Nintendo è già un publisher di giochi gigante – più grande di EA, Blizzard Activision, Ubisoft, o Take-Two. E come tale, ha una ricca libreria di titoli che, se vuole, può portare su altre piattaforme. Spostando un po’ dello sviluppo su iOS potrebbe estendere grandemente il suo potere, invece di perdere importanza in questa fetta critica di pubblico. I guadagni aumenterebbero e gli sviluppatori diventerebbero più rapidi e adattabili ai cambi di trend del marketing. Le indiscrezioni dicono che Nintendo sia intenzionata a investigare sulla possibilità di diventare esclusivamente una software house.
Queste parole sono tratte da un articolo “Nintendo: the new Sega” apparso sulla nota rivista finanziaria Forbes. Articolo che si basa soprattutto su considerazioni di analisti, tra cui Tristan Louis (analista economico). Secondo Tristan, il mercato della nuova Wii U, non all’altezza delle aspettative di Nintendo, ha portato al fatto che solo il 6.4% dei developers di videogiochi è attualmente al lavoro sulla nuova console nintendo (dati ottenuti da uno studio di Gamasutra). 
Partendo dal presupposto che Nintendo sia già un ottimo publisher di giochi, la via che la casa nipponica potrebbe seguire sarebbe quella di rinunciare alla produzione di console diventando una sviluppatrice di terze parti, seguendo la strada percorsa da SEGA e inserendosi inoltre in mondo più prepotente nel mondo di tablet e smartphone. Se queste teorie troveranno conferme, il caro Super Mario potrebbe finire con lo sprofondare in un tubo verde per poi fuoriuscire su una console Sony o Microsoft. Sarebbe abbastanza “curioso”, non trovate?

Gabriele Eltrudis