DreadOut 2 Nintendo Switch Recensione del videogame arrivato in formato digitale anche sulla console ibrida della grande N dopo le release su altre piattaforme di gioco. Il videogame di Digital Happiness è un’avventura horror in terza persona che trae ispirazione dal folklore indonesiano (il team di sviluppo è infatti proprio del paese asiatico) e dalle leggende metropolitane.

Nel gioco vestiremo i panni di Linda Meillinda, una studentessa delle superiori dotata di poteri soprannaturali: la capacità di percepire e vedere i fantasmi. Con l’aiuto del suo fidato smartphone “magico”, Linda deve dare la caccia agli spiriti da incubo e alle forze oscure che minacciano non solo la sua città natale, ma tutta l’umanità. Questo sequel da brividi espande il prodotto originale con nuovissimi combattimenti corpo a corpo e una maggiore enfasi sull’esplorazione, senza tralasciare anche qualche enigma ambientale.

Prima di entrare nel dettaglio di DreadOut 2 è opportuno precisare che chi non ha dimestichezza con la serie non deve preoccuparsi: nel menù iniziale infatti troverete una sezione dove si fa un sunto piuttosto esaustivo delle vicende del primo capitolo quindi non consideratevi affatto tagliati fuori se non avete giocato con DreadOut. Tra l’altro D2 comincia proprio dove era finito il suo predecessore e da qui la lotta contro il male conoscerà una nuova dimensione sempre tra la tradizione folkloristica indonesiana e leggende “horror” anche “globali”.

La serie di DreadOut non può che ricordare sotto vari aspetti in modo più o meno esplicito quella di Project Zero di Tecmo Koei sia per dinamiche ludiche dei “combattimenti” ma anche per estetica e per componente stealth. Poi ovviamente propone, soprattutto in questo secondo capitolo, alcune variazioni sul tema come ad esempio il fatto che non tutti i nemici possono essere eliminati con la luce dello smartphone “magico”: per alcuni che hanno anche una dimensione in “materia” bisognerà passare alle maniere forti, anzi.. fortissime!

Di certo si poteva fare di più per quanto riguarda la responsività dei comandi e indubbiamente anche la realizzazione tecnica sente il peso degni anni. C’è però da dire che la fruizione portatile nasconde almeno parzialmente l’oggettiva realizzazione non al passo con i tempi sotto ogni aspetto della qualità grafica anche sulla console di casa Nintendo che di certo non è al top sotto questo punto di vista.

Niente da dire invece sul sonoro, che ha il grande merito di far salire enormemente la tensione ed in generale di fare da “enzima” a tutte le emozioni che il gioco vuole far provare. Sia per ridurre un po’ i difetti visivi, sia per apprezzare al meglio la componente audio magari con un buon paio di cuffie o auricolari bluetooth, consigliamo caldamente la fruizione dell’esperienza proposta nella modalità portatile di Switch che abbiamo trovato decisamente più appropriata.

Peccato per la totale mancanza di localizzazione in italiano: l’inglese usato non è complicatissimo ma dovrete avere almeno una discreta infarinatura dell’idioma anglosassone per non riscontrare problematica di comprensione della componente narrativa di DreadOut 2.

DreadOut 2 Nintendo Switch Recensione
DreadOut 2 è un discreto survival horror che ben si presta in particolare alla fruizione portatile disponibile su Nintendo Switch magari in combo con un buon paio di cuffie o auricolari bluetooth. Il prezzo è ridotto anche perché stiamo parlando di un titolo indie e la realizzazione tecnica non è proprio di prim’ordine. Altro problema è la totale mancanza di localizzazione in italiano ma se avete un’adeguata conoscenza dell’idioma anglosassone e amate scoprire nuove tradizioni nel campo dell’horror, allora prendetelo in assoluta considerazione.

VOTO: 7