Wolfenstein Youngblood Recensione

Postato Lug 26 2019 - 10:50am da ITG
Wolfenstein Youngblood Recensione

Wolfenstein Youngblood Recensione del titolo che a distanza di due anni da The New Colossus, porta avanti il reboot di una delle saghe più amate di tutti i tempi in campo di first person shooter. Se pur narrativamente si tratti di un sequel a tutti gli effetti visto che è ambientato negli anni ’80 “alternativi” dell’universo immaginifico di Wolfenstein, per varie ragioni il titolo non presenta una numerazione e ciò ci fa capire che si tratta di un vero e proprio spin-off della serie.

In primis perché non è presente il consueto protagonista William “B.J.” Blazkowicz, che lascia invece spazio alle sue due figlie gemelle, Jess e Soph. Inoltre le dinamiche di gioco sono sicuramente vicine alle serie ma con qualche novità importante anche grazie alla collaborazione nel processo di sviluppo del gioco di Arkane Studios.

Wolfenstein Youngblood Recensione – Primi 10 Minuti di Gioco in Italiano

Disponibile su Playstation 4, Xbox One e PC (noi abbiamo testato proprio quest’ultima), Wolfenstein Youngblood (qui tutte le recension italiane), rappresenta una interessante evoluzione del concetto tipico degli FPS firmati id Software. La novità più interessante riguarda indubbiamente il fatto che il gioco si sviluppa nella collaborazione fra le due sorelle gemelle.

Chi ama esperienze single player può stare comunque tranquillo: il gioco è piacevolissimo anche in solitaria con una delle due protagoniste mossa da un’intelligenza artificiale sapientemente sviluppata. Se invece vorrete vivere WY in compagnia sarà possibile per un secondo giocatore entrare sin dall’inizio oppure anche a story mode iniziato senza problemi. L’ottima mossa commerciale di Bethesda è stata quella di proporre una deluxe edition del gioco con cui potrete “regalare” Wolfenstein Youngblood ad un vostro amico e farlo giocare nella vostra avventura. Se poi vorrete cambiare partner, niente paura, potrete farlo tutte le volte che volete ma l’accesso alla vostra sessione sarà sempre e soltanto per un altro giocatore.

La trama di WB ci porta negli anni ’80 di Wolfenstein quando l’America è stata liberata dal giogo nazista che continua però a dominare tutto il resto del mondo. Ritroviamo così Jess e Soph a Parigi per ritrovare il loro padre misteriosamente scomparso e fare conoscenza delle sacche di resistenza del vecchio continente.

Comincia così la nostra avventura portata a termine dopo circa 15 ore, senza dare però troppo spazio alle tante sidequest proposte. Wolfenstein Youngblood mescola le tipiche caratteristiche “old shool” dei first person shooter di id Software con qualcosa di nuovo anche sotto il profilo del gameplay. In primis a parte alcuni “imbuti”, si possono portare a termine la maggior parte delle missioni in modo libero. Questo però va ad incidere sulla narrazione del titolo, molto meno diretta e cinematografica rispetto al passato. Il racconto viene per lo più portato avanti dai collezionabili che troveremo nel corso dei livelli, marchio di fabbrica per Arkane Studios ma che in questo contesto non ci ha convinto proprio fino in fondo. Sia chiaro: non manca un po’ di umorismo caustico e macabro dei precedenti capitoli ma ahimè in quantità minori.

Nuovo è anche il sistema di progressione del personaggio e delle armi come oramai abbiamo imparato a conoscere non solo nei giochi di ruolo ma oramai in qualsiasi titolo free roaming. La novità risiede anche nel level design, con una costruzione degli ambienti molto più verticali e con una percentuale di esplorazione obbligata molto più ampia del previsto. La “cura Arkane” consente anche di “risolvere” i conti con i nazisti in svariati modi che sia con un approccio maggiormente stealth oppure con tutti i proiettili che avete a disposizione.

Sotto il profilo audiovisivo, nella versione PC da noi testata con una build di penultima generazione (la scheda video ha un chipset 1070 di Nvidia per intenderci), i risultati erano piacevolissimi con il dettaglio al massimo in Full HD ed un frame rate granitico ad oltre 60 fotogrammi al secondo. Niente da dire neppure sul sonoro, sia per l’ottimo e puntuale accompagnamento musicale che per la localizzazione in italiano di eccellente livello.

Wolfenstein Youngblood Recensione – IN CONCLUSIONE

In un periodo di pochissime uscite videoludiche, Wolfenstein Youngblood è davvero il titolo dell’estate senza ombra di dubbio. Un piacevolissimo first person shooter, da giocare in solitaria o in co-op ad un prezzo davvero ridotto rispetto alla media, capace di mescolare dinamiche old school nel campo dei first person shooter a meccaniche nuove decisamente piacevole ma che al contempo a volte destano anche qualche perplessità. Si tratta dell’unico elemento non completamente positivo di un prodotto da consigliare senza esitazioni su qualsiasi piattaforma.

Wolfenstein Youngblood Recensione – VOTO: 8.5

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