l ritorno di Borderlands con il quarto capitolo numerato, Borderlands 4, rappresenta una delle uscite più attese degli ultimi anni. Dopo un terzo episodio accolto con entusiasmo ma anche con qualche perplessità, Gearbox ha deciso di alzare ulteriormente la posta in gioco, portando i giocatori in un mondo del tutto nuovo: Kairos, un pianeta misterioso e ricco di segreti, che diventa il teatro di nuove avventure, scontri e colpi di scena. Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X e PC, il titolo si propone come una delle esperienze più complete nel panorama dei looter-shooter moderni.

Questa recensione si concentra sulla versione PS5, che si distingue per fluidità e resa grafica, pur non essendo esente da qualche difetto tecnico. Ma andiamo con ordine, analizzando le tante novità e le solide conferme che caratterizzano Borderlands 4.

Un nuovo inizio per Borderlands 4: il pianeta Kairos

La saga di Borderlands ci ha abituati a mondi selvaggi, desertici e sopra le righe. Dopo Pandora e le sue lune, era forse inevitabile che il quarto capitolo scegliesse un cambio radicale di ambientazione.  La prima cosa che colpisce il giocatore è la mappa, che questa volta si estende come un vero e proprio open world quasi privo di caricamenti. Passare da una regione all’altra risulta naturale e immersivo, un netto passo avanti rispetto alle aree più compartimentate dei capitoli precedenti. Girare su Kairos diventa un piacere di per sé, complici anche i veicoli aggiornati, più veloci e personalizzabili.

Visivamente, il pianeta riesce a trasmettere un senso di varietà sorprendente: si passa da villaggi sospesi su enormi alberi a metropoli futuristiche dominate da neon e propaganda, fino a zone più cupe e inquietanti che fanno presagire la presenza dei nuovi villain.

I nuovi villain: il Cronocustode e i suoi seguaci

La narrativa di Borderlands 4 si regge su una nuova galleria di antagonisti memorabili. Al vertice si trova il Cronocustode, una figura enigmatica e potente che trae la sua forza dal dominio del tempo stesso. Questo boss finale non si limita a fare da comparsa narrativa, ma influenza attivamente il gameplay: alcune battaglie contro di lui o i suoi accoliti introducono meccaniche legate alla manipolazione temporale, con rallentamenti, accelerazioni improvvise e zone dove le regole del gioco sembrano ribaltarsi.

Accanto al Cronocustode si muovono tre figure di spicco. Questi comprimari non sono semplici boss da affrontare a fine livello: ciascuno porta avanti un proprio arco narrativo, con missioni dedicate e una caratterizzazione più approfondita rispetto al passato. Questo approccio rende la storia di Borderlands 4 più coinvolgente e stratificata.

Il gameplay: tra conferme e nuove possibilità

Sul fronte del gameplay, Borderlands 4 rimane fedele alla sua anima: un looter-shooter esplosivo, ironico e frenetico. Tuttavia, Gearbox ha introdotto numerose novità che migliorano sensibilmente l’esperienza.

Le armi sono più varie che mai: oltre alle classiche pistole, fucili e lanciarazzi, troviamo ora strumenti ibridi che combinano diverse modalità di fuoco, oltre ad armamenti “anomali” che si adattano alle situazioni di combattimento. Alcune armi, ad esempio, sfruttano cristalli di Kairos per generare effetti elementali unici.

La personalizzazione dei personaggi raggiunge livelli mai visti nella serie. Non si tratta solo di skin estetiche, ma anche di alberi delle abilità modulabili e combinabili. Ogni classe offre più rami evolutivi che possono essere incrociati, consentendo di creare build uniche. Vuoi un personaggio che alterni scatti fulminei e poteri psionici? Oppure un tank indistruttibile che rigenera munizioni per il gruppo? Le possibilità sono vastissime.

Borderlands 4

La cooperativa: il cuore pulsante della serie

Come sempre, il cuore dell’esperienza di Borderlands rimane il gioco in cooperativa fino a 4 giocatori. Su PS5 la connessione è stabile e fluida, e la possibilità di condividere loot senza complicazioni rende l’esperienza di gruppo ancora più appagante.

La scelta di mantenere un sistema di loot istanziato, che permette a ciascun giocatore di ricevere il proprio bottino, elimina conflitti e rende ogni sessione più equilibrata. L’umorismo tipico della serie esplode nelle battute tra compagni e NPC, con missioni secondarie folli e assurde che spezzano la tensione degli scontri principali.

Aspetti tecnici di Borderlands 4: luci e ombre

Sul piano tecnico, Borderlands 4 su PS5 mostra i muscoli ma non nasconde del tutto i suoi limiti.

Il cel shading, marchio di fabbrica della serie, continua a funzionare egregiamente. Maschera bene alcuni difetti delle texture e mantiene uno stile visivo unico e riconoscibile. Tuttavia, nelle aree più affollate o durante esplosioni particolarmente caotiche, si notano alcuni calo di frame e piccoli rallentamenti. Non sono frequenti al punto da compromettere l’esperienza, ma abbastanza da ricordare che il gioco non è tecnicamente perfetto.

Il caricamento quasi inesistente delle mappe è una conquista notevole, resa possibile dal SSD della PS5, e contribuisce a rafforzare il senso di immersione.

Borderlands 4

Colonna sonora: buona ma non indimenticabile

La musica di Borderlands 4 accompagna bene le fasi di gioco, alternando brani più intensi nelle battaglie a sonorità ambientali durante l’esplorazione. Tuttavia, non raggiunge vette memorabili: manca quel brano orecchiabile o quel tema iconico che resti impresso dopo aver spento la console.

Detto ciò, la soundtrack svolge egregiamente il suo compito, senza mai risultare fastidiosa o fuori luogo. È semplicemente un comparto “buono ma non eccezionale”.

Un titolo per i fan e non solo

Uno dei meriti maggiori di Borderlands 4 è quello di riuscire a riconquistare i fan storici che avevano storto il naso con il terzo capitolo. La trama, più matura e avvincente, i villain ben caratterizzati e le nuove possibilità di personalizzazione riportano la serie ai suoi fasti, pur senza rinunciare all’umorismo demenziale che la contraddistingue.

Allo stesso tempo, il gioco si apre anche ai nuovi arrivati grazie a un tutorial ben strutturato e a un ritmo narrativo che non richiede di conoscere ogni dettaglio dei capitoli precedenti.

Borderlands 4 Recensione – IN CONCLUSIONE

Borderlands 4 non è perfetto: i problemi tecnici, qualche rallentamento e una colonna sonora non memorabile impediscono al titolo di raggiungere l’eccellenza assoluta. Tuttavia, la qualità complessiva è tale da rendere questi difetti piccoli nei confronti della grandezza del pacchetto offerto. Il nuovo pianeta Kairos, i villain iconici guidati dal Cronocustode, l’enorme mappa quasi priva di caricamenti, le possibilità di personalizzazione e il gameplay cooperativo esplosivo fanno di Borderlands 4 un titolo imperdibile per chiunque ami i looter-shooter e gli universi sopra le righe. Pur con le polemiche relative all’ottimizzazione, soprattutto su PC, sarebbe un errore imperdonabile lasciarsi sfuggire un’avventura di questa portata. Borderlands 4 è un giocone che segna un ritorno in grande stile per la saga. I fan storici troveranno esattamente ciò che desideravano, mentre i nuovi giocatori avranno l’occasione perfetta per immergersi in un mondo folle, affascinante e pieno di caos.

Borderlands 4 Recensione – VOTO: 9