Vivid World non è semplicemente un seguito, ma una vera e propria evoluzione. Prendendo le basi gettate dal suo predecessore, Vivid Knight, lo sviluppatore Asobism ha affinato, espanso e maturato ogni singolo concetto, trasformando un promettente esperimento in un’esperienza roguelike tattica notevolmente più raffinata e coinvolgente. Questo titolo si presenta come un ibrido sapiente tra il dungeon crawling procedurale e le meccaniche degli auto-battler, riuscendo a bilanciare con maestria profondità strategica, accessibilità e un inaspettato carico emotivo.
Fin dal primo avvio, l’attenzione per il dettaglio è palpabile. Il gioco vanta un’interfaccia utente e una veste grafica nettamente migliorate, conferendo un aspetto più pulito, moderno e accattivante. I personaggi sono stati ridisegnati e l’introduzione di nuovi elementi, come le “Orbs” e il raffinato sistema di gestione delle risorse, promette una costruzione del party più strategica e in profondità. Nonostante sia tra i più brevi RPG del genere, l’esperienza offerta è densa e raramente ripetitiva.
Vivid World: Un Mondo di Memorie Sospese
La narrativa di Vivid World si apre con Lamria, una studentessa che si risveglia in una versione inquietante e spoglia della sua scuola, un mondo sospeso tra la memoria e l’oblio. Un’oscura figura le rivela che tutte le persone a lei care sono morte e che ora ella vaga in uno strano aldilà frammentato. Per scoprire la verità e sperare in un ritorno, Lamria deve raccogliere le Soul Gems (Gemme dell’Anima), spiriti cristallizzati di eroi caduti, tra cui astuti pirati, stoici cavalieri e misteriosi samurai.
Ciò che eleva il racconto non è la presenza di lunghi dialoghi o filmati elaborati, ma la quieta e frammentata scoperta. La trama si dipana attraverso frammenti visivi, indizi ambientali e schegge di conversazioni, permettendo al giocatore di ricostruire gradualmente la tragedia che lega queste anime. Ogni gemma è una memoria intrappolata nel cristallo, e ogni piano del dungeon sussurra storie di mondi dimenticati. Sotto l’apparenza colorata e fiabesca, il tono del gioco mescola sapientemente giocosità e malinconia, offrendo una toccante riflessione sulla perdita, la resilienza e il potere duraturo dello spirito umano, marcando un significativo salto di qualità emotivo rispetto al predecessore.

Vivid World: Eroi, Sinergie e Progressione
Il nucleo del gameplay è la discesa attraverso dungeon generati proceduralmente, sconfiggendo nemici e reclutando i “Soul Gems” che agiscono come membri del party. La profondità tattica risiede nel complesso sistema di sinergie. Ogni eroe è infatti definito da due attributi fondamentali: un Colore (Elemento) e un Simbolo (Fazione). Combinare un numero specifico di eroi con gli stessi simboli o colori sblocca potenti buff difensivi o offensivi per l’intera squadra.
La vera genialità del design si manifesta nel sistema di upgrade permanente. Man mano che gli eroi salgono di grado (bronzo, argento, oro) tramite la Fusion (unendo duplicati), i loro bonus di fazione rimangono attivi anche se vengono fatti ruotare fuori dal party attivo. Questo trasforma ogni singola spedizione nel dungeon in un investimento di lungo termine, garantendo che anche le run fallite contribuiscano al progresso generale di Lamria, sbloccando nuovi eroi e potenziando le statistiche di base.
Il vasto roster di personaggi permette una miriade di combinazioni e stili di gioco, assicurando che l’esperienza non diventi mai noiosa. Tuttavia, questo sistema di reclutamento introduce anche un elemento di incertezza: la fortuna gioca un ruolo preponderante. Trovare i duplicati necessari per potenziare un’unità specifica può trasformarsi in una sessione frustrante di “re-roll” dal Gioielliere, con il rischio di sprecare risorse preziose. Questa forte dipendenza dalla casualità (RNG) è uno dei principali punti di attrito del gioco per i giocatori che preferiscono un controllo più diretto sulla progressione.

