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Arrakis non è semplicemente un pianeta desertico: è un ambiente in cui ogni errore può costare la vita. Ma quanto sarebbe davvero difficile sopravvivere nel mondo di Dune: Awakening? Per scoprirlo, Funcom ha coinvolto John Hudson, Capo Istruttore e Consulente di Sopravvivenza dell’esercito britannico, mettendolo alla prova proprio con le condizioni estreme del pianeta.

Nel nuovo video, Hudson analizza le situazioni affrontate dai giocatori in Dune: Awakening confrontandole con i reali principi della sopravvivenza nel deserto: dalla gestione dell’acqua alla ricerca di un riparo, passando per il caldo estremo, le tempeste di sabbia, le risorse limitate e la necessità di collaborare con altri sopravvissuti.

Quanto è realistico il deserto di Dune: Awakening?

Hudson può contare su una lunga esperienza nella progettazione e nella conduzione di addestramenti alla sopravvivenza in ambienti estremi, compresi proprio i deserti. E uno degli aspetti che lo ha maggiormente colpito è il modo in cui Dune: Awakening ha rappresentato il paesaggio di Arrakis.

“Gli affioramenti rocciosi che il team di Dune: Awakening ha costruito sono incredibilmente realistici”, spiega Hudson. “Sembrano essere stati consumati dalle tempeste del deserto. Sembrano scolpiti dal vento. Eppure dentro di essi si vede una speranza di rifugio.”

Ed è proprio questo uno degli elementi che rende Arrakis particolarmente interessante anche dal punto di vista della sopravvivenza: il territorio non è soltanto uno sfondo, ma diventa una parte attiva della sfida.

Su Arrakis l’acqua vale più di qualsiasi altra risorsa

Nel deserto reale, naturalmente, la prima priorità è la sopravvivenza fisica. Il video mostra quindi diversi parallelismi tra le meccaniche di Dune: Awakening e le tecniche utilizzate per affrontare ambienti estremamente ostili.

Proteggersi dal caldo e dall’esposizione al sole, conservare l’acqua e individuare rapidamente un riparo possono fare la differenza tra riuscire a proseguire il proprio viaggio o non farcela.

Lo stesso principio viene applicato nel gioco: prima di avventurarsi nel deserto, i giocatori devono prepararsi, pianificare gli spostamenti e assicurarsi di avere le risorse necessarie per affrontare ciò che potrebbe aspettarli lungo il percorso.

Le tempeste di sabbia e la sopravvivenza in gruppo

Un altro aspetto analizzato da Hudson riguarda le tempeste di sabbia, uno degli elementi più pericolosi dell’ambiente di Arrakis. In situazioni simili, trovare rapidamente un riparo può diventare fondamentale.

Ma la sopravvivenza non è necessariamente un’impresa individuale. La collaborazione può permettere di trasportare più risorse, organizzare meglio gli spostamenti e affrontare situazioni che sarebbero molto più difficili da gestire da soli.

In Dune: Awakening, questo principio si riflette nella possibilità di formare alleanze, costruire rifugi, gestire risorse limitate e prepararsi accuratamente per ogni spedizione.

Arrakis vuole ucciderti

Ed è forse proprio questo il concetto più interessante che emerge dal confronto con un vero esperto di sopravvivenza: Arrakis non è semplicemente l’ambientazione di Dune: Awakening. È uno dei suoi principali avversari.

Ogni viaggio nel deserto richiede preparazione, mentre la scarsità di risorse costringe i giocatori a prendere decisioni continue. E quando alle tempeste e alle condizioni ambientali si aggiungono gli immensi vermi delle sabbie, il concetto di “fare una passeggiata nel deserto” assume decisamente un significato diverso.

Dune: Awakening è il survival open-world di Funcom ispirato al romanzo di fantascienza di Frank Herbert e ai film di Legendary Entertainment. Il gioco arriverà su console il 22 settembre 2026, mentre i possessori delle Deluxe Edition e Ultimate Edition potranno iniziare a giocare già dal 17 settembre.

I giocatori console, insieme a quelli PC, avranno accesso alle aggiunte e ai miglioramenti introdotti dal lancio su PC, oltre ai nuovi contenuti e agli aggiornamenti previsti per settembre.




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