Soulstice Recensione dell’action made in Italy realizzato dallo sviluppatore Reply Game Studios disponibile da martedì 20 settembre su Playstation 5 (la versione da noi testata), Xbox Serie X|S e PC.

Francamente se non avessimo saputo la proveniente del team di sviluppo avremmo indubbiamente pensato che Soulstice venisse dalla terra del sol levante. Sia le caratteristiche ludiche, sia quelle estetiche fanno indubbiamente pensare al Giappone ma sia chiaro: questo è un punto di merito per i ragazzi di RGS che sono riusciti a dare un’impronta qualitativa non da poco per il loro titolo pur ispirandosi ad opere cult quali Claymore e Berserk per l’aspetto visivo mentre i videogiochi di riferimento citabili sono Devil May Cry e Bayonetta.

Soulstice è infatti a tutti gli effetti un action stylish ambientato in un universo dark fantasy. Indubbiamente è un prodotto derivativo (come d’altronde lo sono il 99% delle produzioni attuali) ma che propone anche qualche innesto inedito come ad esempio la presenza, oltre del nostro alter ego principale, Briar, che verrà accompagnata da Lute. Insieme infatti sono una chimera, l’unione tramite un rito mistico, di due persone differenti che potranno lottare per fermare l’oscurità che sta tramando in questo universo immaginifico.

Se Briar verrà controllata direttamente da noi, Lute sarà una sorta di “companion app” mistica che automaticamente potrà aiutarci soprattutto per le strategie difensive e non solo. Le due da un punto di vista della trama sono al centro di qualcosa di molto più grande di loro dove realtà terrena e spirituale hanno confini labili esattamente come il bene ed il male. Il tutto sarà accompagnato da vari colpi di scena e vari dialoghi: alcuni non saranno memorabili ma nell’insieme come collante alla varie sequenze d’azione, il plot narrativo merita una promozione piena.

Nel corso delle quindici ore di gioco che servono per completare l’avventura, il punto di forza è rappresentato dalle sequenze giocate. La nostra Briar ha un ottimo e vasto arsenale di armi che possono essere utilizzati in varie combo molto spettacolari. Inoltre dovrà entrare in empatia massima con Lute sia per l’utilizzo dei Campi, fondamentali per colpire alcuni nemici altrimenti invincibili, sia per utilizzare contromosse prima che ci colpiscano i nemici.

Entrambe le componenti della Chimera potranno poi essere potenziate e livellate con Lute che propone un numero anche più elevato di possibilità di personalizzazione. I boss fight non sono particolarmente memorabili ma rappresentano comunque una buona variazione sul tema.

Per quanto riguarda infine l’aspetto audiovisivo, Soulstice è una produzione “doppia A” che fa di tutto per sembrare tripla A e ci riesce quasi sempre. Incredibilmente positiva la regia delle cut scene ad esempio ed in generale tutta l’atmosfera generale del titolo è da premiare. Il design di personaggi e ambientazioni a volte cade in problemi di eccessiva reiterazione così come la qualità delle texture non è particolarmente elevata pensando che comunque stiamo parlando di un titolo next gen.

D’altro canto però il gioco non conosce mai cali nel frame rate anche nelle situazioni più intricate di gioco, gli effetti visivi gli regalano molta spettacolarità ed anche la componente sonora è di gran pregio per quanto riguarda l’accompagnamento musicale mentre raggiunge un livello più discreto l’interpretazione dei dialoghi.

Soulstice Recensione – IN CONCLUSIONE
Pur non scevro da difetti, Soulstice è una delle produzioni videoludiche made in Italy più convincenti di sempre. Un action stylish “doppia A” che fa di tutto per sembrare tripla A e ci riesce quasi sempre. Non si può che apprezzare dunque il lavoro di Reply Game Studios a cui ci sentiamo di consigliare caldamente di proseguire in questo ambito e magari sfidare ad armi quasi pari con un sequel di Soulstice i mostri sacri nipponici del genere di riferimento.

Soulstice Recensione – VOTO: 8.5