Quando arriverà nei negozi il prossimo 19 novembre, GTA 6 sarà inevitabilmente uno dei videogiochi più osservati, desiderati e discussi di sempre. Ma c’è una questione che accompagna inevitabilmente un lancio di queste dimensioni: la pirateria. Strauss Zelnick, CEO di Take-Two Interactive, ha affrontato proprio questo argomento, spiegando quale sarà l’atteggiamento dell’azienda nei confronti delle eventuali copie illegali del nuovo capitolo di Grand Theft Auto.
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La pirateria? Per il CEO di Take-Two è un dato di fatto
Le dichiarazioni di Zelnick sono arrivate durante un’intervista al Wall Street Journal, in occasione dell’evento WSJ Tech. Il dirigente non ha cercato di nascondere una realtà con cui l’industria dell’intrattenimento deve fare i conti da decenni: la pirateria esiste e difficilmente può essere eliminata completamente.
Per spiegare il proprio ragionamento, il CEO ha ripercorso anche le esperienze maturate in altri settori. Nel cinema, ha ricordato, le copie illegali potevano rappresentare tra il 10% e il 20% del mercato, mentre nell’industria discografica, verso la metà degli anni Duemila, la situazione era arrivata a livelli decisamente più estremi, con una quota che secondo la sua esperienza poteva raggiungere l’80%.
Il mondo dei videogiochi, però, presenta caratteristiche differenti. Zelnick ha sottolineato come le dimensioni dei giochi e la loro complessità tecnica rendano più difficile la diffusione di copie illegali rispetto ad altri prodotti dell’intrattenimento.
Come vuole difendersi Take-Two? La risposta è tra tecnologia e tribunali
Il passaggio più interessante riguarda proprio le contromisure che Take-Two sarebbe pronta ad adottare qualora la pirateria dovesse trasformarsi in un problema significativo per i suoi prodotti.
Zelnick ha spiegato che l’azienda ricorrerebbe sia agli strumenti legali sia a quelli tecnologici. Non si tratta quindi della promessa di una particolare protezione anti-pirateria per GTA 6, né dell’annuncio di una nuova tecnologia: il CEO ha descritto piuttosto l’approccio generale che Take-Two intende seguire quando necessario.
C’è anche un altro aspetto da considerare. Il dirigente ha ricordato che per ottenere un’esperienza soddisfacente con i videogiochi moderni è spesso necessario essere collegati ai server delle rispettive aziende. Questo elemento rende più complicato replicare integralmente l’esperienza originale attraverso una copia illegale, anche se non rappresenta una garanzia assoluta contro la pirateria.
Le recenti azioni legali per le fughe di GTA 6 sono un altro discorso
Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato per Rockstar Games. Negli ultimi mesi Take-Two ha infatti già intrapreso iniziative legali per cercare di identificare i responsabili della diffusione di materiale riservato relativo a GTA 6.
In particolare, l’azienda si è rivolta alla giustizia statunitense per ottenere informazioni da piattaforme come Discord e Microsoft, nell’ambito delle indagini sulle presunte fughe di materiale audiovisivo e altri contenuti protetti da copyright.
È importante, però, non confondere i due fenomeni: le iniziative già intraprese riguardano la diffusione non autorizzata di materiale riservato e protetto da copyright, mentre le parole di Zelnick sulla pirateria descrivono come Take-Two intende reagire qualora la distribuzione di copie illegali dei suoi giochi diventasse un problema concreto.
GTA 6 è troppo importante per lasciare nulla al caso?
In fondo, il ragionamento di Take-Two è comprensibile. GTA 6 rappresenta un appuntamento commerciale e videoludico di portata straordinaria e proteggere il lavoro di Rockstar Games sarà inevitabilmente una delle priorità dell’azienda.
Ma nell’intervista al Wall Street Journal c’è stato anche spazio per un’altra domanda interessante: Take-Two dipende forse troppo da Grand Theft Auto? Zelnick ha respinto questa interpretazione, ricordando che il gruppo può contare su 15 franchise capaci di vendere almeno cinque milioni di copie con un singolo capitolo. Tra questi ha citato nomi importanti come Red Dead Redemption, NBA 2K, Borderlands, BioShock e Civilization.
Insomma, mentre cresce l’attesa per il debutto del 19 novembre su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, Take-Two sembra avere ben chiaro un concetto: non sarà possibile impedire qualsiasi tentativo di pirateria, ma l’azienda è pronta a utilizzare gli strumenti legali e tecnologici a propria disposizione per proteggere i suoi videogiochi.
E considerando l’attesa che circonda GTA 6, sarà interessante scoprire quali sfide tecniche e commerciali accompagneranno il lancio di quello che potrebbe diventare uno degli eventi più importanti nella storia dei videogiochi.
Fonte: PC Gamer, intervista al CEO di Take-Two Strauss Zelnick durante il WSJ Tech.
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