Oddworld Soulstorm Recensione del titolo arrivato in versione digitale (per quella retail bisognerà aspettare l’estate ma avremo anche una fantastica special edition) su Playstation 5 (la versione da noi testata), Playstation 4 e PC.

Il videogame di cui qui trovate tutte le recensioni e i voti dei principali siti italiani, prodotto dalla software house transalpina Microids e tra i primissimi giochi ad essere annunciati lo scorso anno dal reveal di Playstation 5, porta avanti la tradizione di una serie indimenticabile nata addirittura ai tempi della primissima generazione di Playstation negli anni 90 dello scorso secolo. Ora con un balzo in avanti fino alla sempre ricercatissima Playstation 5, le avventure di Abe diventano next generation e nel filmato potete vedere di seguito ci sono i primi 30 minuti di giocato.

Oddworld: Soulstorm, narrativamente parlando, è il seguito di Oddworld: New ‘n’ Tasty (Abe’s Oddysee) e il secondo titolo di una “pentalogia” che racconterà l’evoluzione della storia di Abe, da schiavo a eroe per caso, fino a diventare il simbolo di un cambiamento e scintilla capace di accendere una rivoluzione. Temi importanti che vengono sviluppati in modo maturo e convincente. Ontologicamente però è qualcosa di più: un semi remake del primo capitolo della serie Oddworld: Abe’s Exoddus ma non solo, soprattutto con l’avanzare dei livelli

Ludicamente siamo di fronte ad un platform 2D e mezzo (soprattutto da un punto di vista visivo visto che l’interazione rimane sostanzialmente soltanto su due dimensioni) con declinazioni stealth, crafting e puzzle. Il tutto miscelato in una formula assolutamente tosta da portare a termine con alcuni passaggi “trial & error” che mirano a tirarci fuori le nostre più terribili imprecazioni dal profondo dell’animo. Difficoltà aumentata da alcune scelte nel sistema di controllo alquanto infelici (in particolare l’utilizzo dello stick analogico destro per tirare oggetti che definire poco consono è un eufemismo).

Passando infine alla realizzazione tecnica, Oddworld Soulstorm non è di certo una produzione tripla A ma non possiamo che lodare l’impegno profuso dal team di sviluppo a darci un “kolossal indie” perché se pur basato su un gameplay di due dimensioni, gli sfondi 3D ci regala molta azione, i nostri fratelli in fuga, gli avversari in arrivo e rotazioni di livelli che funzionano davvero nel riempirci gli occhi e al contempo farci dimenticare che i titoli AAA sono un’altra cosa dal punto di vista dei freddi numeri. Il DualSense su Playstation 5 è stato utilizzato anche nelle sue feature esclusive anche se l’implementazione non tocca particolari vertici qualitativi.

Il sonoro è ugualmente ricco di elementi che nell’insieme convincono se pur sia difficile ricordare qualche tema melodico specifico. Il livello dei dialoghi (rimasti in inglese ma con sottotitoli in italiano) è di pregevole fattura, elemento importante visto che le cut scene sono presenti in gran quantità e di lunghezza decisamente al di sopra della media.

Oddworld Soulstorm Recensione – IN CONCLUSIONE
Difficile recensire un titolo come Oddworld Soulstom ed ancora più difficile soppesare gli evidenti pregi così come i suoi difetti. Un titolo con tanta personalità, tosto forse all’eccesso anche per qualche scelta infelice nel sistema di controllo. Ma un prodotto da premiare anche per coraggio e retaggio. Se lo avete amato già ai tempi della prima Playstation, continuerete a farlo su PS5, magari alternando l’amore agli improperi per gli eccessi di alcuni passaggi “trial & error”.

VOTO: 8