Yakuza Like a Dragon, disponibile per tutte le console Xbox (e noi infatti lo abbiamo recensito su Serie X), PC e Playstation 4 con la versione ad hoc per PS5 in arrivo il prossimo marzo, è un vero e proprio reboot (per quanto sia anche sequel temporalmente parlando) della serie cult di SEGA. In primis per l’introduzione di un nuovo protagonista visto che le avventure di Kazuma Kiryu si sono concluse con il sesto capitolo principale della saga.

Non meno importante è il cambio di genere con una sterzata verso i giochi di ruolo di stampo nipponico a turni. Scelta che ha fatto inizialmente storcere il naso a più di un fan ma che, stando ai feedback dei social ha più che convinto ma cominciamo l’analisi parlando della trama che sostiene tutta l’esperienza di gioco proposta.

Il nuovo protagonista si chiama Ichiban Kasuga e come Kazuma è stato in galera a lungo (ben 18 anni) per un crimine non commesso, confessato solo per ragioni “d’onore” (le virgolette ci stanno tutte…) e soprattutto per sdebitarsi con il patriarca di un clan criminale che lo ha accolto sin da piccolo quando era in strada praticamente senza famiglia. Non che sia proprio infatti il prototipo del bravo ragazzo visto che comunque può considerarsi un “pesce piccolo” di una famiglia malavitosa.

Quando torna libero però, Ichiban trova una realtà completamente differente (son passati quasi due decadi d’altronde…) e, cosa peggiore, il suo “padrino” sembra abbia tradito l’alleanza criminale di cui facevano entrambi parte per passare dalla parte degli storici rivali. Da qui comincia la componente interattiva di gioco e dunque non andiamo oltre sul fronte narrativo onde evitare qualsiasi tipo di spoiler. Unica cosa da far subito presente è che Ichiban Kasuga non sarà solo ma in compagnia di altri tre co-protagonisti formando così un vero e proprio party.

D’altronde come già scritto in precedenza Yakuza Like a Dragon riprende molto da vicino le dinamiche dei giochi di ruolo a turni di stampo smaccatamente nipponico con tanto di crafting, oggetti e potenziamenti per i nostri personaggi. Qualche elemento d’azione è rimasto anche nei combattimenti anche se riguarda più utilizzare i riflessi per parare alcuni colpi ma anche per dare i comandi in un certo momento visto che i nostri alter ego si muoveranno autonomamente sullo schermo e saranno pure protagonisti di alcuni quick time event. La disponibilità di mosse e corpi contundenti dei nostri eroi varierà a seconda del lavoro che avranno. Una chiara citazione di quanto i vecchi fan dei primi Final Fantasy potranno ricordare.

Sul fronte della longevità, YLaD non si può concludere prima di 40 ore: aspettatevi anche lunghe sequenze cinematiche e/o di dialoghi senza interazione. Non lo diciamo a mò di difetto, ma vi avvertiamo del tipo di esperienza proposta che in questo caso risulta essere fedele alla serie e al tipo di narrazione dal ritmo non elevato tipicamente nipponico.  40 ore che poi possono triplicare se ci daremo a missioni secondarie e se qualche minigioco ci prenderà di brutto e lo continueremo a giocare a lungo.

Sotto il profilo audiovisivo, si nota lo sforzo dei programmatori per renderlo il più possibile “next gen” ma è anche ovvio che stiamo parlando di un gioco nato per la precedente generazione di console: ricordiamo che YLaD è uscito in Giappone all’inizio del 2020. Nell’insieme dunque il risultato finale è discreto, pur presentando varie caratteristiche ancorate maggiormente alle macchine da gioco oramai del passato.

Il sonoro invece è semplicemente perfetto con una grandiosa soundtrack, dialoghi recitati in giapponese o in inglese (in entrambi i casi magnificamente) e con tanto di sottotitoli in italiano, aspetto tutt’altro che secondario vista la mole enorme di contenuti testuali e narrativi.

IN CONCLUSIONE
Yakuza Like a Dragon è a tutti gli effetti un reboot della serie e convince sotto ogni punto di vista. I fan della serie, se accetteranno i cambiamenti, anche quello di genere, nel profondo comunque troveranno lo stesso cuore pulsante della tradizione di questo masterpiece firmato SEGA mentre i nuovi adepti, ovviamente se con una buona propensione all’esperienza di gioco proposta, potranno cominciare da qui l’avventura con questo cult made in Japan.

VOTO: 8.5