Assassin’s Creed Mirage Recensione del nuovo capitolo della saga di Ubisoft che guarda alle origini della serie piuttosto che agli ultimi capitoli. Cosa significa questo? Che gli studios di Bordeaux hanno abbandonato le coordinate RPG ed open world per proporre un’avventura più “compatta” ma che, anticipando le conclusioni, a noi ha particolarmente convinto.

Disponibile per console Playstation (la versione da noi testata più esattamente su PS5), Xbox e PC, Mirage arriva a distanza di tre anni da Valhalla da cui si distacca notevolmente, nonostante gli studios Bordeaux avevessero realizzato un DLC, l’apprezzatissimo L’Ira Dei Druidi, proprio per quel capitolo. Il gioco è stato rilasciato ad un prezzo “midprice” ovvero 49.99 euro e stando alle vendite eccellenti fatte registrare fino a questo momento, la strategia di marketing ha sortito effetti positivi.

Protagonista dell’avventura è Basin Ibn Is’haq, un giovane ladro dal passato misterioso che si unisce all’organizzazione dei Nascosti in cerca di risposte. Con lui seguiremo il percorso per diventare un Maestro Assassino, scoprendo la verità sul suo singolare destino.

Assassin’s Creed Mirage si svolge nella Bagdad del IX secolo, una delle città più importanti del suo tempo, al culmine della sua epoca d’oro, riportando la saga in Medio Oriente. Tra le strade dense e trafficate della capitale del Califfato Abbaside, i giocatori si imbatteranno in grandiosi monumenti, assistendo anche alla nascita di una rivoluzione contro la corruzione. Supportati da una task force dedicata, composta da storici e consulenti interni, il team di sviluppo ha cercato di rappresentare in modo autentico questo periodo storico cruciale, anche con una precisa accuratezza culturale e religiosa.

Tornando all’esperienza ludica in senso stretto, ACM torna alle origini della saga: abbandonate dunque le “derive” RPG ed open world e ridotta considerevolmente la longevità (con 20 ore farete grossa parte di quello che Mirage vi consente di fare), il gioco, oltre ad essere più d’impatto sul fronte narrativo con il protagonista che risulta un personaggio davvero interessante e carismatico, fa nuovamente delle dinamiche stealtch, il fulcro della proposta interattiva e l’ipotesi di darsi alla fuga. Insomma, rispetto agli ultimi tre capitoli con personaggi “pompabili” fino all’eccesso, qui si torna alle dinamiche classiche e confermiamo la nostra approvazione per questo tipo di scelta.

Rimane il principale limite di Assassin’s Creed visto che anche in Mirage l’intelligenza artificiale che controlla gli avversari non è… troppo intelligente! Se non abbiamo dato un bel 9 è solo per questa ragione visto che il calo qualitativo delle missioni al chiuso è un problema di poco conto visto che risultano essere davvere un numero risibile rispetto all’esperienza complessiva di gioco.

Per quanto riguarda infine la realizzazione audivisiva, AC Mirage regala una buona visione grafica generale, soprattutto per quanto riguarda il dettagli delle ambientazioni esterne. Certo, il motore grafico inizia ad avere la sua età e la natura crossgenerazionale è piuttosto evidente ma non c’è nulla che porti problemi all’esperienza interattiva in senso stretto. Come oramai consuetudine in questa generazione di console, è presenta la possibilità di giocare a 60 fotogrammi al secondo ed un dettaglio minore o scendere a 30 fps ma con maggiore dettaglio.

Solo plausi invece per la straordinaria colonna sonora semplicemente sublime e non scordiamoci di sottolineare come AC Mirage sia stato localizzato completamente e bene in italiano anche nei dialoghi.

Assassin’s Creed Mirage Recensione – IN CONCLUSIONE
Il ritorno alle origini di Assasin’s Creed Mirage ci ha davvero convinti. Non mancano certo alcuni dei limiti strutturali di AC e forse si poteva fare di più sul fronte delle missioni al chiuso ma per chi ama la saga da tempo immemore, Mirage sarà sicuramente una gioia ed il prezzo mid-budget invoglia ulteriormente all’acquisto per continuare a vivere l’eterna lotta delle fazioni che abbiamo imparato a conoscere da tempo nella saga di Ubisoft. 

VOTO: 8.5