John Carpenter Toxic Commando è il nuovo titolo di azione cooperativa che fonde la visione di un maestro del cinema horror con un gameplay frenetico e altamente strategico. Disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Serie X|S, il gioco è una celebrazione dell’azione pura, pensata per chi ama il caos controllato, le orde di nemici imponenti e un’ambientazione post-apocalittica dal tono ironico e grottesco. La nostra recensione si basa sulla versione Xbox Serie X, ma per semplicità ci riferiremo al gioco in generale senza ulteriori distinzioni di piattaforma.

Trama e ambientazione di John Carpenter Toxic Commando

In un futuro più o meno prossimo, un esperimento scientifico volto a sfruttare l’energia del nucleo terrestre prende una piega catastrofica. Il suolo viene trasformato in un fango tossico e gli esseri viventi contaminati diventano mostri non morti assetati di distruzione.

Dietro questa follia si cela Leon Dorsey, il genio dietro l’esperimento, che aveva un piano per risolvere la situazione: assumere una squadra di mercenari altamente addestrati in grado di ripristinare l’equilibrio. Purtroppo, i mercenari più qualificati risultano troppo costosi. Così nasce l’idea dei TOXIC COMMANDOS, un gruppo di soldati fuori dal comune, pronti a tutto pur di affrontare il disastro e completare missioni impossibili.

Il tono della narrativa è volutamente ironico, riflettendo il senso dell’umorismo che da sempre contraddistingue il lavoro di John Carpenter, il quale, pur essendo un maestro del cinema, ha deciso di non appesantire la trama, lasciando al gameplay il ruolo principale nel raccontare la storia. Questa scelta narrativa, se da un lato può lasciare chi cerca un’esperienza profondamente immersiva leggermente insoddisfatto, dall’altro valorizza l’azione e il divertimento immediato.

Gameplay e cooperativa

Il cuore pulsante di John Carpenter Toxic Commando è il suo gameplay cooperativo per quattro giocatori. Il gioco sfrutta l’avanguardistico Swarm Engine sviluppato da Saber Interactive, la stessa tecnologia dietro titoli come World War Z: Aftermath e Warhammer 40.000: Space Marine 2. Grazie a questo motore, le orde di zombie e nemici non morti sono memorabili, reagendo in massa ma anche singolarmente con comportamenti credibili, creando situazioni sempre diverse e imprevedibili.

John Carpenter Toxic Commando Recensione

Il gameplay punta sull’azione coordinata: ogni missione richiede una strategia precisa, gestione delle risorse e collaborazione costante tra i membri del commando. Le abilità dei personaggi sono diversificate e complementari, rendendo fondamentale il lavoro di squadra. Le missioni sono ben strutturate e il level design è notevole: ogni area presenta percorsi multipli, ostacoli ambientali, nemici con comportamenti distinti e obiettivi secondari che incoraggiano l’esplorazione.

Il gioco riesce a bilanciare tensione e divertimento. Non mancano momenti di puro caos, con esplosioni, armi devastanti e orde di zombie che avanzano senza sosta, ma sempre intervallati da pause strategiche che permettono di riorganizzarsi e pianificare il prossimo assalto. Questo equilibrio è la chiave del divertimento, perché permette di vivere l’esperienza intensa e frenetica tipica di un action cooperativo, senza risultare mai frustrante.

John Carpenter Toxic Commando Recensione

Ironia e atmosfera di John Carpenter Toxic Commando

Uno dei punti di forza più evidenti è la forte componente ironica. I dialoghi, le situazioni assurde e la caratterizzazione dei personaggi trasformano un contesto post-apocalittico potenzialmente cupo in un’esperienza spassosa, capace di strappare un sorriso anche nei momenti più concitati. Questa leggerezza non compromette la tensione, anzi, diventa parte integrante del gameplay: la sensazione di caos è costantemente mitigata da battute e situazioni grottesche che alleggeriscono l’atmosfera.

