Ogni videogiocatore che si rispetti sa bene che il genere videoludico che da anni va per la maggiore è quello degli FPS e che tra questi a farla da padrone è l’osannatissimo e allo stesso tempo criticatissimo Call of Duty. Activision è stata brava ad evitare che i giocatori si stancassero del brand riproponendo sì uscite a cadenza annuale, ma prima parimenti suddivise tra Modern Warfare e Black Ops per poi, negli ultimi due anni, proporci due ulteriori sotto brand, Ghosts ed il qui presente Advanced Warfare appena arrivato su Playstation 4, Playstation 3, Xbox One, Xbox 360 e PC.

A fronte di chi considera queste serie come il massimo che il mercato possa offrire al momento, non manca chi si lamenta del fatto che i passi vanti tra un capitolo e l’altro sono minimi se non del tutto assenti. Come sono andate le cose quindi con il debutto all’interno della serie per Sledgehammer Games? Continuate a leggere per scoprirlo!

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Call of Duty: Advanced Warfare prefigura i probabili campi di battaglia del futuro (il gioco è infatti ambientato fra circa 50 anni), dove tattica e tecnologia si sono entrambe evolute, dando il via ad un nuovo modo di combattere le guerre: droni super tecnologici e soldati potenziati da esoscheletri capace di regalargli una forza sovrumana e capacità fisiche inimmaginabili come compiere salti di oltre 10 metri senza alcun problema. Di rilievo anche l’armamentario in fatto di granate “intelligenti” ed armi con mirini capace di scovare il nemico ovunque.

La trama di AW è meno canonica del solito. Quella che all’inizio sembra essere la solita e consueta minaccia terroristica globale, in realtà nasconde qualcosa di ancora più tremendo. Sullo sfondo c’è una mega corporazione dell’industria bellica capitanata da Jonathan Irons che diverrà così potente da avere un seggio permanente all’ONU e ad avere giurisdizione al di sopra degli stati nazionali. Uno scenario da incubo ma osservando quanto sta accadendo nel mondo,non così lontano dalla realtà.

Come forse già saprete, Jonathan Irons è la versione virtuale del premio Oscar Kevin Spacey e questo elemento regala ancora di più un tocco cinematografico alla campagna singleplayer. Magistrale anche l’interpretazione di Roberto Pedicini, il doppiatore di Spacey per il nostro paese, che ci regala la migliore interpretazione di un personaggio all’interno di un videogame, alla pari di Giorgio Melazzi nei due primi capitoli di Max Payne.

La campagna single player, per quanto ancora una volta non troppo longeva (dura all’incirca fra le sei e le sette ore), riesce a divertire ed esaltare il giocatore come pochi altri titoli, regalando momenti epici, drammatici e galvanizzanti. I programmatori poi non si sono risparmiati in fatto di ambientazioni, regalandoci un viaggio tra vari continenti e situazioni di gioco completamente differente con l’utilizzo anche di vari mezzi di trasporto (alcuni veramente sorprendenti). Da questo punto di vista, abbiamo rivisutto l’epicità dei primissimi Call of Duty, quelli ambientati nella Seconda Guerra Mondiale e che avevano creato un clamoroso gap con tutti gli altri FPS in fatto di narrazione ed immersività.

Ovviamente dopo l’antipasto della campagna in singleplayer, c’è la massiccia componente multiplayer. Anche nel gioco on line,le nuove potenzialità date dall’esoscheletro con doppi salti incredibili ed armi mai viste prime, regalano molte novità nell’esperienza di gioco stessa che in termini di velocità ricordano Destiny e Titanfall. Le mappe presenti inizialmente sono 12, tutte di ottima fattura sotto il profilo del level design ed eccellentemente variegate. Immancabile poi la progressione del personaggio in vari parametri, cosa che è stata implementata anche nel single player.

L’ultima possibilità di gioco prevista da Call of Duty Advanced Warfare è rappresenta dal co-op mode chiamato Sopravvivenza Exo per un massimo di quattro giocatori. Nei tredici livelli suddivisi in 4 fasce tutto quello che dovremo fare (si per dire…) è di sopravvivere alle sempre più massicce ondate di nemici che vorranno farvi fuori. Peccato per non aver arricchito il tutto di una base narrativa ma come variazione sul tema, Sopravvivenza Exo ci ha ampiamente convinto.

Dal punto di vista tecnico (abbiamo testato la versione Playstation 4), il gioco si presenta con una veste ottima, grazie al nuovo engine 3D che riesce a muovere fluidamente a 60 fps scenari dettagliati (e diversificati) e soldati splendidamente animati. Ovviamente un titolo cross-gen risente della lavorazione su hardware con potenzialità molto diverse e così alcuni elementi delle ambientazioni risultano essere in bassa definizione ma nell’insieme AW ci ha convinto senza ombra di dubbio con cut scene ai limiti del fotorealismo, effetti luce fantastici ed una pulizia dell’immagine elevatissima.

Buono il sonoro che per quanto non raggiunga i livelli di alcune delle produzioni precedenti (troppi i momenti senza accompagnamento musiciale), è caratterizzato da una colonna ispirata e da un ottimo doppiaggio in italiano anche se non a livello di quanto offerto dal doppiatore di Kevin Spacey che indubbiamente risalta sugli altri.

IN CONCLUSIONE
Call of Duty Advanced Warfare, secondo la nostra opinione, è il perfetto di mix fra tradizione della serie ed innovazione. Le caratteristiche tipiche di una delle serie di maggior successo nella storia dei videogiochi sono nuovamente qui e questo ovviamente confermerà le posizioni di chi ama e chi odia il brand Activision. Il futuro a tinte fosche immaginato da Sledgehammer è il perfetto campo di battaglia per una campagna single player spettacolare ed avvincente come non mai ed una componente multiplayer potenzialmente infinita ed in grado di recepire tutte le novità date dall’introduzione degli esoscheletri e delle nuove armi. Il Co-Op è la ciliegina di un titolo già da record e che ci sentiamo di consigliare senza esitazioni.

GLAMOUR 10
GRAFICA 9
SONORO 8
GAMEPLAY 9
LONGEVITA’ 9
TOTALE 9