Empire of Sin Recensione del titolo per PC (la versione da noi testata), Mac, Nintendo Switch, Playstation 4 e 5, Xbox One e Serie X!S e che ci fa fare un tuffo nel passato nella Chicago degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. Realizzato da Paradox Interactive e Romero Games (proprio il Romero autore del mitico DOOM qui coadiuvato anche da sua moglie Brenda), EoS è un mix di elementi strategici e gestionali che si svolge nel cuore dello spietato mondo criminale durante gli anni del proibizionismo.
La prima cosa da fare sarà scegliere quale boss impersonare: alcuni sono inventati da sana pianta, altri ripresi dalla cronaca di quegli anni e indubbiamente il nome più “famoso” tra quelli presenti è indubbiamente quello di Al Capone.
Con condizioni di partenza generate casualmente, anche se alcuni parametri li potremo scegliere a nostro piacimento, i giocatori dovranno adattarsi per sopravvivere e fare tutto il necessario per sconfiggere e superare in astuzia gli avversari.
L’obiettivo finale infatti del gioco è quello di sbaragliare la concorrenza, se pur sia presente una componente diplomatica con cui realizzare patti di non belligeranza temporanea con i rivali o scambi “commerciali”, e diventare i monopolisti dei traffici illeciti della metropoli statunitense. Apriremo case da gioco, distillerie e bordelli, prestando particolare attenzione sia ad investire nuovi capitali per aumentare il business che camuffarli in modo credibile in attività lecite.

Il primo step da fare però per iniziare la nostra avventura nel mondo del crimine è rispondere ad alcune domande anche di carattere morale che caratterizzeranno i parametri del nostro alter ego durante la partita e subito si comprende dunque come Empire of Sin abbia anche spiccati elementi da gioco di ruolo che vanno ad ibridarsi con altri tipicamente gestionali che sono comunque predominanti.
Ed ovviamente non manca neppure la strategia quando c’è da combattere con le altre gang malavitose ma si è scelto in questo caso di prendere a prestito una formula a turni che non può non ricordare quanto visto nei vari episodi di XCOM.

Questo è il primo elemento che non ci ha convinto fino in fondo visto che i combattimenti tendono a somigliarsi in modo decisamente eccessivo con la sola eccezione dei “boss fight”, ben più complessi. Una volta battuto un capo rivale però, sarà possibile allargare il proprio impero criminale a tutte le sue attività. Altro problema del gioco è la presenza di vari bug che però stanno via via sparendo con il rilascio di nuove patch, anche se forse sarebbe stato più opportuno rinviare leggermente l’uscita in avanti e far arrivare ai gamer un prodotto meno acerbo.
Sul lato della produzione audiovisiva, il titolo non mette a repentaglio CPU e schede grafiche di PC e console ma l’estetica riesce a ricreare al meglio l’atmosfera di quegli anni, supportata anche da un piacevole sonoro. Da segnalare in negativo, la totale assenza di localizzazione in italiano, neppure con i sottotitoli, situazione sempre meno frequente in campo videoludico.
Empire of Sin Recensione – IN CONCLUSIONE
Empire of Sin non è certo un titolo per tutti e non è esente da alcuni limiti (alcuni in via di risoluzione con gli updates, altri insiti nell’essenza dell’esperienza proposta), ma senza ombra di dubbio ha pure fascino da vendere ed un’ottima proposta interattiva soprattutto chi ama i giochi gestionali, di strategia ed i giochi di ruolo. Il mix proposto ci è piaciuto sotto vari aspetti e lo consigliamo a appunto a chi vede con favore questo tipo di esperienze videoludiche ancora di più se è affascinato dalle atmosfere della malavita del proibizionismo degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso.
VOTO: 7.5
