It Takes Two recensione del nuovo titolo di Hazelight, lo studio di sviluppo di Josef Fares oramai specializzato in produzioni “cooperative only”. Prima di ITT infatti abbiamo avuto A Way Out ed entrambi hanno la caratteristica comune di richiedere la collaborazione di due giocatori per essere portato a termine.

Lo potrete fare su Playstation 5 (la versione da noi testata), Playstation 4, PC, Xbox One ed Xbox Serie X sia tramite split screen davanti alla stessa TV (o monitor) o in alternativa da remoto online. Grazie al pass friend incluso, il vostro amico non dovrà neppure acquistare il gioco e dunque con una sola copia potrete giocare in due.

L’incipit iniziale di It Takes Two è davvero inusuale per un videogame. Ci troviamo all’interno di una famiglia composta da tre persone, papà, mamma e figlia alla vigilia di un evento negativo: la separazione dei due coniugi. Per la bimba non è certo una bella notizia e con una “formula magica” spera di far ricongiungere i suoi genitori. Il fatto è che i due adulti si trasformano in due bambole di pezza senzienti che dovranno interagire con gli utensili di casa come martelli, aspirapolveri (tutti parlanti OVVIAMENTE…) e quant’altro per tornare alla “normalità”.

Da qui dunque comincia l’avventura con pad alla mano: It Takes Two si rivela un action platform di caratura eccezionale, vicinissimo ai migliori capitoli di Super Mario. La formula di puzzle, piattaforme ed azione è semplicemente perfetta con una varietà nel level design che non si vedeva davvero da moltissimo tempo.

It Takes Two

Poi con l’aspetto della necessità di cooperazione, si creano delle situazioni fantastiche da scoprire e vivere per un’esperienza di gioco che porta ad utilizzare assieme mente per comprendere i meccanismi dei vari marchingegni e mani per effettuare le operazioni in perfetta sincronizzazione con il partner.

Il tutto è inoltre condito da uno humor molto riuscito che strappa più di un sorriso soprattutto se il “secondo giocatore” sarà presente materialmente con voi. Dopo alcune centinaia di parole spese per incensare giustamente It Takes Two, evidenziamo anche la prima e unica criticità della produzione. Proprio per i tanti dialoghi e per le tante battute, sarebbe stato piacevole avere una localizzazione dei dialoghi in italiano. Il nostro idioma è presente sotto forma di sottotitoli ma per chi non ha una conoscenza della lingua inglese di elevatissimo livello, si perde un po’ della naturalità di ascoltare i dialoghi non in italiano. Peccato veniale sia chiaro, ma presente.

La realizzazione grafica delle 10-12 ore di gioco divise in 8 mondi di gioco è letteralmente strepitosa non tanto in fatto di freddi numeri su qualità delle texture o effettivi visivi quanto sulla cura dei dettagli e particolari. It Takes Two è davvero un gioco ben al di sopra della qualità dei videogiochi degli ultimi anni con una incredibile qualità di oggetti, ambientazioni, animazioni ed elementi presenti su schermo che lo rendono senza ombra di dubbio un vero e proprio capolavoro di creatività e design videoludico.

Il sonoro svolge bene il suo lavoro di accompagnamento anche se lo fa sullo “sfondo cognitivo” del giocatore visto che saremo sempre molto presi dall’azione tanto da rimanere ipnotizzati dallo schermo. Come detto i dialoghi non sono stati localizzati ma la qualità della recitazione in inglese è letteralmente di qualità cinematografica.

It Takes Two Recensione – IN CONCLUSIONE
Se escludiamo l’assenza della localizzazione in italiano per quanto riguarda i dialoghi che sarebbe stata decisamente gradita e la voluta impossibilità di essere giocato in singolo, It Takes Two non presenta alcun altro tipo di criticità, dimostrandosi un’avventura straordinaria da giocare in compagna che sia su split screen davanti allo stesso TV (o monitor) o da remoto on line. Un vero e proprio capolavoro firmato da Josef Fares e dal suo team oramai specializzato in produzione “cooperative only”. Da non perdere, ASSOLUTAMENTE!

VOTO: 9.5