Strobophagia Recensione del titolo definito un survival horror con estetica da rave nella descrizione del titolo su Steam. Ma è davvero così?

Se avete scrutato alla fine della recensione per leggere il voto e non avete trovato nulla una ragione c’è. La produzione degli esordienti Green Tile Digital è davvero lontano dall’essere un prodotto finito. Il concept è azzeccato: un rave oltretomba (il videogame era uscito sotto Halloween) con i protagonisti vestiti tutti in fluo e che emettono sin da lontano un certo fascino “alternativo”.

Una volta preso il cellulare, necessario per sapere le mansioni che dovremo compiere per proseguire nella storia, ci ritroviamo davvero a fare TROPPO poco per poter definire Strobophabia un videogame a tutti gli effetti: si esplora un po’ il rave, si lancia qualche birra, si dà qualche ceffone al malcapitato di turno e… BASTA.

Non c’è alcuna tensione, non c’è alcuna paura e a dirla tutta non c’è neppure un rave, visto che alla fine ci sono un po’ di persone in spazi apertissimi e per niente accalcati. C’è come scritto un po’ di esplorazione ed enigmi ambientali ma si percepisce nel corso di tutta l’esperienza di trovarsi di fronte a qualcosa di ben prima della definizione di acerbo, forse ancora prima di una demo.

Rimane la bellezza estetica del neon fluo e il concetto di base che magari potrà essere maggiormente elaborata e portarci un gioco vero e proprio che saremo lieti di provare in futuro.

Strobophagia Recensione  – IN CONCLUSIONE
Strobophagia è un buon concept ma attualmente non può considerarsi un progetto minimamente completo. Siamo davvero lontani dal poter parlare di un videogame a tutti gli effetti visto che l’interazione proposta è davvero troppo basica che definire acerba sarebbe comunque già eccessiva rispetto ad un prodotto finito. L’originalità estetica c’è tutto ma attualmente non lo reputiamo un prodotto finito a tutti gli effetti ed è per questo che non gli assegniamo un voto.