Dino Dini’s Kick Off Revival per PS4: La Recensione di Luca Campana

Postato Giu 30 2016 - 6:57pm da ITG

Dopo 22 anni, Dino Dini torna alla ribalta con una nuova versione del suo celebre “Kick Off”. Il gioco è attualmente in esclusiva per PS4, con arrivo a breve termine anche su PS Vita. Vale la pena tornare a immergersi nel gioco di calcio più famoso e giocato dei primissimi anni ’90? Ve lo diciamo noi!

IL VECCHIO CHE AVANZA
Qualche mese fa, quando ho letto del ritorno di “Kick Off”, un brivido di emozioni mi ha attraversato tutto il corpo. Nonostante io non fossi nemmeno nato all’uscita del primo capitolo della saga, da appassionato di retro-gaming ho avuto la fortuna di giocare a quasi tutti i titoli calcistici creati da Dino Dini.

Ci sono voluti 22 anni per vedere il ritorno dello sviluppatore Italo-Britannico dopo l’ultimo suo gioco, ovvero “Dino Dini’s Soccer” (1994), ma ora è tornato, e ci ha promesso un gioco che ci avrebbe riportato indietro con la mente, come se fossimo proprio nei primi anni ’90. Sarà riuscito nell’impresa?  La risposta è: NI.

Con “Dino Dini’s Kick Off Revival” la sensazione di giocare a un gioco della saga “Kick Off” c’è tutta. Il gameplay è rimasto quasi identico a quello dei primissimi “Kick Off”, con le sue scivolate chilometriche e i gol anche dalla posizione più improbabile. Purtroppo però, al momento del rilascio, il gioco risulta incompleto, con pochissime modalità (e pochissime squadre), e tanti, troppi difetti. Inoltre il gioco (a dispetto da quello che la copertina della copia fisica facesse pensare) non è nemmeno stato tradotto in Italiano, ma è solo in inglese, ma di tutte le cose negative da elencare, questa mi sembra la meno grave.

MENÙ? MENÒ!
Il menù di Kick Off è semplicissimo, e ce lo si poteva anche aspettare da un gioco che altro non vuol fare che riportare indietro di 20 anni gli appassionati dei giochi di calcio. Ci troveremo davanti a una schermata dove potremo scegliere se giocare o far pratica.

Scegliendo “Play”, entreremo in quello che è il mondo di questo nuovo “Kick Off”, e potremo scegliere se fare una partita a 1 o 2 giocatori, se giocare alla competizione “European Cup”, o se giocare online. Qualunque modalità di gioco sceglieremo, comunque, avremo a disposizione solo 24 squadre, che sono le partecipanti di “Uefa Euro 2016”, anche se lo sviluppatore ha promesso nuove squadre e nuove modalità con i prossimi DLC.

Scegliendo invece “Practice” entreremo, appunto, nella modalità di pratica del gioco, dove in teoria dovremmo imparare a prender confidenza con i comandi del gioco, ma in pratica non è proprio così.

La modalità pratica prevede la nostra squadra al completo, contro il portiere di una squadra avversaria casuale. Avrà la stessa identica durata di una partita normale (cosa inconsueta per una qualunque modalità pratica), e il nostro scopo sarà quello di raggiungere degli obbiettivi che non sapremo mai quali sono. O meglio, ci sono, ma nessuno ci spiegherà come raggiungerli.

Troveremo dei cerchi rossi sparsi per il campo, i quali verranno azionati passandoci sopra con il giocatore in possesso palla. Allora partirà un timer, e noi dovremo compiere ciò che c’è scritto dentro il cerchio rosso. C’è ad esempio il cerchio con l’obbiettivo “Gol da Centrocampo”, o quello “passaggio corto”.

Non vi nego di essere riuscito a completarne solo uno, e questo è dovuto in minima parte alla difficoltà iniziale del dover prendere confidenza con il gioco, ma soprattutto al fatto che non ci sia alcuna spiegazione del come eseguire le azioni richieste. In poche parole la pratica consiste nel dover intuire da soli come svolgere il tutto, a furia di tentativi. Insomma, se il gioco è difficile, la pratica rischia di esserlo ancora di più. Ah, che il gioco è difficile non ve lo avevo ancora detto? Allora diamo un’occhiata al gameplay!

SCIVOLATA, TIRO, GOL!
Le meccaniche di gioco di questo “Kick Off Revival” sono rimaste grosso modo quelle dei suoi predecessori. Partite da due tempi, della durata di cinque minuti ciascuno, che non potremo modificare in quanto non vi sono opzioni che ci permettono di settare il gioco come più ci piace (ad esempio nemmeno la difficoltà è settabile).

