto di vista anagrafico ma anche da quello dell’immagine, rendendola quindi più al passo coi tempi. Anche il gameplay è stato totalmente cambiato e, prendendo ispirazione da Uncharted, è stata proposta un’alternanza di fasi sparacchine e di fasi ginnico-esplorative, amalgamate in maniera convincente ed infarcite con elementi di enigmistica che sapranno darvi del filo da torcere. Unici nei sono la scarsa reattività dei nemici ed un comparto multiplayer un po’ sottotono, difetti che comunque non vanno a rovinare un quadro globale di elevata qualità.

GLAMOUR 8
GRAFICA 9
SONORO 9.2
GAMEPLAY 8.8
LONGEVITA’ 9
TOTALE 8.8

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