Recensione Death Stranding Director’s Cut. A distanza di quasi due anni dall’uscita originale, l’opera più controversa di Hideo Kojima e della sua software house omonima, torna con una nuova versione “director’s cut” destinata in esclusiva a Playstation 5. Un upgrade grafico indubbiamente su cui torneremo di seguito ma anche una mole di nuovi contenuti che anche in questo caso elencheremo in dettaglio.

Prima spendiamo alcune parole sul titolo originale. Indubbiamente, come sempre con Kojima, un’opera autoriale, intrisa di riflessioni profonde che si sono rivelate ancora più attuali dopo lo scoppio della pandemia globale.

La solitudine, la lontananza, l’esigenza di costruire “ponti” reali e ideali sono soltanto alcuni degli spunti su cui Death Stranding, ci ha fatto ragione e su cui nessuno ha posto dubbi sulla incredibile qualità “filosofica” della trama e dell’intreccio. Qualcosa di molto raro in un videogame così come un cast di attori (ovviamente digitalizzati con il motion capture) degno di un kolossal hollywoodiano.

Ben più discusso è stato il gameplay del titolo, una sorta di “simulazione di corriere in un mondo post apocalittico” con alcuni elementi action e building. C’è chi ci ha passato centinaia di ore anche per la componente multiplayer asincrona, altri che lo hanno trovato di una noia mortale. E’ così soggettiva l’approccio a Death Stranding che preferiamo non esprimerci in merito. Riteniamo però che entrambe le visioni appena esposte abbiano i loro perchè e che per l’appunto sia una questione molto personale il gradimento o meno.

Detto tutto questo andiamo a scoprire le “features extra” di questa nuova versione. Ovviamente l’aspetto visivo. già stratosferico anche su Playstation 4 “base” è stato ulteriormente migliorato con la possibilità di selezionare i 60 fotogrammi al soluzione con risoluzione dinamica (la nostra scelta) oppure mantenere fissa la risoluzione di 4K ma abbassare il frame rate. In entrambi i casi l’HDR rende ancora più esaltante vedere gli scorci di mondo post apocalisse.

Death Stranding DC su Playstation 5 ha pure caricamenti ridotti grazie all’SSD di serie. Discrete ma non eccezionali le implementazioni di audio 3D, feedback aptico e grilletti adattivi: da questo punto di vista un titolo come Returnal è ancora il top, probabilmente anche per la sua natura nativa su Playstation 5.

Per quanto riguarda i contenuti, alcuni vanno ad impattare direttamente nell’esperienza di gioco principale con l‘inserimento di nuovi elementi dell’equipaggiamento catapulte per le consegne, e nuovi bot automatici. E troviamo anche un extra in fatto di narrazione della storia che svela nuovi elementi sui più che caratteristici BB.

Come veri e propri extra gioco base, troviamo alcune missioni VR (se qualcuno sta pensando a Metal Gear non sta facendo affatto male!) i cui punteggi possono essere confrontati on line con quelli degli altri giocatori. Davvero surreale invece l’introduzione di un circuito di corse a motori che sostanzialmente stacca nettamente con il resto dell’atmosfera di gioco e non convince in pieno per una fisica non propriamente al top. Abbiamo trovato questo elemento come una sorta di boutade da parte di Kojima San, operazione già fatta in altre sue produzioni precedenti.

Recensione Death Stranding Director’s Cut Playstation 5 – IN CONCLUSIONE
Death Stranding Director’s Cut è assolutamente consigliato a chi ha amato il gioco originale su PS4 (ed in questo l’upgrade costa soltanto 9.99 euro) oppure ha perso la prima uscita e vuole tuffarsi, con un upgrade grafico notevole e tanti nuovi contenuti disponibili, nelle innumerevoli riflessioni di quel genio chiamato Hideo Kojima che firma ogni sua opera in modo incredibilmente autoriale. Occhio però ad un gameplay davvero molto particolare, dai tempi compassati e dilatati. E’ stato l’elemento più controverso e divisivo già nel 2019 che continua ovviamente ad essere presente anche in questa nuova versione.

VOTO: 9