Scendiamo in campo, e l’ingresso delle due squadre è rimasto quello di sempre, e subito mi sono mi emozionato vedendolo. Emozioni finite lì, però. Al calcio d’inizio della mia primissima partita, nemmeno il tempo di portarmi avanti la palla che già l’avevo persa. Tutto dipende dal movimento della levetta analogica sinistra: se io voglio andare in avanti, dovrò calibrare l’inclinazione della levetta, ovvero toccarla molto piano per non rischiare di allungarmi troppo la palla. Una barra della potenza sotto i piedi dell’omino ci indicherà quanta pressione stiamo applicando sull’analogico. Imparare a portar palla è un’impresa, ed anche dopo una decina di partite sarà difficilissimo controllare i movimenti del proprio calciatore.

Oltre alla levetta analogica, ci sarà un solo altro tasto da utilizzare: La X. Con la X passiamo la palla, calciamo in porta, scivoliamo, battiamo rimesse laterali, angoli, rigori e punizioni. E questo sicuramente non è un dispiacere per chi ha giocato i primi Kick Off, anche loro giocabili con solo i tasti direzionali e un solo tasto da spingere. Tornando al tasto X, una volta colpita la palla, giocando con una combinazione di movenze dell’analogico sinistro, potremo dare effetto al pallone, e anche questa è una funzione storica del gioco.

Per scivolare invece, tutto dipenderà da quanta potenza la nostra barra rileverà al momento della nostra pressione sul tasto X. Le scivolate sono chilometrice, divertenti, e finiscono quasi sempre con il fischio dell’arbitro che decreta fallo (almeno le nostre). A partita finita, sul campo saranno presenti righe lunghissime, a testimonianza di ogni singola scivolata che avremo fatto.

Un altro punto a sfavore del gioco è l’assoluta impossibilità di selezionare il giocatore, che verrà cambiato dal gioco quando ne avrà voglia, e spesso sarà troppo tardi per recuperare un pallone o comunque imbastire un’azione come si deve. Da rivedere, ancora, c’è l’arbitraggio: niente cartellini. E pensare che nello stesso gioco, e più di 20 anni fa, i cartellini erano ben presenti (il nostalgico “cartellino gaillo”).  Da segnalare i nomi storpiati dei calciatori, nell’Italia ad esempio potremo giocare con Andrew Ranacchia o Gianiluigi Booffon. Questa può essere una chicca divertente, magari per i fan dei primi Pes. Nel complesso, c’è veramente tanto, troppo da rivedere nel gameplay di “Kick Off Revival”. E chissà se basteranno i futuri DLC annunciati dallo sviluppatore (il primo in uscita dopo 3-4 settimane dal rilascio del gioco) per dare ai vecchi appassionati del titolo il divertimento che cercano in “Kick Off”.

ONLINE E ALTRE POSTILLE
Anche l’online presenta parecchi problemi, neanche a dirlo. Partiamo dalle modalità. Potremo giocare una partita contro un avversario casuale, oppure invitare un amico. E basta. Che potrebbe anche andare bene, se non fosse che nove partite su dieci saremo costretti ad abbandonarle per via dell’eccessivo lag, un lag che farà passare un secondo di gioco, UN SECONDO DI GIOCO, in 10/15 secondi reali. Inoltre, in apparente assenza di lag, ci troveremo di fronte ad un sostanziale ritardo nei comandi, davvero fastidioso. Quindi, strano ma vero, anche i server di gioco deficitano di parecchie difficoltà.

Tengo comunque a dire che, giocando qualche partita multiplayer in locale, il gioco, in tutta la sua incompletezza e, diciamolo pure, bruttezza, riesce a divertire. Entrare duro in scivolata sul giocatore controllato dall’amico, o ridere insieme del nome storpiato del calciatore di turno, è comunque già qualcosa. Nella speranza di vedere tra qualche mese un notevole passo avanti in generale.

IN DEFINITIVA
“Dino Dini’s Kick Off Revival” è un’occasione sprecata, almeno per ora. Già solo l’idea di rispolverare il titolo è ammirevole, ma si poteva, e doveva, fare di più. Non bastano 22 omini che corrono come pazzi, calciando siluri e facendo scivolate chilometriche, per restituire a “Kick Off” la sua brillantezza. Dini ha rilasciato un gioco incompleto, sia per quanto riguarda le modalità (e le squadre), sia per quanto riguarda il gameplay.  Ci ha promesso, però, che con il passare dei mesi il gioco sarà supportato e migliorato sempre di più, e che una volta migliorato il tutto avremo tra le mani un titolo che ci farà gridare “è tornato!”. Bene. Noi ce lo aspettiamo, e speriamo sarà davvero così. Nel frattempo, però, siamo costretti a giudicare quello che abbiamo tra le mani, ed è poco. Troppo poco.

VOTO: 3.5

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