Ci sono giochi che partono da un’idea apparentemente semplice e riescono a trasformarla in qualcosa di sorprendentemente coinvolgente. Ultrapool appartiene proprio a questa categoria: prende il biliardo, lo mescola con le meccaniche roguelite e deckbuilding rese celebri da Balatro e costruisce una formula nella quale imbucare le palline è soltanto una parte del gioco.
Il risultato è un titolo colorato, immediato e soprattutto capace di regalare quella pericolosissima sensazione del “ancora una partita” che rappresenta uno degli elementi fondamentali dei migliori roguelite.
Il biliardo incontra Balatro
Il concetto alla base di Ultrapool, disponibile su iOS; Android e Steam (la versione da noi testata) è estremamente facile da comprendere. Bisogna giocare a biliardo, imbucare le palline e raggiungere un determinato punteggio prima di poter passare al round successivo. La differenza rispetto a un normale gioco di biliardo è che ogni pallina può possedere abilità, modificatori e caratteristiche particolari capaci di cambiare completamente il modo in cui affrontiamo una partita.
È proprio qui che entra in gioco l’anima da deckbuilder. Le palline non sono semplicemente oggetti da mandare in buca: rappresentano gli elementi della nostra build. Durante una run possiamo acquistarne di nuove, potenziarle, combinarle e cercare sinergie sempre più efficaci.
L’obiettivo non è quindi soltanto realizzare il tiro migliore, ma costruire una squadra di palline capace di generare più punti possibile.
La vera partita si gioca nella costruzione della build
La componente di biliardo è volutamente accessibile. Il sistema di mira è immediato e permette di preparare il tiro con pochi movimenti, lasciando al giocatore il compito di scegliere direzione e potenza.
Non aspettatevi però un simulatore estremamente tecnico. La fisica è sufficientemente precisa per rendere soddisfacenti i tiri, ma Ultrapool non vuole trasformarci in campioni di biliardo. La precisione conta, ma non è l’unico elemento determinante per vincere.
La differenza la fanno soprattutto le palline che abbiamo scelto.
Alcune aumentano il proprio valore dopo essere state colpite, altre possono modificare il punteggio, interagire con le altre palline oppure generare effetti aggiuntivi. Ci sono anche elementi capaci di modificare il comportamento del tavolo e di creare situazioni completamente diverse rispetto a una normale partita di biliardo.
È questo il momento in cui Ultrapool riesce maggiormente a ricordare Balatro: inizialmente tutto sembra estremamente semplice, poi iniziamo a comprendere le possibili sinergie e improvvisamente un singolo tiro può trasformarsi in una cascata di punti.

Tra casualità e strategia
Come ogni buon roguelite, anche Ultrapool mette il giocatore davanti a una componente casuale che obbliga ad adattarsi.
Il negozio tra un round e l’altro permette di spendere il denaro guadagnato per ottenere nuove palline e migliorare la propria configurazione. Non sempre, però, troveremo quello che stavamo cercando. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere interessante ogni nuova partita.
Bisogna capire quando vale la pena acquistare una determinata pallina, quando conviene potenziarla e quando, invece, è meglio conservare le risorse per una combinazione più efficace.
Il sistema di fusione aggiunge un ulteriore livello strategico: palline dello stesso tipo possono essere combinate per ottenere versioni più potenti. Ma anche in questo caso la scelta non è sempre scontata, perché alcune abilità premiano la presenza contemporanea di più palline dello stesso genere.
Insomma, non esiste una singola strategia vincente. O almeno, non è quella che abbiamo utilizzato nella partita precedente.
Sei set e tantissime possibilità
Uno degli aspetti più riusciti di Ultrapool è proprio la varietà. I diversi set di palline introducono meccaniche differenti e contribuiscono a rendere le run abbastanza diverse tra loro.
Questo elemento diventa particolarmente importante con l’aumentare della difficoltà. I requisiti di punteggio diventano progressivamente più impegnativi e diminuisce anche il margine di errore concesso al giocatore.
Di conseguenza, quello che nelle prime partite può sembrare quasi un semplice gioco arcade si trasforma gradualmente in un esercizio di pianificazione.
Bisogna scegliere quali palline utilizzare, in quale ordine imbucarle e soprattutto come sfruttare al meglio le loro abilità.

Ultrapool – Semplice da imparare, difficile da abbandonare
Uno dei maggiori meriti di Ultrapool è la sua accessibilità. Non servono ore di tutorial per capire cosa fare e bastano pochi minuti per iniziare a sperimentare con le diverse combinazioni.
Il problema, semmai, è riuscire a smettere.
La struttura a round e la continua possibilità di migliorare la propria build alimentano quella voglia di riprovare tipica dei roguelite. Una partita finita male diventa immediatamente il pretesto per iniziarne un’altra, magari con un set completamente differente.
A questo si aggiungono le sfide giornaliere e le classifiche online, che rappresentano un incentivo ulteriore per chi vuole mettere alla prova le proprie capacità di costruzione della build e non soltanto completare una run.
Ultrapool – Un’esperienza che dà il meglio quando si sperimenta
Non tutto è perfetto. La componente biliardistica, proprio perché costruita per essere accessibile, potrebbe lasciare un po’ freddi gli appassionati alla ricerca di una simulazione più tecnica.
Anche l’impostazione generale appare fortemente legata alla natura mobile del progetto, soprattutto giocando su PC. Non è necessariamente un difetto, ma si percepisce che l’esperienza è stata pensata prima di tutto per sessioni rapide e immediate.
Sono comunque aspetti secondari rispetto alla bontà dell’idea centrale.
Ultrapool funziona perché riesce a prendere un genere estremamente familiare e a combinarlo con una struttura che ormai conosciamo bene, senza limitarsi a una semplice copia di Balatro. Il biliardo diventa il linguaggio attraverso il quale costruire combo, sperimentare strategie e inseguire punteggi sempre più alti.

Ultrapool Recensione – IN CONCLUSIONE
Ultrapool non rivoluziona il genere roguelite, ma trova una combinazione particolarmente azzeccata tra biliardo, deckbuilding e progressione roguelite.
La parte più divertente non consiste necessariamente nel realizzare il tiro perfetto, ma nel vedere una build prendere forma e trasformare palline apparentemente normali in una macchina da punti.
Se amate Balatro e siete alla ricerca di un’esperienza capace di riproporne la filosofia in modo originale, Ultrapool merita sicuramente un’occhiata.
È semplice da imparare, difficile da padroneggiare e soprattutto offre abbastanza varietà da rendere interessante il ritorno al tavolo dopo ogni sconfitta.
Ultrapool Recensione – VOTO: 7.5
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