Il Controllo dei Combattimenti e la Gestione delle Gemme
Sebbene i combattimenti si svolgano automaticamente (auto-battler), il giocatore non è del tutto passivo. L’intervento tattico è garantito dalle Combat Gems (Gemme di Combattimento), incantesimi utilizzabili con un numero limitato di cariche e cooldown, che permettono di curare gli alleati, infliggere danni diretti o applicare difese. La decisione su quando usare una gemma potente è un piccolo, ma cruciale, puzzle tattico in ogni battaglia.
A ciò si aggiungono le Union Skills, abilità speciali che si sbloccano una volta potenziata un’unità. Queste rivelano un partner specifico, e se entrambi gli eroi sono presenti nel party, possono scatenare un potente attacco di coppia o un effetto difensivo una sola volta per battaglia. Il fatto che le unità collegate cambino ad ogni nuova run mantiene alto il livello di eccitazione e impedisce ai giocatori di affidarsi sempre alla stessa, pre-pianificata, combinazione.
Un meccanismo interessante è quello della Mana, o dell’Avidità (Greed). Muoversi nel dungeon e portare con sé troppe unità in eccesso consuma questa risorsa. Una volta esaurita, le unità iniziano a subire danni con ogni passo, punendo il giocatore per l’eccessiva esplorazione o l’accumulo sconsiderato di risorse. Questo introduce un bilanciamento tra rischio e ricompensa: continuare a esplorare per ottenere quella gemma vitale o ritirarsi prima che la squadra sia troppo indebolita per il prossimo scontro.
Estetica e Limiti Tecnici
Dal punto di vista estetico, Vivid World brilla. Lo stile a “libro pop-up” è affascinante e le animazioni sono intenzionali e chiare, anche nelle mischie più concitate. I chibis dei personaggi sono sorprendentemente espressivi e gli ambienti, sebbene a basso conteggio poligonale, trasmettono un grande senso di profondità e atmosfera, con nebbie spettrali e rune luminose che animano le rovine.
Il design sonoro è altrettanto lodevole, con una colonna sonora che oscilla elegantemente tra melodie ambientali pacifiche e ritmi sinfonici tumultuosi durante i combattimenti, il tutto per rispecchiare le mutevoli emozioni di Lamria e la malinconia che permea il suo viaggio.
Nonostante tutti i suoi meriti, Vivid World non è esente da difetti. Oltre alla già citata dipendenza dalla fortuna per l’ottenimento delle unità, il gioco presenta un numero limitato di dungeon, cosa che può deludere i fan del genere abituati a una longevità più estesa. La curva di difficoltà può impennarsi bruscamente a metà gioco, scoraggiando i neofiti. Infine, alcuni giocatori potrebbero trovare frustrante la scarsa interazione diretta nel combattimento, e sono state riscontrate alcune imprecisioni nella traduzione o nell’uso di notazioni simboliche troppo vaghe per descrivere alcune abilità.

Vivid World Recensione – IN CONCLUSIONE
Vivid World merita un voto di 7.5 perché si colloca saldamente nella categoria dei giochi “molto buoni” che eccellono in aree specifiche pur essendo limitati da alcune criticità.
Il gioco riceve un punteggio alto per la sua straordinaria profondità strategica, in particolare attraverso il sistema di sinergie dei Simboli e dei Colori e il meccanismo di Union Skills, che rende ogni tentativo di discesa tatticamente fresco e appagante. L’evoluzione emotiva della trama e lo stile artistico incantevole sono ulteriori punti di forza che arricchiscono l’esperienza ben oltre le aspettative di un semplice roguelike. La promessa di Asobism di un’evoluzione rispetto al capitolo precedente è stata ampiamente mantenuta.
Tuttavia, il gioco non raggiunge l’eccellenza (un 8 o superiore) a causa di alcuni compromessi intrinseci al suo design. La forte dipendenza dalla fortuna (RNG) nell’acquisizione delle Soul Gems può rendere la progressione frustrante e poco controllabile in alcune run, un fattore che penalizza l’aspetto strategico che il gioco cerca di promuovere. Inoltre, la limitata quantità di contenuti (pochi dungeon) riduce la longevità complessiva per i giocatori più assidui, e la natura di auto-battler può non soddisfare chi cerca un controllo più “diretto” sulle azioni in combattimento, innescando sensazioni di impotenza tattica.
Il 7.5 riflette quindi un’opera di design elegante e affascinante, un’esperienza strategica densa e divertente che ogni appassionato del genere dovrebbe provare, ma che è trattenuta da una certa rigidità nella sua componente roguelike e da un’estensione di contenuti che non riesce a eguagliare la sua brillantezza meccanica.