Criticità principali

Nonostante i numerosi pregi, John Carpenter Toxic Commando presenta due criticità da considerare.

La prima riguarda la fruizione in solitaria. Il gioco permette di affrontare le missioni anche senza altri giocatori umani, con l’IA a controllare i membri rimanenti del commando. Sebbene l’intelligenza artificiale sia sorprendentemente efficace, capace di seguire strategie di base e supportare il giocatore, la mancanza di pause e di salvataggi automatici rende l’esperienza solitaria un po’ ostica da digerire. Questo dettaglio può risultare frustrante per chi ama giocare da solo, per quanto il titolo ovviamente il titolo sia principalmente progettato per il multiplayer.

La seconda criticità riguarda la componente narrativa. Avere un’autentica leggenda del cinema come John Carpenter coinvolta nel progetto suggeriva aspettative elevate per quanto riguarda la storia e la caratterizzazione dei personaggi. Tuttavia, come dichiarato dallo stesso Carpenter, il suo approccio da giocatore appassionato lo avrà dunque portato a privilegiare il gameplay rispetto a un approfondimento narrativo più corposo. Ne risulta una trama funzionale e sufficientemente intrigante, ma che potrebbe lasciare insoddisfatti coloro che cercano un’esperienza narrativa più ricca e cinematografica.

Mission design e level design

Uno degli aspetti più riusciti del gioco è il design delle missioni e dei livelli. Ogni scenario è pensato per sfruttare al massimo le meccaniche cooperative, con percorsi multipli, ostacoli ambientali e nemici che richiedono approcci differenti. La varietà degli scenari evita la monotonia: città distrutte, laboratori abbandonati e aree industriali contaminate offrono sfide diverse e opportunità strategiche uniche.

Il level design è inoltre ottimizzato per il multiplayer: le aree permettono di muoversi liberamente senza rischiare che un giocatore rimanga bloccato, e ogni missione offre punti di interesse e segreti che premiano l’esplorazione. Questo contribuisce a creare un’esperienza ricca e stimolante, in grado di coinvolgere il giocatore sia nella componente cooperativa sia nell’analisi tattica delle situazioni.

Tecnica e prestazioni

Su Xbox Serie X, John Carpenter Toxic Commando si comporta in maniera eccellente: frame rate stabile e una grafica dettagliata e convincente. Gli effetti di luce e particelle, uniti alla resa delle orde nemiche, rendono ogni combattimento intenso e visivamente appagante.

John Carpenter Toxic Commando Recensione – IN CONCLUSIONE

John Carpenter Toxic Commando è un titolo che riesce a coniugare azione frenetica, ironia e un multiplayer cooperativo di qualità. Nonostante le due criticità – la fruizione solitaria meno flessibile e la componente narrativa più limitata rispetto alle attese – il gioco riesce a intrattenere con efficacia e offre ore di divertimento, specialmente se affrontato con amici.

L’uso del Swarm Engine permette di gestire orde di nemici in maniera realistica e coinvolgente, il design dei livelli e delle missioni mantiene alta la tensione senza sacrificare la giocabilità, e l’ironia costante rende l’esperienza più leggera e godibile. La scelta di Carpenter di puntare più sul gameplay che sulla trama è coerente con l’obiettivo del gioco: offrire un’action cooperativa pura, immediata e intensa.

In conclusione, John Carpenter Toxic Commando si merita un voto di 8.5/10. È un titolo che conquista chi ama la cooperativa, la strategia in tempo reale e l’azione frenetica, con un tocco di ironia che lo rende unico nel panorama odierno. Anche se la trama avrebbe potuto essere più sviluppata e il gioco solitario meno vincolante, il divertimento e la qualità complessiva prevalgono, rendendolo un acquisto consigliato per chi cerca un’esperienza multiplayer memorabile.

John Carpenter Toxic Commando Recensione – VOTO: 8.5