Dead Island 2 Recensione dell’attesissimo sequel della serie “zombesca”. Pronti a tuffarvi nell’inferno di Hell-A su console Playstation (la versione da noi testata, più esattamente su PS5), Xbox e PC?

Prima però una breve ricostruzione sulla storia della serie. Nell’oramai lontano 2011 si affacciava nel mondo dei videogiochi una nuova saga horror, decisa a conquistare fan tra gli amanti dei zombie games, ovviamente capitanati da Resident Evil anche grazie ad uno dei migliori trailer mai realizzati fino a quel momento. Quel titolo si chiamava Dead Island e fu realizzato dai programmatori Techland per Deep Silver che due anni dopo regalarono un sequel spin off alla community di appassionati chiamato DI Riptide.

Nel 2016 poi arrivò la Definitive Collection con entrambi i capitoli rimasterizzati per PS4, Xbox One e PC. Nel frattempo per il sequel diretto del gioco annunciato già nel 2014 si sono succeduti vari team che quasi per una sorte di maledizione improvvisamente si fermavano. Prima Techland, poi Yager ed infine Sumo Digital lasciarono sempre Deep Silver con il cerino in mano.

Che però non si arrese e diede mandato ad un suo team interno, Dambuster Studios che finalmente han realizzato il progetto che già trovate nei negozi. Per la cronaca questo team ha una storia importante visto che è l’erede di Free Radical Design, ovvero coloro che hanno realizzato la serie di Time Splitters, si è occupata di vari capitoli di Crysis e moltissimo altro ancora…

Ed ora è arrivato finalmente il momento di parlare del gioco in questione che potrete gustarvi fino in fondo anche se non avete giocato i suoi predecessori. Ambientato a Los Angeles, o HELL-A come è stata ribattezzata nel gioco, potremo calarci nei panni di uno dei sei sopravvissuti all’ennesima apocalisse zombie. Ogni alter ego, davvero sui generis (esattamente come anche i personaggi non giocabili…), ha la propria personalità e una gamma unica di abilità, che può essere personalizzata utilizzando un sistema di Skill Card.

Con la città in quarantena a causa di un virus mortale, tocca a noi, in qualche modo immuni alla contagiosità zombie, intraprendere un epico viaggio splatter pulp, così da incontrare un folle cast di personaggi ed esplorare luoghi famosi come Beverly Hills, Venice Beach e Santa Monica per scoprire la verità che si cela dietro l’epidemia.

Dead Island 2, al di là della trama, ha come obiettivo principale darci il piacere di far fuori centinaia e centinaia di zombie nella missione principale, nelle side quest e nelle sfide con armi da fuoco, armi bianche o magari sfruttando le ambientazioni, l’elettricità o gli esplosivi. Lo abbiamo già fatto in tanti altri giochi ma i programmatori di Dambuster ci concedono qualcosa in più ovvero il sistema F.L.E.S.H. (Fully Locational Evisceration System for Humanoids), che rende lo smembramento particolarmente cruento.

Siamo di fronte ad una evoluzione sostanziale da questo punto di vista con zombie che possono essere smembrati in ogni modo e che subiscono in modo preciso come non mai le conseguenze dei nostri colpi portati in viso, sul tronco o sugli arti. Per gli amanti dello splatter sarà davvero da orgasmo! Non solo tra l’altro conseguenze “estetiche” ma anche sulla loro capacità di deambulazione. Da questo punto di vista il F.L.E.S.H. è una incredibile innovazione che merita tutte le nostre lodi.

Dead Island 2, giocabile in single player o in cooperativa on line per un massimo di tre giocatori, ha solo un non punto di forza (perché parlare di punto debole sarebbe eccessivo) che è una realizzazione tecnica generale più che discreta ma non eccellente e che paga probabilmente lo scotto della produzione crossgen e una gestazione tutt’altro che semplice fin quando non è stato Dumbuster Studios ad assumersi il ruolo di sviluppatore del gioco. Il sonoro è piacevole sotto ogni punto di vista: i dialoghi, purtroppo, non sono stati localizzati in italiano e nel nostro idioma dobbiamo accontentarci dei sottotitoli.

Dead Island 2 Recensione – IN CONCLUSIONE
Dead Island 2 ci ha convinti in pieno. Un action in prima persona pieno di zombie entusiasmante sotto certi versi grazie al F.L.E.S.H. e con un approccio old school particolarmente gradito da queste parti. Il suo non punto di forza (perché parlare di punto debole sarebbe eccessivo) è in una realizzazione tecnica che paga lo scotto della produzione crossgen e una gestazione tutt’altro che semplice fin quando non è stato Dumbuster Studios ad assumersi il ruolo di sviluppatore del gioco.

Dead Island 2 Recensione – VOTO: 8.5