Ace Combat 7 Skies Unknown – La Recensione

Postato Gen 21 2019 - 8:24am da ITG

L’ultimo capitolo numerato di Ace Combat risale addirittura al 2007. Fires of Liberation uscì in esclusiva su Xbox 360. Poi in questi dodici anni prima di Skies Unknown, sono arrivati vari spin off per varie piattaforme ma Ace Combat 7, che rappresenta anche il debutto del brand su Playstation 4 (la versione da noi testata con di supporto a Playstation VR) ed Xbox One, rappresenta una rinascita importante per un brand che ci tiene compagnia dalla metà degli anni ’90.

Secondo l’opinione di chi sta scrivendo questa recensione, Ace Combat 7 Skies Unknown (qui tutti i voti e le recensioni italiane) rappresenta il non plus ultra di come una serie dovrebbe mantenersi al passo con i tempi senza snaturarsi.

Questa alchimia è composta dai seguenti ingredienti. In primis con il passaggio all’Unreal Engine 4 e ad altri tool di ultima generazione, Ace Combat non ha mai brillato come in questo nuovo capitolo. La qualità grafica fa un enorme passo avanti e sfrutta al meglio la potenza delle attuali console. Il tutto non soltanto è fine alla sola bellezza visiva ma il meteo dinamico va ad incidere direttamente nello svolgimento delle missioni stesse, garantendo una varietà mai vista prima.

A questo aggiungiamo due aspetti oramai fondamentali per il successo di un videogame al giorno d’oggi: la possibilità di personalizzare gli aerei ed il multiplayer online. In entrambi i casi Ace Combat 7 Skies Unknown soddisfa al meglio le esigenze di giocatori vecchi e nuovi della serie senza davvero tralasciare alcun minimo dettaglio.


Se dunque quanto sopra esposto rappresenta il nuovo, dall’altro lato Ace Combat 7 da un punto di vista dell’esperienza di gioco va a riscoprire il suo gameplay originario, eliminando alcune delle novità introdotte negli ultimi capitoli come l’autolock ed i quick time event non particolarmente graditi allo zoccolo duro dei fan di vecchia data.

AC7 torna così ad un gameplay sicuramente arcade e senza velleità simulative ma che per forza di cose, vista la sua natura di shooter a bordo di un aereo da guerra, ha le caratteristiche adatte a farci davvero sentire un pilota alla Tom Cruise in Top Gun.

Lo story mode di Ace Combat 7 è composto da 20 missioni collegate da una trama molto “nipponeggiante” in un universo immaginifico immaginario ma comunque verosimile. Non si può parlare di un capolavoro narrativo ma ci manteniamo decisamente su livelli più che discreti. Peccato soltanto che alcuni aspetti del plot vengano sviscerati nei dialoghi in game. Essendoci in italiano soltanto i sottotitoli, quando si è presi dall’azione qualcosa può perdersi ma in fin dei conti si tratta di un problema che troviamo anche in un certo GTA V…

Prima di giungere alle conclusioni, un paragrafo lo merita l’esperienza proposta da Playstation VR. I possessori della realtà virtuale firmata Sony possono affrontare una sorta di prequel allo story mode disponibile per tutti composto da tre missioni. Un “antipasto” sensazionale davvero con cui sembra davvero di essere all’interno di una cabina di volo. L’unico problema è rappresentato dalla bassa durata (non ci impiegherete più di un’ora a completarle) compensato comunque da due modalità supplementari ovvero volo libero e spettacolo aereo in cui potremo godere da spettatori di fantastiche coreografie aeree.

IN CONCLUSIONE
Come scritto all’inizio di questa recensione, era davvero difficile chiedere di più ad Ace Combat 7, una perfetta alchimia tra le esigenze e le richieste dei giocatori nel 2019 senza rinnegare però l’essenza più profonda della serie che ci accompagna dalla metà degli anni ’90. Forse i possessori di Playstation VR potranno trovare le missioni presenti per la realtà virtuale soltanto un contentino ma l’esperienza proposta è davvero stupefacente con il caschetto in testa. Se amate la serie o vi affascinano i duelli aerei alla Top Gun, non potete lasciarvelo davvero sfuggire insomma.

VOTO: 9 

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