Nel 2014 si affacciò sul mercato dei videogiochi un nuovo survival horror: The Evil Within. Dietro quel nome si nascondeva il papà di Resident Evil, Shinji Mikami, che ancora una volta fece centro con un titolo autoriale e capace di conquistare critica e pubblico. A distanza di circa tre anni siamo ben lieti di proporvi la recensione del sequel disponibile per Playstation 4 (la versione da noi testata), Xbox One e PC.

In primis c’è da dire che Mikami San per il sequel ha avuto “soltanto” il ruolo di producer mentre a seguire più da vicino la produzione c’è stato John Johanas che per il primo capitolo aveva realizzato i DLC The Assignment e The Consequence. Questo passaggio di consegne ha portato il videogame a rimanere sì fedele all’originale ma forse con qualche elemento più “occidentale” nell’interpretazione dell’horror ma potete stare tranquilli: anticipando le conclusioni, TEW2 ci è piaciuto veramente tanto.

Atmosfere cupe, piene di tensione, tantissimo horror e la sensazione tipica dei VERI survival, di trovarsi sempre vicini alla fine vuoi per un numero troppo elevato di avversari da sconfiggere, vuoi per situazioni sempre al limite e da nervi tesissimi, vuoi per le risorse limitate a disposizione. Sono nuovamente questi gli ingredienti di The Evil Within 2 (qui tutte le recensioni italiane) che vedrà ancora come protagonista l’ex detective Sebastian Castellanos.

The Evil Within 2 non è una serie rivoluzionaria ma indubbiamente è molto cupo, inquietante, splatter, “cattivo” sia visivamente ma anche nell’esperienza di gioco stessa. Anche a livello più semplice, la difficoltà è infatti clamorosamente elevata (in particolari per i devastanti boss di fine livello) ed il tasso di frustrazione mai così alto in un videogame si sopporta per l’incredibile qualità autoriale dell’esperienza proposta.

Non vogliamo anticiparvi nulla della trama per non rovinarvi alcuna sorpresa dell’intricata vicenda ma l’incipit è opportuno darlo. Dopo le vicende del primo capitolo, Sebastian si troverà costretto ad entrare dentro lo Stem, una elaborata realtà virtuale molto reale in stile Matrix realizzata da una grande e torbidissima società, per salvare sua figlia che pensava fosse morta. Grazie a questa trovata narrativa, l’elemento onirico di TEW2 ci regala un level design straordinario e capace di tenerci sulla corta per tutto il tempo e capace di trasformare anche una potenzialmente noiosa situazione di backtracking in qualcosa di sempre nuovo.

Quali le novità rispetto al primo capitolo? Oltre ad un albero abilità del personaggio molto più elaborato, dobbiamo evidenziare alcune (limitate) sequenze in stile open world dove potremo muoverci più liberamente del solito ed affrontare la situazione nel modo che preferiremo oltre a darci anche la possibilità di esplorazione del livello. Sia chiaro: niente che vada a snaturare l’esperienza di gioco del primo capitolo, ma una piccola contaminazione gradevole.

Proprio in queste sezioni però si fanno più evidenti i limiti tecnici del gioco che almeno su PS4 “base” soffre di alcuni tipici problemi visivi come la vegetazione che compare all’improvviso o rallentamenti nel frame rate. Problemi che nelle sequenze (la maggioranza) al chiuso non capitano mai e che anzi mettono in luce gli aspetti più riusciti del gioco come il sistema di illuminazione straordinario o la qualità delle texture dei vari personaggi, sia umani che “mostruosi”.

A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza di gioco ci pensa una colonna sonora riuscitissima sia nei temi musicali che negli effetti sonori, capaci di aumentare esponenzialmente la tensione del momento. Di eccellente fattura anche il doppiaggio in italiano, molto al di sopra della media e in larga parte di livello cinematografico.

IN CONCLUSIONE
Risulta veramente difficile non consigliare The Evil Within 2 a tutti gli amanti dei survival horror. Un’esperienza di gioco intensa, difficile e coinvolgente come poche altre, un level design stratosferico ed un’estetica sensazionale sono elementi più che sufficienti a chiudere un occhio su una realizzazione tecnica tutt’altro che scevra da alcune imperfezioni ma di fronte all’autorialità orrorifica di TEW2, vale sicuramente chiudere un occhio in merito.

VOTO: 9

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