Oggi i videogiochi hanno sviluppato un realismo tale da poter essere facilmente confusi con dei film. La grafica oramai ha raggiunto un livello d’eccellenza impressionante, per merito delle nuove tecnologie, che mettono a disposizione hardware e motori grafici praticamente perfetti. Una prova concreta la si ottiene analizzando, ad esempio, titoli come The Last of Us 2 o console di nuova generazione come la PS5.

Il comparto grafico e la nuova tecnologia ray tracing
Una delle tecnologie che più di tutte ha permesso ai videogiochi di assomigliare alla realtà, si chiama ray tracing. Quando si parla di quest’ultima, si fa riferimento ad una tecnica di geometria ottica basata sul tracciamento dei raggi di luce e sul loro rendering. È un sistema che consente di ottenere un effetto di realismo eccezionale, soprattutto per quel che riguarda il risultato del contatto fra i raggi di luce e le varie superfici renderizzate.

Naturalmente, per poter sfruttare appieno la potenza grafica di alcuni videogiochi è necessario attrezzarsi con delle periferiche adeguate. Ad esempio, la guida ai migliori monitor PS5, realizzata da videogame.it, ne suggerisce alcuni insieme ad altri consigli sul come migliorare l’esperienza di gioco. Solo con un terminale adeguato alle console di ultima generazione, infatti, sarà possibile notare ogni singolo dettaglio grafico creato dalla tecnologia del ray tracing, e integrato nei migliori titoli su Playstation 5. È chiaro che l’utilizzo di questo sistema, e la sua ulteriore evoluzione nel tempo, richiederà l’impiego di schede grafiche più avanzate e di processori sempre più potenti. Nel settore del PC gaming il ray tracing rappresenta già una realtà ben nota agli appassionati, mentre nel mondo delle console è al suo esordio, avvenuto appunto con la Playstation 5 e con la Xbox Serie X/S.

Quando la grafica diventa arte: i casi di The Last of Us 2 e Death Stranding
La potenza grafica di alcuni titoli, unito al comparto audio e a un’ottima scrittura di alcuni personaggi, non fa altro che rendere arte il videogioco. Impossibile, in questi casi, non parlare di un titolo che abbiamo già citato ad inizio articolo, ovvero The Last of Us 2, dove il realismo diventa una delle principali protagoniste anche per merito dei frame rate che sono raddoppiati e in grado di raggiungere i 60 FPS. Bisogna sottolineare che ad oggi esistono pochi giochi capaci di regalare un’esperienza così realistica, tanto da volerci costruire sopra una serie TV: il secondo capitolo di The Last of Us, infatti, è riuscito a replicare alla perfezione una Seattle in versione post-apocalittica e distopica, offrendo un’immersione totale all’interno di un mondo pieno di emotività e adrenalina.

Parlando di realismo videoludico, è comunque possibile fare altri esempi, come nel caso di Death Stranding, un altro videogioco con un comparto grafico in grado di lasciare a bocca aperta. Per molti, Death Stranding sarebbe addirittura il titolo con la grafica migliore della storia, superando dunque molti altri capolavori come The Last of Us 2. È opinione diffusa, infatti, che la nuova generazione dei videogiochi sia nata proprio con il titolo prodotto da Hideo Kojima: un gioco in cui il confine fra realismo e grafica è sottilissimo, grazie anche alla recitazione di alcuni grandi attori come Norman Reedus. È sempre bene sottolineare che in realtà siamo solo agli inizi: le tecnologie come il ray tracing, infatti, continueranno ad evolversi permettendoci di giocare a titoli sempre più simili alla realtà.